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Venerdì, Ven Dic 2020
  • La MotoGP a Austin celebra Nicky Hayden, ritirato il numero 69

    Mancano pochi giorni alla data americana della MotoGP, che nel programma del week end ha previsto una serie di eventi per commemorare Nicky Hayden, uno dei campioni più amati negli Stati Uniti, grazie anche alle numerose vittorie nella Superbike AMA e al mondiale MotoGP del 2006.

    Verrà ritirato ufficialmente il numero 69, che da questo fine settimana apparterà solo a Kentucky Kid, uno degli onori di maggior prestigio per i grandi campioni. La famiglia Hayden insieme alla moto con cui vinse il mondiale, la Honda RCV211, saranno presenti in diversi momenti del week end di gare.

    Accanto a questo però c'è ancora chi continua a essere immerso nelle questioni giudiziarie che riguardano la morte del pilota americano. La sentenza di fine 2018 in cui l'automobilista coinvolto nell'incidente è stato condannato a un anno di reclusione, pena poi sospesa, ovviamente non convince la difesa che ritiene viziata dalla notorietà di Hayden, e quindi ricorrerà in appello. Accertato che Nicky Hayden non ha rispettato lo Stop, secondo l'accusa se l'automobile fosse rimasta entro i limiti di 50km/h, l'incidente si sarebbe potuto evitare, mentre la difesa sostiene che vista l'uscita improvvisa del pilota, a 72Km/h come a 50km/h, non ci sarebbe stato modo di avere un esito diverso.

    Il codice della strada, che prevede l'omocidio stradale sia in essere nel momento che non si siano rispettati tutte le norme della strada, ha determinato l'esito del processo con rito abbreviato nonostante il concorso di colpa. Intanto la famiglia ha chiesto 6 milioni di euro di risarcimento.

  • MotoGP Austin e Superbike Assen all'insegna del verde, Marquez e Kawasaki

    Week end di gare cariche di aspettative con la MotoGP a Austin e la Superbike ad Assen. Mantiene le promesse Assen e la Superbike, che specialmente in Gara1 mette in scena un bello spettacolo, mentre la MotoGP viene messa a ferro e fuoco dal Marquez furioso.

  • MotoGP Austin: programmazione TV, Marquez pronto al settebello

    Terzo appuntamento per il motomondiale, la MotoGP sbarca negli Stati Uniti per il gran premio delle americhe, regno assoluto di Marc Marquez. Sei vittorie su sei per lo spagnolo, non esattamente la condizione migliore per Ducati e Andrea Dovizioso che costretti a inseguire in campionato, saranno forse anche costretti a inseguire nella gara di Domenica. La strategia migliore sarà attaccare o tamponare nell'attesa di piste più favorevoli?

    Ma concentrarsi su questo due non basta, nelle ultime due gare sono molti i piloti che si sono affacciati al podio, a partire da Valentino Rossi reduce da un buon secondo posto in Argentina, ma anche i velocissimi Miller, Petrucci, Crutchlow, Rins e Vinales. Osservato speciale sarà come sempre Jorge Lorenzo, atteso al balzo in avanti che lo riporti nelle prime posizioni, balzo per adesso nemmeno abbozzato.

    All'appello mancano i rookie o gli ex rookie, la buona prestazione di Morbidelli termiata sull'asfalto è forse il preambolo ad una stagione diversa, ma anche Quartararo è pronto a prendere il suo posto.

    Evento in diretta TV su Sky, si corre di sera per la vecchia Europa, in differita su TV8.

    Programmazione TV di Sky e TV8


  • MotoGP: Valentino Rossi sprona la Yamaha

    Valentino Rossi capitano della nave Yamaha, dopo i risultati di inizio anno e dopo gli scarsi risultati raccolti fin qui da Maverick Vinales, è il pesarese a suonare la carica in Yamaha. La delusione di Austin deve essere ancora cocente, una vittoria così importante sfuggita quasi sul filo di lana ha lasciato l'amaro in bocca al 9 volte campione del mondo che a Yamaha dice che la strada è quella giusta, che la moto è migliorata rispetto allo scorso anno, più bilanciata, ma non basta.

    Il problema più grosso, secondo Valentino, resta la percorrenza di curva, dove a causa dell'aderenza non ottimale, in uscita non è possibile aprire il gas come fanno gli altri, perdendo così metri preziosi, ma anche la possibilità di aggredire gli avversari più spesso e con più efficacia. Valentino chiede a Yamaha di continuare in quella direzione e con la stessa energia che ha portato la casa di Iwata a prendere la direzione giusta.

    E' un Valentino che crede in questa classifica, che dopo tre gare lo vede al secondo posto, con due podi all'attivo e tre gare da protagonista. I prossimi appuntamenti sono in Europa, e il pesarese sa che difficilmente Marc Marquez commetterà un altro errore come sul circuito delle amercihe.

  • MotoGP: Valentino Rossi vs Marc Marquez, duello alla texana?

    Mancano pochi giorni al GP di Austin, a metà settimana all'arrivo sul tracciato texano si inizieranno a sentire le prime dichiarazioni di team e piloti dopo i fatti del GP di Argentina. La MotoGP è in subbuglio, restano indelebili le accuse di Valentino Rossi e della Yamaha che giudicano pericoloso e dannoso per le gare il comportamento di Marc Marquez, le dichiarazioni dello spagnolo e della Honda che invece bollano come normali fatti di gara i diversi episodi che hanno coinvolto Marc Marquez, e poi la tanto attesa voce di Carmelo Ezpeleta e della Dorna che hanno lasciato tutti i bocca asciutta.

    Il patron della Dorna è stato a dir poco abile a schivare ogni possibilità di schierarsi, limitandosi a dire che i commissari sono da due anni a nomina di FIA e IRTA, e che quindi non compete a Dorna punire o squalificare un pilota. Sta di fatto che l'invocato intervento della FIA non c'è stato, e la Dorna sollecita una modesta convocazione degli interessati in direzione gara del GP di Austin. Il tutto è probabile non sfocerà in niente, dopotutto alcuni piloti hanno già assolto Marquez dichiarando che hanno subito episodi peggiori, come Espargarò con Petrucci e Pedrosa con Zarco.

    Di sicuro è stata intelligente e mirata la critica di Valentino Rossi, non additando il singolo episodio, ma l'eccessivo numero di episodi in una singola gara e una sorta di connivenza della direzione gara a partire dall'episodio della griglia.

    Ezpeleta chiude poi la questione dello schieramento in griglia di tutti i piloti che sarebbero dovuti partire dalla pitlane, evidenziando che la procedura era stata approvata nel 2014 per questioni di sicurezza. Strano che nessuno lo sapesse, ma soprattutto strano approvare una procedura che penalizza fortemente chi fa le scelte giuste, maggioranza o minoranza che sia.
     

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