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Domenica, Dom Ott 2019
  • Anche la FIM migra verso la Penisola Iberica

    Il motociclismo internaziionale perde ancora un po' di Italia, Jorge Viegas è il nuovo presidente della Federazione Internazionale Motociclismo, e va a sostituire l'italiano Vito Ippolito. Qualcuno mormora già di un cambio di rotta deciso, ma non è ben comprensibile in quale senso. Se la gestione "incolore" della FIM da parte dell'ex presidente Ippoliti aveva destato molte perplessità, in special modo per quanto concerne i mancati interventi sui campionati gestiti da Dorna, quello del nuovo presidente di provenienza portoghese, pone alcuni dubbi.

    A partire dal ritiro improvviso del principale avversario alla presidenza Wolfgang Srb, non proprio chiara. La vicinanza culturale del nuovo presidente alla direzione dei maggiori campionati motociclistici, pone dubbi sul pluralismo decisionale che potrebbe far prendere la bilancia in maniera troppo evidente nei confronti degli interessi iberici.

    Si attendono comunque i primi segnali di partenza della nuova presidenza, tutelando il più possibile l'identità dei maggiori campionati velocità, prima ancora che la loro gestione.

  • FIM: diventa obbligatoria la nuova omologazione caschi

    La nuova omologazione per i caschi ad uso sportivo voluto da FIM e da Dorna, è diventata effettiva e obbligatoria. Dopo tre anni di gestazione e di test, dopo l'impegno profuso dalle case costruttrici di caschi, la nuova certificazione FRHP è diventata operativa, i caschi che prenderanno il via nelle gare del circuito Gran Prix e Superbike dovranno essere conformi alla nuova normativa.

    Il piano della FIM a questo punto si fa più ambizioso, la federazione internazionale a in planning di rendere obbligatoria la nuova omologazione in tutte le competizioni che vogliono essere riconosciute dalla FIM, che siano su asfalto o off-road, questione che diventerà obbligatoria già a partire dal 2020.

    La nuova omologazione FRHP va a sostituire, e in qualche modo ad  prendere il meglio, delle attuali omologazioni sparse nei diversi continenti o nazioni, UN ECE 22.05, Snell M2015, JIS T8133, andando così ad elevare il grado di protezione fornito dai caschi nelle competizioni sportive.

    Le case attualmente omologate e presenti sul sito ufficiale della FIM sono AGV, Arai, Bell, HjC, Kabuto, X-lite Nolan, Scorpion, Shark e Shoei, ma siamo sicuri ne arriveranno altre.

    Questa potrebbe essere anche una svolta per il mercato dei caschi, che dopo aver vissuto una suddivisione continentale delle omologazioni, potrebbe aver trovato un'unica certificazione che permetta di spostarsi con lo stesso casco in tutto il mondo, economia di scala permettendo.

  • Mediaset contro Dorna sugli orari della Superbike

    Qualche strascico, o qualche anticipo di disaccordo, tra Mediaset e Dorna per Gara2 del round della Superbike in Portogallo che si correrà tra un paio di week end, il problema sarebbe l'orario posticipato nel quale si correrà la gara.

    Mediaset per questione televisisva e di ascolti non ama le gare che si svolgono nel tardo pomeriggio, gli ascolti calano e la rete ci rimette. Dall'altra parte però ci sono i circuiti che vorrebbero a metà pomeriggio il main event della giornata, quindi Gara2 in Portogallo si correrà come gara di chiusura. Dorna tra due fuochi, con fatica negozia i diritti televisivi, e con ancora più fatica contratta con i circuiti, basta vedere il calendario.

    Difficile far coincidere le due esigenze, anche l'idea di Dorna di far correre tre gare invece di due in modo da riportare la Domenica alle classiche due gare, piace ai circuiti ma meno a chi deve trasmettere, ma soprattutto non piace ai team.

    Alcune indiscrezioni dicono che il promoter voglia ripristinare il formato precedente, ma senza dover ammettere l'errore. Posizionare la prima delle tre gare il sabato, in formato più breve, e le altre due la Domenica, replicherebbe la vecchia formula, dove la Superpole, quella vera, veniva seguita dal pubblico come una vera e propria gara.

  • MotoGP e Superbike: ritirato il numero 69 di Nicky Hayden

    Verrà ritirato il numero 69 dalle gare dei mondiali motociclistici in onore di Nicky Hayden, pilota scomparso in un incidente proprio in Italia nel 2017. Le vicende giudiziare legate all'incidente non sono ancora concluse, ma c'è spazio per onorare l'uomo e il pilota, che ha onorato i mondiali delle due sponde dell'oceano, vincendo prima nella Superbike americana, per poi debuttare del campionato mondiale MotoGP, mettendo subito in mostra di che pasta era fatto.

