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Martedì, Mar Nov 2019
  • Campionato Mondiale Superbike in bilico!

    Pausa di campionato e pausa di riflessione, il campionato mondiale Superbike al giro di boa della stagione e al giro di boa, l'ennesima, del suo formato, alla ricerca disperata di un'idendità rubata, tra mistificazioni e lotte di classe. Chi la spunterà? Il pubblico appassionato o il palazzo del potere?

  • Ducati Panigale V4 Anniversario 916: 25 anni dal mito

    Venticinque anni fa nasceva la Ducati 916, la moto destinata a rivoluzionare il design motociclistico sportivo e a far innamorare gli appassionati di tutto il mondo. Una moto unica per stile, eleganza, leggerezza e innovazione tecnologica: un’autentica bandiera del Made in Italy motoristico.

    Per celebrare questo anniversario, Ducati presenterà a Pebble Beach, in California, il prossimo 12 luglio alle ore 20:00 (PDT), la Panigale V4 25° Anniversario 916. La moto sarà caratterizzata da una livrea originale, da componentistica di derivazione racing e verrà realizzata in serie numerata e limitata a sole 500 unità.

    La Panigale V4 25° Anniversario 916 sarà svelata alla presenza di “King” Carl Fogarty, quattro volte campione mondiale Superbike negli anni ‘90 in sella alle Rosse di Borgo Panigale.

    In occasione della gara del mondiale SBK di Laguna Seca, che si disputerà sabato 13 e domenica 14 luglio, un ulteriore tributo alla 916 arriverà anche dal team Aruba.it Racing – Ducati, che scenderà in pista con le moto di Alvaro Bautista e Chaz Davies caratterizzate da una speciale livrea, ispirata a quella della Panigale V4 25° Anniversario 916.

  • La Superbike chiede aiuto agli appassionati

    Campionato mondiale Superbike che cerca una via di uscita dalla crisi di pubblico in cui è entrata, e che dopo i numerosi e impopolari nuovi cambi regolamentari e di schedulazioni intrapresi negli anni scorsi, prova a sondare il l'umore e i gusti del pubblico.

    Daniel Carrera, WorldSBK Executive Director, ora dice di vler ascoltare la voce del popolo appassionato della Superbike, incaricando la società Nielsen Sports di dare il via ad uno studio di dati raccolti attraverso un sondaggio raggiungibile su internet a questo indirizzo, composto da una serie di domande riguardanti calendario, media, regolamenti, intrattenimento e il week end di gare della Superbike.

    Tutte questioni su cui le polemiche negli ultimi anni non sono mancate, dalle gare della Superbike divise sulle due giornate, l'impoverimento della Superpole (punto focale nella precedente gestione), la griglia rovesciata di Gara2, lo spettacolo povero trasmesso dalle TV e quindi organizzato intorno agli eventi, un regolamento tecnico troppo restrittivo che vuole imitare quello della MotoGP ma applicato a moto progettate in modo e per finalità radicalmente diverse.

    Resta da vedere se il gestore sarà capace per la prima volta di ammettere i propri errori a fronte dei dati dal pubblico appassionato, o ancora una volta farà a suo modo.

    Per chi parteciperà al sondaggio la Superbike regalerà l'accesso completo della Superbike, con tutti i contenuti multimediali dino al 17 Settembre, al termine del week end del Portogallo, ma potrà anche vincere uno dei tre giri sulla Safety Car in una delle date del campionato 2019.

    worldsbksurvey.motorsport.com/

  • Mercato piloti: Jonathan Rea altri 2 anni con Kawasaki

    Altri due anni di contratto per il campione del mondo della Superbike con il team Kawasaki. Il campione nord irlandese, attuale capoclassifica del campionato mondiale superbike, sarà in sella alla moto di Akashi per le prossime due stagioni, imponendo così la sua ingombrante presenza, per la felicità degli appassionati della Superbike, meno del gestore. Candidato al titolo 2018 e con già un po' di record in tasca, Rea aveva fatto qualche incursione nel paddock della MotoGP, associando il suo nome anche alla sella della Honda MotoGP di HRC.

