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Sabato, Sab Feb 2020
  • Melandri infuriato: ne ho sentito parlare dai media

    Dichiarazioni al vetriolo di Marco Melandri sulla sua esclusione dal team Ducati Aruba, dai test in Portogallo fasapere che "“Sapete qual è il colmo? Finora nessuno mi ha detto che sono fuori". Un caso quanto meno imbarazzante per il team Aruba e per la casa di Borgo Panigale, perchè il buon Macho Melandri non ha risparmiato di raccontare i retroscena di quanto accaduto.

    Se un sospetto c'era sui problemi di ingaggio, Melandri ricorda che il suo è uno degli ingaggi più bassi del paddock, 150.000€ per due stagioni contro più di un milione pagato a Chaz Davies. Senza contare che, dice Marco, con lui non è stata impostata nemmeno una trattativa. C'è poi il giallo del proprietario di Aruba.it Stefano Cecconi, caro amico fino a questo episodio dove Marco dice "Stefano mi aveva assicurato che lui era il capo del team, e che sarebbe stato lui ad avallare la scelta dei piloti", ma a scelta avvenuta Cecconi gli ha risposto che sulla scelta dei piloti non poteva fare nulla.

    Quest'ultima esternazione lascia aperti molti interrogativi sulle pressioni che possono essere arrivate da Borgo Panigale, e perchè tanto impegno per trovare un posto in Superbike su una moto di spicco per un pilota spagnolo che non si sta nemmeno dimostrando molto competitivo.

    Ora per Melandri comincia l'impegno per trovare una nuova sella, un pilota della sua caratura e a quel prezzodovrebbe far gola a team che non hanno piloti competitivi. Si parla di costi troppo alti in una Superbike, ma a quanto pare si vuole un campionato mondiale che costi come uno nazionale, e si lasciano a piedi i Sykes e i Melandri.

  • Superbike 2019: conto alla rovescia, il ripassone

    Siamo agli sgoccioli, una nuova stagione del mondiale Superbike sta per dar fuoco alle polveri, nuovi regolamenti, nuovi piloti, nuove moto e nuova passione, siamo pronti allo spegnimento del semaforo? Ripassiamo i regolamenti!

  • Superbike Ducati: fuori Melandri, dentro Bautista

    Annunciato ufficialmente il cambio di line up per il team ufficiale Aruva Ducati, che dalla stagione 2019 schiererà accanto al riconfermato Chaz Davies lo spagnolo Alvaro Bautista, che abbandona dopo 16 anni il motomondiale per trasferirsi nelle derivate di serie. Un salto importante quello dello spagnolo, ma un'acquisizione importante per Ducati che sarà impegnata a sviluppare in pista il nuovo 4 cilindri a V, dal quale la casa di Borgo Panigale si aspetta il ritorno al titolo mondiale.

    Ducati da sempre investe in quello che è la sua moto simbolo, la superbike che incarna lo spirito della motocicletta sportiva, quindi il ritorno al titolo mondiale resta un punto focale della sua strategia, specialmente ora che ha deciso il passaggio al quattro cilindri.

    Pesa ora l'incertezza sul destino di Marco Melandri, che negli ultimi due anni ha faticato a far sua la Panigale, con effetti in pista anche vistori, nonostante tutti pensassero che questo fosse l'anno giusto. Sulla separazione quindi potrebbero aver pesato i risultati, forse questioni monetarie, o forse alcune pressioni (si mormora) per dare una sella ad un pilota "gradito".

    La crisi della Superbike forse parte anche da qui, da episodi come questi, con piloti di valore che hanno dovuto lasciare la Superbike per serie minori, mentre altri piloti di basso valoro continuano ad avere selle anche importanti.

  • Superbike Magny-Cours: Jonathan Rea campione del mondo da record

    E' bastata una gara per eleggere campione del mondo Jonathan Rea, che con una gara pazzesca stradominata mette il sigillo e scrive il suo nome nella storia. Soffre e si riscatta Chaz Davies, esalta Marco Melandri, torna il blu sul podio in Gara2.

  • Superbike Rea vs Dall'Igna: accusa e difesa di una supremazia

    Prime schermaglie del dopo round di Phillip Island in Superbike, e a quanto dichiara Jonathan Rea non recuperabili. A scambiarsi i primi rimpalli sono Jonathan Rea e Gigi Dall'Igna. Il pilota 4 volte campione del mondo non esita a dichiarare nel dopo gara che la distanza attuale tra Ducati Panigale V4R e le altre Superbike è troppa. Per il nord irlandese la differenza tra la Ducati e le altre moto è quella tra una derivata di serie e una derivata MotoGP.

    E' lo stesso Gigi Dall'igna che non esita a definire la Panigale V4R una moto derivata dalla MotoGP, e il vanto di Ducati è stato quello di costruire una moto perfettamente stradale, rispettando tutti i parametri per la partecipazione in Superbike, interpretando i regolamenti nel modo giusto, mantenendo le prestazioni ad un livello altissimo. Il direttore sportivo di Ducati è convinto che lo sfruttamento della tecnologia MotoGP è diventato fondamentale.