    Nato sui tracciati sterrati del flat-track, Nicky Hayden, o Kentucky Kid, è arrivato al titolo mondiale nel 2006 dopo un duello avvincente con Valentino Rossi. Nel 20016 era passato in Superbike nel tentativo di rinverdire i fasti di Honda nel campionato delle derivate di serie, ma il destino ha posto fine alla sua carriera su una strada della riviera romagnola, mentre si allenava in bicicletta.

    Il numero verrà ufficialmente ritirato il 12 Aprile, durante il week end del Gran Premio delle Americhe che si corre a Austin. Plaude alla decisione e si dice orgoglioso il padre di Nicky, Earl, che vede in questo gesto, come in altri, un grande supporto ai momenti difficili.

    Il numero 69 sarà per sempre di Nicky, Kentucky Kid.

  • MotoGP: Cal Crutchlow tuona contro Loris Capirossi

    Le ire e le furie di Cal Crutchlow, il pilota in forza al team LCR di Luca Cecchinello, si abbattono su tutta la MotoGP e soprattutto sulla Race Direction di cui è responsabile Loris Capirossi. Cal il matto, così viene soprannominato il pilota inglese per il suo sguardo da matto e per le sue guasconate che rallegrano un po' un ambiente forse troppo ingessato, tuona contro le decisioni prese dalla commissione, che anche nell'ultimo GP sono state molto discutibili, lasciando correre le prove libere della Moto2 con la pista sporca di olio o penalizzando Franco Morbidelli.

    Cal non esita a definire i piloti timidi al limite dell'omertoso, un'accusa molto pesante, ma che è giustificata da un sistema in cui molti piloti hanno paura di perdere il contratto in caso di dichiarazioni "problematiche", in un sistema sul quale si stende sempre la pesante mano del gestore, in grado di veicolare la destinazione delle selle, e nel quale la FMI, che dovrebbe garantire una completa neutralità del sistema, è ormai solo una sigla su una targa, niente di più.

    Insomma il pilota in forza alla Honda non si fa problemi a esternare le sue idee, forse qualcosa si potrebbe tremare, speriamo non sia la sua sella.

  • MotoGP: in arrivo un circuito cittadino in Indonesia

    La MotoGP si prepara a integrare nel calendario il primo gran premio "cittadino" da quando il TT fu estromesso dal motomondiale, l'Indonesia ha candidato il circuito cittadino di Mandalika, sull'isola di Lombok, per il campionato mondiale MotoGP e Superbike.

    E' qualcosa di sorprendente per le moderne competizioni mondiali, le gare di RoadRacing sono ben conosciute al giorno d'oggi, ma molto lontane dalla MotoGP e dalla Superbike che hanno preso molto seriamente la sicurezza dei piloti. Suona quindi stonato l'annuncio che viene dagli ambienti della Dorna, ma è proprio Carmelo Ezpeleta che si affretta a precisare che non ci saranno compromessi per la sicurezza dei piloti.

    Il tracciato verrebbe ricavato all'interno di un resort turistico e dovrebbe passare tutte le ispezioni FIM prima di poter essere dichiarato idoneo a far correre MotoGP e Superbike. Economicamente fa molta gola all'organizzatore, sarebbe una sorta di Montecarlo delle moto, in una regione in forte crescita economica e uno dei maggiori mercati per i costruttori di moto.

    Il tracciato sulla carta è già stato abbozzato, con qualche critica per le molte curve lente, ma sempre da Dorna arrivano le rassicurazioni che sulla carta la valutazione non è quasi mai veritiera. Per l'Indonesia e la sua zona turistica è una grande opportunità, due eventi di tono mondiale da ospitare, senza dover costruire un circuito permanente, ma con il solo onere di avere l'asfalto idoneo pronto prima di ogni evento e con l'atmosfera di avere la pitlane immersa in una zona residenziale.

    Il via al progetto c'è stato, tutte le parti sembrano molto interessate quindi ci sarà l'impegno di tutti a portare a termine con risultato il progetto, si spera senza compromessi per la sicurezza.

  • MotoGP: Valentino Rossi vs Marc Marquez, duello alla texana?

    Mancano pochi giorni al GP di Austin, a metà settimana all'arrivo sul tracciato texano si inizieranno a sentire le prime dichiarazioni di team e piloti dopo i fatti del GP di Argentina. La MotoGP è in subbuglio, restano indelebili le accuse di Valentino Rossi e della Yamaha che giudicano pericoloso e dannoso per le gare il comportamento di Marc Marquez, le dichiarazioni dello spagnolo e della Honda che invece bollano come normali fatti di gara i diversi episodi che hanno coinvolto Marc Marquez, e poi la tanto attesa voce di Carmelo Ezpeleta e della Dorna che hanno lasciato tutti i bocca asciutta.