    Smentita la notizia prima da uno sdegnato Puig, e poi dalla conferma del contratto di Jorge Lorenzo, sembra che Johnny non abbia trovato una sella alla sua altezza in MotoGP, che continua a preferire giovani rampanti senza pedegree, piuttosto che talentuosi plurititolati della sponda meno agiata del motorsport.

    Per fortuna Rea non ha accettato offerte poco competitive, e sarà ancora per due anni a far valere il suo grande talento in Superbike, che si spera abbia terminato il calvario di strani regolamenti e possa sviluppare pura competitività, dove chi ha più talento e la moto migliore, vince. Di certo la conferma di Rea sulla moto più competitiva darà grosse gatte da pelare a chi stende i regolamenti della Superbike.

     

  • Nuovo lifting per la Superbike 2019, strana creatura!

    La Superbike ha chiuso i battenti da due mesi e una nuova stagione sta nascendo, ad attenderci ci sarà un nuovo format, nuovi piloti e nuove moto, ma in Italia forse non la vedremo. Apriamo questo pacco di Natale e proviamo a capirci qualcosa.

  • Piloti silenziosi

    Così Jonathan Rea ha vinto il terzo titolo consecutivo nella WorldSBK, una supremazia incredibile e con largo anticipo rispetto alla fine del campionato.
    Eppure non ci sono stati clamori, lui stesso è un pilota misurato, quasi anonimo quando non è in sella, persino la sua guida non è spettacolare, solo tremendamente efficace.

  • Superbike 2019: conto alla rovescia, il ripassone

    Siamo agli sgoccioli, una nuova stagione del mondiale Superbike sta per dar fuoco alle polveri, nuovi regolamenti, nuovi piloti, nuove moto e nuova passione, siamo pronti allo spegnimento del semaforo? Ripassiamo i regolamenti!

  • Superbike Rea vs Dall'Igna: accusa e difesa di una supremazia

    Prime schermaglie del dopo round di Phillip Island in Superbike, e a quanto dichiara Jonathan Rea non recuperabili. A scambiarsi i primi rimpalli sono Jonathan Rea e Gigi Dall'Igna. Il pilota 4 volte campione del mondo non esita a dichiarare nel dopo gara che la distanza attuale tra Ducati Panigale V4R e le altre Superbike è troppa. Per il nord irlandese la differenza tra la Ducati e le altre moto è quella tra una derivata di serie e una derivata MotoGP.

    E' lo stesso Gigi Dall'igna che non esita a definire la Panigale V4R una moto derivata dalla MotoGP, e il vanto di Ducati è stato quello di costruire una moto perfettamente stradale, rispettando tutti i parametri per la partecipazione in Superbike, interpretando i regolamenti nel modo giusto, mantenendo le prestazioni ad un livello altissimo. Il direttore sportivo di Ducati è convinto che lo sfruttamento della tecnologia MotoGP è diventato fondamentale.

    Dall'altra parte c'è un Jonathan Rea che già vede poca speranza che qualche taglio di giri alla rossa possa far recuperare il gap delle altre case, unica possibilità sono le doti ulteriormente affinate in fatto di guidabilità della sua ZX10RR, possano fare la differenza su qualche circuito. All'alba del campionato, la partita sembra già chiusa.

    La polemica non è cominque nuova, nacque già con l'ingresso di Aprilia con la RSV4 nel campionato Superbike, fu definita già all'epoca una moto pensata per le corse e poi targata. Il padre di quella moto, anche in quel caso, era lo stesso Gigi Dall'Igna. Della serie "ricetta" che vince non si cambia.

  • Superbike test Jerez: Rea argina la Ducati Panigale V4 R

    Due giornate di test per il campionato mondiale Superbike, che da subito mette l'accento sulla competizione tra la plurititolata Kawasaki ZX10RR e la debuttante italiana, Ducati Panigale V4. Nelle due giornate però la giovane contendente ha dovuto cedere le armi al campione del mondo Jonathan Rea, che anche in questo pre stagionale per il campionato 2019, è riuscito a mettere in fila tutti con una notevole differenza.

    Jonathan è riuscito ad abbassare il tempo della prima giornata di quasi un secondo, mentre gli avversari si sono avvidendati. Mentre nella prima giornata a inseguire Rea era stata proprio l'accoppiata di debuttanti, Alvaro Bautista e la Panigale V4R, nella giornata di chiusura è stata la Yamaha R1-M di Alex Lowes a contendere il primato del campione del mondo, anche se da lontano.

