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- Scritto da Flap
25 febbraio 2018 è iniziata la world Superbike e, in contemporanea,… anche il Campionato Nazionale Moped ACSI.
Una doppia vittoria davvero ben augurante quella di Marco Melandri e della Ducati nel round di apertura di Phillip Island, in Australia, per il campionato mondiale Superbike, il ravennate regola gli avversari in due gare molto differenti, ma che Marco costruisce giro dopo giro, credendoci fino all'ultimo centesimo di secondo!
Mancano solo due giorni all'inizio di un'altra stagione del Campionato Mondiale Superbike, la data di Phillip Island è quello che da anni inaugura la stagione delle gare su pista, un round emblematico per chi segue le gare a due ruote su pista, ispira gesti epici e regala tanta passione, sullo sfondo di un tracciato bellissimo che si affaccia sul mare, ma saprà questa Superbike così "complicata" catturare di nuovo la fantasia degli appassionati?
Presentazione in grande stile per il team Ducati Aruba.it che prenderà il via alla fine di questo mese nel campionato mondiale Superbike, nel nuovo centro di comando di Aruba, il patron Stefano Cecconi lancia l'offensiva verso il titolo 2018, e se le forze in pista non bastavano, arriva il carico da novanta.
Non si placa il cruccio degli organizzatori della Superbike, che dopo i test di Jerez e aver visto Johnny Rea correre appresso alle migliori MotoGP con una Superbike in configurazione 2018, si sono chiusi in uno stanzino a verificare e riverificare i conti fatti per il regolamento 2018, e a fine riunione hanno confermato tutti i calcoli di ingegneria applicata al grido di "le stelle non mentono".
Sigillo sulla gara finale di Dani Pedrosa, che nel finale beffa il francese Zarco, Marc Marquez va a prendersi il suo quarto titolo in MotoGP, mettendo il sigillo ad una stagione costruita su consistenza e intelligenza, mentre termina nella ghiaia la stagione davvero incredibile di Andrea Dovizioso, un campione rinato pronto a riprovarci.
Data conclusiva del campionato mondiale Superbike dominato da Jonathan Rea con una splendida doppietta, che con la moto già depotenziata mette in mostra ancora di più il suo talento. C'è anche un Chaz Davies sorridente per aver raggiunto la seconda piazza in campionato mentre Sykes lascia sull'asfalto le sue speranze. Crescono le Yamaha.
Domenica di riscatto per Andrea Dovizioso, che sulla pista bagnata di Sepang mette in mostra tutta la sua lucida consistenza e una Ducati tornata in forma, mentre Marc Marquez sceglie di amministrare il cospicuo vantaggio in vista della grande chiusura a Valencia. Male le Yamaha ufficiali, ottimo Jorge Lorenzo, bene il nostro Petrux.
Tutto nasce, come spesso accade, da amicizie. Di quelle che nonostante gli anni che passano rimangono, sarà che con “Pagu” ho condiviso tanti bei viaggi e giri in moto e, soprattutto una spedizione a Capo Nord per i nostri 50 anni, sarà perché abbiamo condiviso anni d’oro di un gruppo motociclistico, molto attivo nella prima decina del terzo millennio.
Dall'alba al tramonto, forse è il titolo giusto per una Domenica di gare e passione che tra acuti, battaglie e delusioni hanno regalato grandi emozioni al pubblico degli appassionati. Vincitori dei vincitori, nessuna sorpresa, ne escono a testa alta Marc Marquez e Jonathan Rea, due mostri che stanno stracciando piste e cronometri solo per il gusto di farlo, anche quando non è strettamente necessario.
Andrea Dovizioso affonda la corazzata giapponese, con un prestazione dura, coriacea, equilibrista il pilota Ducati porta a casa il GP del Giappone accorciando le distanze su un Marc Marquez mai pago. Brutte le Yamaha, si rivedono nel finale le Suzuki con un buon Andrea Iannone. Fenomenale Danilo Petrucci.
C’era solo una cosa che poteva offuscare la vittoria (annunciata) del campionato da parte di Michele Pirro: una gara da leggenda dello stesso Pirro. Può sembrare surreale, ma al termine del weekend del CIV al Mugello non si è parlato del titolo agguantato con tre gare di anticipo;
“Papà, hai 55 anni!” questo probabilmente sta pensando mia figlia mentre guarda le foto dell’ultima Red Bull Epic Rise, probabilmente però anche un sorriso si dipinge sul viso e in fondo gli piace quella sana follia di un genitore che riesce a togliersi qualche volta l’autoritaria maschera per giocare con i motorini.