    Il patron della Dorna è stato a dir poco abile a schivare ogni possibilità di schierarsi, limitandosi a dire che i commissari sono da due anni a nomina di FIA e IRTA, e che quindi non compete a Dorna punire o squalificare un pilota. Sta di fatto che l'invocato intervento della FIA non c'è stato, e la Dorna sollecita una modesta convocazione degli interessati in direzione gara del GP di Austin. Il tutto è probabile non sfocerà in niente, dopotutto alcuni piloti hanno già assolto Marquez dichiarando che hanno subito episodi peggiori, come Espargarò con Petrucci e Pedrosa con Zarco.

    Di sicuro è stata intelligente e mirata la critica di Valentino Rossi, non additando il singolo episodio, ma l'eccessivo numero di episodi in una singola gara e una sorta di connivenza della direzione gara a partire dall'episodio della griglia.

    Ezpeleta chiude poi la questione dello schieramento in griglia di tutti i piloti che sarebbero dovuti partire dalla pitlane, evidenziando che la procedura era stata approvata nel 2014 per questioni di sicurezza. Strano che nessuno lo sapesse, ma soprattutto strano approvare una procedura che penalizza fortemente chi fa le scelte giuste, maggioranza o minoranza che sia.
     

    aMotoMio.it

     

  • Nuovo lifting per la Superbike 2019, strana creatura!

    La Superbike ha chiuso i battenti da due mesi e una nuova stagione sta nascendo, ad attenderci ci sarà un nuovo format, nuovi piloti e nuove moto, ma in Italia forse non la vedremo. Apriamo questo pacco di Natale e proviamo a capirci qualcosa.

  • Superbike: a chi i diritti TV? Mediaset abbandona?

    Dubbi e nubi scure sul rinnovo dei diritti TV della Superbike a Mediaset per la stagione 2019, già a inizio anno dalle stesse fonti Mediaset emergevano la possibilità che per il team di Mediaset, ormai operativo sul campo da molti anni e con forte professionalità, potesse essere l'ultima stagione di attività motociclistica.

    Il problema principale è il classico ritorno di investimento, che non crea valore a Mediaset, motivo per il quale sembra che Mediaset abbia chiesto un abbassamento della richiesta, oggi pari a 1,5 milioni di euro. Dorna si è quindi messa in cerca di altre piattaforme televisive a cui dare in concessione il campionato mondiale delle derivate di serie, tra le quali la RAI o il ritorno a La7, sempre che non arrivi la solita Sky piglia tutto.

    Sicuramente il punto nevralgico è lo spettacolo e gli spettatori che attira il format delle Superbike. Due le scuole di pensiero, il promoter che sostiene essere un problema di costi e di livellamento verso il basso così che ci sia accesso per i privati e chi sostiene che il blocco dell'elaborazione e dell'esaltazione delle varie case ha reso difficile pareggiare le prestazioni di moto che nascono con caratteristiche molto diverse.

    Non ha agevolato nemmeno la fuga di alcune case verso la MotoGP, diminuendone impegno e competizione tra i colori delle diverse case, concetto caro agli appassionati della Superbike, ma che il promoter ha ritenuto di dover cambiare per un diverso disegno strategico.

    Anche lo spettacolo televisivo forse aveva bisogno di essere rinforzato, alcuni dei format e delle competenze della vecchia Superbike si sono trasferiti sulla MotoGP, ed è indubbio che lo spettatore vive ormai le gare non più solo con il momento della competizione in pista. Originale e di carattere il giro di pista di Max Temporali, ma forse non è bastato a completare lo show televisivo.

    Che la serie abbia problemi è un dato di fatto, non è solo Mediaset ad avere problemi di ritorno, ma probabilmente anche i circuiti che non la comprano viste le poche date e il grosso buco di programmazione estiva.

  • Superbike: conto alla rovescia, tutti a scuola di regolamenti

    Mancano solo due giorni all'inizio di un'altra stagione del Campionato Mondiale Superbike, la data di Phillip Island è quello che da anni inaugura la stagione delle gare su pista, un round emblematico per chi segue le gare a due ruote su pista, ispira gesti epici e regala tanta passione, sullo sfondo di un tracciato bellissimo che si affaccia sul mare, ma saprà questa Superbike così "complicata" catturare di nuovo la fantasia degli appassionati?