    Per questi test in pista c'era il team Kawasaki ufficiale, il team Ducati Aruba, Yamaha ufficale e Yamaha GRT, con un Melandri che deve ancora prendere le misure con la moto di Iwata.

    Jonathan Rea - Kawasaki Racing Team 1.38.713
    Alex Lowes - Pata Yamaha Official 1.39.377 (+0.664)
    Leon Haslam - Kawasaki Racing Team 1.39.766 (+1.053)
    Alvaro Bautista - Ducati Aruba.it 1.39.845 (+1.132)
    Chaz Davies Ducati Aruba.it 1.39.852 (+1.139)
    Michael van der Mark - Pata Yamaha Official 1.40.092 (+1.379)
    Marco Melandri - GRT Yamaha 1.40.235 (+1.522)
    Sandro Cortese - GRT Yamaha 1.40.592 (+1.879)

  • Superbike Thailandia in TV: occhi puntati su Ducati

    Conto alla rovescia per il secondo round del campionato mondiale Superbike, sul circuito di Buriram in Thailandia, il circus delle derivate di serie si affrontano per la seconda data del campionato 2019. Il pubblico è focalizzato su un solo fatto: le prestazioni della nuova Ducati Panigale V4R e del suo nuovo alfiere, Alvaro Bautista. Dopo aver demolito tutti gli avversari a Phillip Island con una prestazione di altra categoria, il pubblico e gli appassionati vogliono sapere se è quello che si vedrà per tutto il resto del campionato o se le altre case avranno via libera dal gestore per mettere le mani sulle proprie moto.

    Buona parte delle case, e Kawasaki più di tutte, lo scorso anno hanno ricevuto un bel taglio al tetto massimo dei giri motore, andando a ritoccare in modo notevole le prestazioni disponibili. Il risultato è quello visto a Phillip Island, di grande imptto per i tifosi ducatisti, meno per lo spettacolo.

    Grande attesa per la conferma da tutti i piloti, passato l'appuntamento un po' anomalo di Phillip Island, si attende conferma o capovolgimento dei valori in pista, a partire dalla straordinaria prestazione di Leon Haslam, che sembra essere molto di più di un semplice compagno di squadra, a Marco Melandri che sulla Yamaha è apparso subito competitivo. Ovviamente manca all'appello Chaz Davies, in difficoltà nel primo round, ma atteso al recupero.

    La domanda che però resta nell'aria è: cosa ne sarà del quattro volte campione del mondo Jonathan Rea?

    Programmazione TV su Sky

    Programmazione TV su TV8

    Programmazione TV su Eurosport

  • Superbike: a chi i diritti TV? Mediaset abbandona?

    Dubbi e nubi scure sul rinnovo dei diritti TV della Superbike a Mediaset per la stagione 2019, già a inizio anno dalle stesse fonti Mediaset emergevano la possibilità che per il team di Mediaset, ormai operativo sul campo da molti anni e con forte professionalità, potesse essere l'ultima stagione di attività motociclistica.

    Il problema principale è il classico ritorno di investimento, che non crea valore a Mediaset, motivo per il quale sembra che Mediaset abbia chiesto un abbassamento della richiesta, oggi pari a 1,5 milioni di euro. Dorna si è quindi messa in cerca di altre piattaforme televisive a cui dare in concessione il campionato mondiale delle derivate di serie, tra le quali la RAI o il ritorno a La7, sempre che non arrivi la solita Sky piglia tutto.

    Sicuramente il punto nevralgico è lo spettacolo e gli spettatori che attira il format delle Superbike. Due le scuole di pensiero, il promoter che sostiene essere un problema di costi e di livellamento verso il basso così che ci sia accesso per i privati e chi sostiene che il blocco dell'elaborazione e dell'esaltazione delle varie case ha reso difficile pareggiare le prestazioni di moto che nascono con caratteristiche molto diverse.

    Non ha agevolato nemmeno la fuga di alcune case verso la MotoGP, diminuendone impegno e competizione tra i colori delle diverse case, concetto caro agli appassionati della Superbike, ma che il promoter ha ritenuto di dover cambiare per un diverso disegno strategico.

