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Categoria: Sport

La superiorità messa in pista quest’anno da Ducati ha riaperto una discussione nata già lo scorso anno, l’uscita poi di due team giapponesi rischia di esacerbare gli animi?


Non è cosa da poco gestire un circo da svariati milioni di euro, centinaia, ma la Dorna dall’epoca di Valentino Rossi in poi, ha sempre amministrato la crescente fortuna con la “saggezza” di Carmelo Ezpeleta. Quello che però è andato in scena quest’anno era stato ben annunciato da non pochi rimbrotti nati a fine della scorsa stagione, quando Ducati aveva raggiunto l’accordo con il team Gresini e VR46, facendo arrivare a ben 8 le moto in pista made in Borgo Panigale.

ducati enea bastianini

Non solo le squadre avevano sollevato qualche dubbio sulla liceità della faccenda, anche esperti, giornalisti, opinionisti, casalinghe più o meno avvenenti appassionate di motomondiale, hanno fatto notare che più che un campionato sembrava un vero e proprio accerchiamento, la tribù delle carene rosse aveva circondato il fortino giapponese. Chi crede nel potere dei dati, delle informazioni, sa bene quanto aiuto si possa ricavare se la quantità delle informazioni aumenta, ma come rispose Ezpelata se c’è di meglio bene, se no avanti così.

APRILIA L'ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA?

Aprilia però ha creato un buco in questa tesi ben ponderata, una stagione in grande spolvero con due sole moto in pista e un pilota tutto da ricostruire, Maverick Vinales. Quindi qual è la verità? Beh, qualcuno potrebbe far osservare che proprio la mancanza di competitività delle RS-GP in alcuni frangenti, specialmente nel finale di stagione, deriva proprio nella mancanza di più dati, più esperienza, cioè da più moto. Ma la verità probabilmente la potremmo decidere con un bel lancio di dadi, la scienza ci aiuta sempre a decidere!

aprilia aleix espargaro

Ora il tema si ripropone, causa ne è il mancato rinnovo del team RNF con Yamaha alla quale ha preferito proprio la casa di Noale, lasciando un team di primo piano come Yamaha orfana di un team satellite, così come l’abbandono di Suzuki. In seno all’MSMA, l’associazione dei costruttori della MotoGP, ne è nata quindi un’altra accesa discussione, con Ducati da una parte e tutti gli altri dall’altra come spesso è già accaduto, che additano alla casa di Borgo Panigale di avere un po’ troppo estro italico, sempre sul filo dei regolamenti.

I COLOSSI GIAPPONESI NON INVESTONO NEI TEAM SATELLITE

La risposta di Dorna è sempre la stessa, il mercato è mercato, e tutti in questo momento vogliono una Ducati. La vogliono semplicemente perché è la moto che fa vincere tutti, mentre le giapponesi sono in forte difficoltà, una scommessa pericolosa incredibile a dirsi. E’ stato lo stesso Lin Jarvis a dire che Yamaha ha offerto troppo poco al team RNF, meno di Aprilia, quindi non investendo seriamente sul team satellite, già in difficoltà nell’attirare sponsor visti i pessimi risultati derivanti da una moto poco competitiva, così come è difficile oggi volere una Honda, in procinto di fabbricare una nuova RCV-Marquez.

suzuki ultima gara

Difficile assecondare davvero i rimbrotti della cordata anti Ducati, i team satelliti spendono milioni di euro per avere le moto dalle case, e ne investono ancora di più per pagare tutto il resto. Gli sponsor per pagare lo spazio sulle loro carene investono sulla visibilità, ma se si viaggia nelle retrovie o il mantra è quello giapponese, vince solo il team ufficiale, impossibile costruire un buon business plan con presupposti tanto fragili.

E’ solo questione di mercato dice il buon Ezpeleta a ragione, e se qualcuno ha un’idea, valida, migliore… che ci metta i soldi.

 

 
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