  • Superbike: Dorna cestina la Superstock 1000

    L'intenzione era stata dichiarata fin da quando Dorna aveva acquisito il campionato mondiale Superbike, nella sua visione la Superbike rea di essere troppo vicina alla MotoGP, doveva essere addomesticata e rimessa al suo posto. I nuovi regolamenti che via via hanno contingentato gli sviluppi tecnici della Superbike l'hanno portata ad essere sempre più in sovrapposizione con la Superstock, e quindi l'obbiettivo di arrivare ad una sola categoria vicina alla Superstock è stato raggiunto. Arrivati a questo punto, come già dichiarato, la Superstock non è più necessaria.

    L'obbiettivo teorico però si allontana sempre di più, la crisi di pubblico e interesse, da parte degli sponsor, delle case e dei team, è imperante, e forse questo è solo un altro modo da parte di Dorna per forzare la mano ai team e alle case. Tolta la Superstock, i team più intraprendenti potrebbero rimpinguare le caselle di schieramento vuote, abbandonate da case come Aprilia, MV Agusta e BMW.

    Riempita la griglia, forse Dorna potrà dedicarsi ad un'operazione di marketing che riporti in auge la serie, seppur con moto di serie B, seppur con un formato tra il noioso e il confuso come quello di oggi. L'importante è non ammettere errori.

    Resto lo scoglio del mercato e delle grandi case, alcune non hanno ancora abbandonato i box della Superbike come Dorna vorrebbe, e se il mercato dovrebbe ripresentare la moda delle sportive con investimenti corposi delle case, potrebbero essere altre a voler rimettersi in gioco. Ma per ora il promoter se la prende calma.

  • Superbike: Dorna ci riprova, arriva la terza Gara

    Dorna ci riprova, altro tentativo. Sbagliare è umano per Dorna è impossibile, così si potrebbe titolare la notizia con il promoter con titoloni sensazionali prova a mescolare ancora i regolamenti e ad aggiustare il tiro verso gli appassionati, che della Superbike marchiata Dorna, si disinnomarano ad ogni gara sempre di più.

    La Superbike introduce la terza gara, che si disputerà la Domenica alle 11, tra le due attuali gare, e sarà una short sprint race. Un notevole cambiamento per i team che dovranno preparare un'altra gara, ma come da considerazione iniziale un sistema per recuperare alcuni capisaldi per gli appassionati della Superbike.

    La short sprint race non fa che recuperare l'adrenalina che regalava la vecchia Superpole, quella con i tre turni, tutti tirati e molto catalizzanti. La qualifica odierna, che porta ancora lo stesso nome, è solo il fantasma di quella passata, tanto che non viene quasi mai citata nelle programmazioni o nelle schedulazioni. Il secondo riempitivo riguarda invece la vecchia schedulazione che prevedeva Gara1 la Domenica mattina, altra mancanza per gli appassionati, specialmente guando le gare non sono in casa e vanno viste in TV (se le vedremo ancora). E' noto che la schedulazione del Sabato piace a qualche circuito, ma nulla di più.

    Insomma un altro tentativo del promoter di aggiustare le cose, senza però tornare sui suoi passi e dichiarare un errore. Da capire come saranno organizzati i complicati shake delle griglie di partenza.

  • Superbike: italiana la centralina unica MKE7 Metronik

    Primo passo da parte dell'organismo di controllo del Campionato Mondiale Superbike verso l'adozione della centralina unica, come accaduto per la MotoGP. In poche parole la Superbike Commission ha introdotto dfin da quest'anno, a partire dalla gara di Portimao, la possibilità di utilizzare la nuova centralina, la MKE7 ECU dell'italiana Metronik, che dal 2019 diventerà invece centralina unica. Un passo annunciato da molto tempo e che punta a livellare costi e prestazioni come accaduto in MotoGP. La centralina della Superbike conterrà anche il tanto contestato limitatore di giri, garantendo al gestore un maggior controllo sullo spostamento di questo valore.

    Diificile sapere se gli effetti saranno effettivamente gli stessi, la MotoGP ha dalla sua parte la standardizzazione di alcuni parametri nella costruzione dei motori, mentre le Superbike adottano schemi e misure diverse seguendo le necessità della produzione di serie, molte volte con un forte sguardo al costo di listino.

    Altro argomento riguarda gli sviluppi già fatti da molte case, e quelli attualmente in fase ancora di sviluppo di alcune case come Honda appena passata alla centralina Magneti Marelli. Per ora non si hanno commenti per capire quanta, e quale, voce ha avuto in questa decisione il rappresentante della MSMA.

    La Superbike Commission è composta da Rezsö Bulcsu (FIM CCR Director), Takanao Tsubouchi (MSMA Representative) e Gregorio Lavilla (Chairman e WorldSBK  Sporting Director) alla presenza di Franck Vayssié, Paul Duparc (FIM) e Daniel Carrera (WorldSBK Executive Director).