    Anche lo spettacolo televisivo forse aveva bisogno di essere rinforzato, alcuni dei format e delle competenze della vecchia Superbike si sono trasferiti sulla MotoGP, ed è indubbio che lo spettatore vive ormai le gare non più solo con il momento della competizione in pista. Originale e di carattere il giro di pista di Max Temporali, ma forse non è bastato a completare lo show televisivo.

    Che la serie abbia problemi è un dato di fatto, non è solo Mediaset ad avere problemi di ritorno, ma probabilmente anche i circuiti che non la comprano viste le poche date e il grosso buco di programmazione estiva.

  • Superbike: conto alla rovescia, tutti a scuola di regolamenti

    Mancano solo due giorni all'inizio di un'altra stagione del Campionato Mondiale Superbike, la data di Phillip Island è quello che da anni inaugura la stagione delle gare su pista, un round emblematico per chi segue le gare a due ruote su pista, ispira gesti epici e regala tanta passione, sullo sfondo di un tracciato bellissimo che si affaccia sul mare, ma saprà questa Superbike così "complicata" catturare di nuovo la fantasia degli appassionati?

  • Superbike: Dorna cestina la Superstock 1000

    L'intenzione era stata dichiarata fin da quando Dorna aveva acquisito il campionato mondiale Superbike, nella sua visione la Superbike rea di essere troppo vicina alla MotoGP, doveva essere addomesticata e rimessa al suo posto. I nuovi regolamenti che via via hanno contingentato gli sviluppi tecnici della Superbike l'hanno portata ad essere sempre più in sovrapposizione con la Superstock, e quindi l'obbiettivo di arrivare ad una sola categoria vicina alla Superstock è stato raggiunto. Arrivati a questo punto, come già dichiarato, la Superstock non è più necessaria.

    L'obbiettivo teorico però si allontana sempre di più, la crisi di pubblico e interesse, da parte degli sponsor, delle case e dei team, è imperante, e forse questo è solo un altro modo da parte di Dorna per forzare la mano ai team e alle case. Tolta la Superstock, i team più intraprendenti potrebbero rimpinguare le caselle di schieramento vuote, abbandonate da case come Aprilia, MV Agusta e BMW.

    Riempita la griglia, forse Dorna potrà dedicarsi ad un'operazione di marketing che riporti in auge la serie, seppur con moto di serie B, seppur con un formato tra il noioso e il confuso come quello di oggi. L'importante è non ammettere errori.

    Resto lo scoglio del mercato e delle grandi case, alcune non hanno ancora abbandonato i box della Superbike come Dorna vorrebbe, e se il mercato dovrebbe ripresentare la moda delle sportive con investimenti corposi delle case, potrebbero essere altre a voler rimettersi in gioco. Ma per ora il promoter se la prende calma.

  • Superbike: la Superpole Race entra nelle statistiche

    La Superbike commission visto il successo della Superpole Race ha deciso di modificare il conteggio delle statistiche, aggiungento i risultati della mini gara su quattro delle voci che attribuiscono i risultati a case e piloti, aggiungendosi a gare vinte, gare partecipate, gare svolte e miglior tempo sul giro. Un'aggiunta importante, perchè oltre ad essere annoverata nelle statistiche come è corretto che sia per ogni gara, sarà molto probabilmente la gara nella quale verranno fatto il maggior numero di giri veloci.

    La commessione Superbike parla di successo tale a Phillip Island da indurre ad essere gradito al pubblico che venga inclusa nei numeri che contano. Al di là della correttezza del provvedimento, suonano come sempre un po' altisonanti i proclami della Superbike legata a Dorna, più atti a convincere che a prendere atto di un risultato, l'unico merito per ora della Superbike Race è di aver salvato un week end disastroso a Phillip Island, dove ancora una volta il pasticcio di normative che si accavallano hanno permesso di iscrivere una moto di un livello abbastanza diverso dalle altre contendenti, annunciando già forse la fine del campionato 2019.

    La Superpole Race diventa quindi il salvagente della stagione, dove qualche pilota proverà a infastidire questa incredibile accoppiata Panigale V4 con Alvaro Bautista.

