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Jonathan Rea in Superbike
Superbike: conto alla rovescia, tutti a scuola di regolamenti
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Mancano solo due giorni all'inizio di un'altra stagione del Campionato Mondiale Superbike, la data di Phillip Island è quello che da anni inaugura la stagione delle gare su pista, un round emblematico per chi segue le gare a due ruote su pista, ispira gesti epici e regala tanta passione, sullo sfondo di un tracciato bellissimo che si affaccia sul mare, ma saprà questa Superbike così "complicata" catturare di nuovo la fantasia degli appassionati?


La risposta è... forse, ad oggi c'è chi ancora incolpa la precedente gestione dell'attuale stato della Superbike, e invoca il dottor Dorna quale salvatore del paziente malato visti gli eccellenti risultati della MotoGP, dove ha riportato una gran bagarre in pista, senza però toccare i mostri sacri acchiappa mondiali. Detto così sembra un po' artefatto, ma la verità è semplicemente che vincono ancora i piloti migliori sulle moto ufficiali, è solo migliorato il livello dei contendenti.  

La verità è che nella precedente gestione la Superbike ha vissuto un momento magnifico, affossato da quella crisi iniziata nel 2009 che ha fatto mancare i soldi, la linfa, a moto che avevano assunto la forma di derivate abbastanza distanti dalla serie, ma che appassionavano gli spettatori in qualche caso più della MotoGP (ahia!!!), dopotutto si sa, la gente vuole la serie A e la Champions.

Phillip Island circuit


IL NUOVO CHE AVANZA

Gli appassionati prendano carta e penna perché quest'anno ci sarà un po' di cose da annotare per capire cosa accade in pista, sarà compito dei commentatori e dei giornalisti dare in trasparenza i vari update gara dopo gara, eh già il regolamento 2018 cercherà di intervenire durante la stagione per permettere di livellare al massimo le prestazioni. C'è già chi parla di risultati falsati... a voi il giudizio.

Restano quindi gli interventi fatti negli ultimi anni, la programmazione prevede Gara1 e Gara2 su due giornate diverse e la Superpole, quel ne resta, posizionata il Sabato mattina. Resta l'inversione di griglia, piace ai piloti che non riescono a vedere le prime piazze, meno a quei piloti che in un paio di giri riescono comunque a tornare primi, ma a volte perdono lì la gara contro l'antagonista. Anche qui risultato falsato? Decidetelo ancora voi. Pende anche un'accusa di pericolosità vista la foga di alcuni piloti.

Jonathan Rea a Phillip Island



GIRI MOTORE e COSTI

Dopo diverse limitazioni tecniche negli anni passati, quest'anno si è deciso di intervenire in maniera più pesante, a partire dal tanto vituperato limitatore di giri. Grazie ad una modifica alla programmazione imposta da Dorna alle centraline delle moto, ogni modello avrà un diverso limite di giri, calcolato secondo sistemi della Dorna stessa. Ovviamente chi ha pagato il prezzo più pesante è stata Kawasaki, rea (non Rea) di troppa competitività, troppi investimenti, troppo talento nel box, e troppa arrogante indipendenza dal gestore forse.

Questa lista potrebbe subire delle variazioni, il regolamento prevede la possibilità di abbassare ancora il numero di giri della moto di 250 giri ogni tre gare se una moto dovesse vincerle. Questo è stato un punto particolarmente osteggiato e contestato del regolamento, specialmente da Kawasaki. Il problema sta nella rapportatura studiata a inizio anno per i vari circuiti e basata proprio sulla capacità del motore di sfruttarla. Cambia il limite di giri, ma la rapportatura non si può toccare.

Limite giri per marca:
Ducati 12400
Kawasaki 14100
Honda 14300
Aprilia 14700
BMW 14700
MV Agusta 14700
Suzuki 14700
Yamaha 14700

Altre limitazioni invece riguardano la possibilità di mettere mano alla moto, è stato introdotto un punteggio da 3-2-1 punti che andranno ai primi tre classificati di ogni gara, dopo 3 gare, le case che sono a più di 9 punti dalla vetta potranno mettere mano alla moto per introdurre modifiche al motore o parti più evolute.

Prezzi contingentati. Il gestore ha imposto che le case vendano alcune parti di motore e ciclistica a prezzi contingentati ai team privati, cosa che non ha fatto di sicuro felice Kawasaki che investe molto nello sviluppo, e che sarà costretta a vendere sotto costo le parti della moto. La cosa dall'altro canto dovrebbe permettere di evolvere la moto privata più velocemente avvicinandola alle factory. Factory termine comunque abolito, giusto per far capire che in Superbike certi concetti, e certi team, non sono più benvenuti?

Ci sarà poi una parte discrezionale del gestore, che potrà concedere per quelle case in difficoltà di introdurre nuove modifiche o motori, la dove ci fossero condizioni particolari. Ma in generale su tutto quanto sopra, a regolamento, pende la discrezionalità del gestore.

Leon Camier su Honda Superbike


IN CONCLUSIONE

Di sicuro anno dopo anno, a costo di far piazza pulita anche di appassionati, Dorna punta all'obbiettivo che Carmelo Ezpeleta aveva annunciato dopo l'acquisizione della Superbike, farne un campionato per privati, Kawasaki è vista oggi forse come una nave pirata, un'anomalia che probabilmente verrà sanata. Il risultato finale è incerto, fin ora è stato un fallimento, ma sembra che il tempo sia dalla parte del gestore alchimista. Intanto  gli appassionati prendano in mano carta e penna, dopo il pilota ragioniere è la volta dell'appassionato ingegnere!!!

www.worldsbk.com

Wolf

Ritratto di Wolf