  • Superbike: Melandri e Cortese nel Team Yamaha GRT

    Lineup piloti completa anche il nuovo team Superbike Yamaha GRT. Dopo le tante incertezze che hanno caratterizzato l'annuncio con il quale il team Ducati Aruba.it aveva preferito Alvaro Bautista a Marco Melandri, le voci su un possibile passaggio del ravennate a Yamaha si erano susseguite alle smentite. Con questo annuncio ufficiale, il team italiano che metterà in pista altre due Yamaha R1-M, si chiudono le voci sul possibile appiedamento di Marco, una perdita per la Superbike non da poco.

    Il team finale si annuncia davvero agguerrito, il team manager Filippo Conti potrà contare su un pilota veloce e di esperienza come Melandri, ma anche sul neo campione del mondo della Supersport Sandro Cortese, il rookie che ha sbancato il campionato delle medie. La squadra Yamaha che si è venuta a formare, che può contare su alcuni titoli mondiali, ha tutte le carte in tavola per battagliare ai vertici, moto che si è dimostrata in continua crescita e nel finale pari alle Ducati, è attesa al salto peril confronto finale con il duo Kawasaki-Rea, cosa possibile forse il confronto con la verdona, duro il talento sulle derivate di serie di Jonathan Rea.

  • Superbike: pubblicato il calendario ufficiale 2019

    Presentato il calendario finale del campionato mondiale Superbike 2019, che attendeva conferma per l'ultima data di calendario, non ancora data per certa fino ad ora, quella del week end del 12-14 Luglio a Laguna Seca. Il calendario del mondiale delle derivate di serie conferma quindi faticosamente le 13 date, con le due date italiane di Imola il 12 Maggio e Misano il 23 Giugno. Il campionato si aprirà come di consueto a Phillip Island il 23 Febbraio, e chiuderà con la notturna del Qatar il 26 Ottobre.

    Restano un po' di anomalie che il gestore non è riuscito a sanare e che stonano con il livello del campionato Superbike, come ad esempio il lungo fermo estivo che va da metà Luglio a inizio Settembre, o il round di chiusura in Qatar che si correrà dal Giovedì a Sabato, invece del consueto Venerdì-Domenica.

    Restano fuori dalla portata della Superbike tante piste che potrebbero offrire un palcoscenico adatto alle derivate, che già in passato hanno ospitato le gare motociclistiche, come ad esempio i tracciati di Brno, quelli tedeschi e austriaci, Sud Africa, Russia, Monza e negli stati uniti il Miller Motorsports Park. Non trapelano le vere ragioni dei mancati accordi, si parla di un ritorno troppo basso a fronte delle richieste del gestore.

  • Superbike: Redbull scarica Honda, Honda scarica Ten Kate

    Per gli appassionati della Superbike, Ten Kate è uno dei nomi simbolo delle derivate di serie, presenti da così tanto tempo da identificare molta della Superbike con i volti dei due fratelli olandesi. Ma Honda ha deciso comunque di rescindere una collaborazione che dura dal 2004, riprendendosi in carico lo sviluppo della moto.

    Alla fonte di tutto la mancanza di risultati della moto giapponese, che anche nella nuova versione della CBR1000RR e con la maggior parte del budget messo a disposizione da Honda, non sono arrivati. Era compito di Ten Kate portare la moto ad un livello vincente, ma la mancanza di risultati è apparsa ancora più evidente con l'arrivo di Leon Camier, in grado di fare molto di più sulla meno quotata MV Agusta F4.

    Honda decide quindi un'inversione di rotta, e riporta in casa lo sviluppo della moto, con il supporto di Moriwaki e Althea in pista e nell'organizzazione del team. Nascono perplessità sulla scelta dei piloti, se indubbia la riconferma di Leon Camier, che non aspetta altro di avere una moto competitiva per iniziare a vincere qualche gara, il nome di Ryuichi Kiyonari è forse più una questione di marketing, o nazionalismo, verso il sol levante. Questione forse necessaria, vista la perdita del main sponsor Red Bull e la necessità di trovare uno sponsor di livello.

    Il ritorno di alcune case ufficiali alla partecipazione del campionato mondiale Superbike chiarisce un concetto da noi tante volte esposto, nonostante le critiche, il valore del campionato Superbike ha un trend negativo è vero, ma le case non si possono permettere di partecipare ad una vetrina mondiale di prodotti da vendere, e arrivare ultimi... ma nemmeno secondi.

  • Superbike: rientro ufficiale di BMW con Tom Sykes

    BMW Motorrad rientra nel campionato mondiale Superbike con un pilota eccellente come Tom Sykes. Il marchio bavarese ha ufficializzato il suo rientro durante la presentazione della nuova S1000RR al salone di Milano, l'EICMA. a gestire le moto in pista sarà il team SMR, che si prepara quindi ad abbandonare le Aprilia RSV4RF. I compiti saranno ripartiti proprio tra sviluppo e gestione in pista. BMW si occuperà di sviluppare motore, elettronica ed aerodinamica, mente la struttura SMR tutto quello che riguarda la competizione e la messa a punto in pista.

    Un rientro significativo, sicuramente legato al lancio della nuova moto e al tipo di prodotto che non può rimanere fuori dallaq competizione mondiale, e partecipandovi non può rimanere in ombra come è accaduto negli ultimi campionati. Una sfida importante, contro lo strapotere verde, o uno squadrone Ducati che nel 2019 si presenta più agguerrito che mai, forte della nuova Panigale V4R e di Alvaro Bautista.

    Molto eccitato Tom Sykes, che dal 2009 è in forze a Kawasaki e che con la casa di Akashi aveva vinto il titolo nel 2012. Prima esperienza con la casa tedesca, che dovrà tornare a impratichirsi delle questioni legate al mondiale Superbike, le premesse sono buone, speriamo arriveranno presto a battagliare per le posizioni che contano. Con Sykes ci sarà Markus Reiterberger.

    Terminata quindi la questione dell'appiedamento di due piloti del calibro di Melandri e Sykes.

  • Superbike: ufficializzato il rientro Ten Kate, ma quale moto?

    Se non è ufficiale, pochi dubbi restano. Arriva direttamente dalla Superbike l'annuncio dell'imminente rientro del team Ten Kate, il team olandese fino allo scorso anno legato a doppio filo a Honda, dalla quale la casa giapponese a improvvisamente divorziato a fine stagione, la ragione più probabile è per mancanza di risultati.

    L'azienda olandese con sede a Nieuwleusen, a soli 55km dal circuito di Assen ha indetto una conferenza stampa per il 2 Aprile proprio sul circuito olandese, durante la quale annuncerà quale sarà la date e il circuito del rientro già nella stagione 2019, ma soprattutto con quale casa costruttrice. Restano insistenti le voce che riguardano Suzuki, con una GSX-R1000R capace di ottimi risultati nei campionati Superbike americano, australiano e britannico. Da non sottovalutare però anche la possibilità di un rientro con case che hanno lasciato la Superbike, Aprilia soprattutto, o con altre case che intendono avere più presenza in pista.

    Una conferma gradita a tutto il circus, per chi segue da tanti anni la Superbike perchè quella di Ten Kate è una presenza costante da 16 stagioni, per l'organizzatore che vedrebbe aggiungersi un costruttore dopo averne persi due a fine 2018. Attendiamo l'annuncio ufficiale.

  • Superbike: Yamaha conferma Van der Mark e Lowes

    Confermata la line-up piloti per il 2018 dal team Yamaha Superbike. Dopo le molte voci che erano circolate nel paddock della Superbike che vedevano vacillare almeno una delle due selle, il team Yamaha Europe ha confermato sia Michael Van der Mark che Alex Lowes. Entrambe i piloti quest'anno sono sembrati più consistenti, anche se dal giovane e talentuoso olandere ci si sarebbe aspettato di più, mentre da Alex Lowes quualche incidente in meno, ma sono sfumate le voci che vedevano Tom Sykes in avvicinamento ai tre diapason.

    Il campionato 2018 sembra già saldamente nelle mani di Jonathan Rea, ma con il 2019 e l'arrivo della centralina unica, Yamaha probabilmente pensa di aumentare la competititvità, già molto migliorata, delle sue R1.

    Sarà importante vedere se uno dei due piloti sarà capace di trasformarsi in un fantino vincente che possa fare la differenza come fa Jonathan Rea, che già quest'anno ha avuto qualche grattacapo a tenere a bada le due furie blu.