    Dall'altra parte c'è un Jonathan Rea che già vede poca speranza che qualche taglio di giri alla rossa possa far recuperare il gap delle altre case, unica possibilità sono le doti ulteriormente affinate in fatto di guidabilità della sua ZX10RR, possano fare la differenza su qualche circuito. All'alba del campionato, la partita sembra già chiusa.

    La polemica non è cominque nuova, nacque già con l'ingresso di Aprilia con la RSV4 nel campionato Superbike, fu definita già all'epoca una moto pensata per le corse e poi targata. Il padre di quella moto, anche in quel caso, era lo stesso Gigi Dall'Igna. Della serie "ricetta" che vince non si cambia.

  • Superbike test Phillip Island: Bautista fa sognare Ducati

    Prima giornata di test conclusa in Australia, dall'altra parte del mondo il sole sta calando e i piloti hanno messo a punto la prima giornata sul circuito del debutto mondiale in programma questo fine settimana. Il più veloce è stato Alavro Bautista sulla nuova Ducati Panigale V4R del team Aruba, sorprendendo sempre di più team e casa, Alavaro sta mettendo in mostra tutto il suo potenziale sulla moto di Borgo Panigale, notevole la velocità di punta di 314kmh contro i 307 di Melandri e i 304 di Rea.

    Più indietro staccato Jonathan Rea, che aveva mostrato i muscoli nei test precedenti, è incappato in una caduta mentre testava i nuovi pneumatici Pirelli, ma appare sempre più chiaro che quest'anno saranno questi due piloti i contendenti per il tittolo, Alvaro sembra non essere intenzionato a dilungarsi in noiose fasi di apprendimento, ma capace da subito si sfruttare una moto lontana parente dell'ultima utilizzata in MotoGP.

    Fatica invece ancora Chaz Davies, che anche in questo test è rimasto oltre la decima piazza, mentre in mostra ancora Tom Sykes a bordo della nuova BMW S1000RR, quello che doveva essere un debutto soft per il team ufficiale BMW, sembra stia diventanto un ritorno esplosivo, compito anche un Tom che ha deciso, a quanto pare, di rifarsi degli anni all'ombra del Jonathan il magnifico.

    Honda al debutto, con Camier e Kyonari in pista, per ora molto lontani dalle posizioni che contano, nella solita zona che hanno occupato lo scorso anno, qui serve davvero un cambio di marcia, possibile guardando la Panigale V4S e la S1000RR, che in molti sperano si concretizzi al più presto, di certo Leon Camier sarà pronto.

    Menzione speciale per Simone Cortese, secondo delle quattro Yamaha, sembra pronto a mettersi in mostra già in questo 2019.

     

    Tempi test Superbike Australia

  • Superbike: ancora clavicola rotta per Chaz Davies

    Un po' di sfortuna per Chaz Davies, che per la seconda volta in pco tempo si è rotto lavicola destra. Il gallese, che aveva già dovuto saltare la gara dei campioni a World Ducati Week lo scorso mese per lo stesso tipo di infortunio, si è fratturato nuovamente la clavicola durante un allenamento ad Aragon.

    Il gallese è attualmente secondo in campionato, anche se distanziato di parecchi punti, ma sarebbe un peccato non vederlo in pista a Portimao. Il suo team ha comunicato che spera di vederlo in pista per il round portoghese, potrebbe essere necessaria un'operazione per sistemare la clavicola.

  • Superbike: entry list finale, i 18 piloti e le moto in griglia

    E' stata comunicata la entry list ufficiale del campionato mondiale Superbike 2019. Nessuna sostanziale differenza tra quato era già riportato sul nostro articolo sulla Superbike di alcune settimane fa, quando abbiamo dato ampio sguardo a quello che ci aspetta nella stagione 2019, tra cambi di regolamento, modifiche tecniche, l'arrivo della terza gara e i nuovi arrivi.

    Griglia a 18 piloti, con il rientro ufficiale di due case, BMW e Honda, che passano dalla gestione privata dello sviluppo della moto, a quello ufficiale, ma anche l'uscita di due case, Aprilia e MV Agusta. Le case schierate in friglia passano quindi da 7 a 5.

    In griglia le novità sono parecchie, come l'arrivo di Alvaro Bautista dalla MotoGP, il passaggio di pedine importanti come Marco Melandri a Yamaha e di Tom Sykes a BMW, l'arrivo del neo campione del mondo della Supersport Sandro Cortese, il ritorno di Leon Haslam nel campionato mondiale delle derivate e il passaggio di Eugene Laverty alla rossa Panigale V4R. Piloti tanti, tutti alla ricerca dell'attimo perfetto in cui scalzare dal trono re Jonathan Rea.

    Lista piloti:

    Kawasaki Racing Team WorldSBK Kawasaki ZX-10RR
    1 Jonathan Rea GBR
    91 Leon Haslam  GBR

    ARUBA.IT Racing - Ducati Panigale V4 R
    7 Chaz Davies GBR
    19 Alvaro Bautista ESP

    Pata Yamaha WorldSBK Team - Yamaha YZF R1
    22 Alex Lowes GBR
    60 Michael van der Mark NED

    BMW Motorrad WorldSBK Team - BMW S1000 RR
    28 Markus Reiterberger GER
    66 Tom Sykes GBR

    BARNI Racing Team - Ducati Panigale V4 R
    21 Michael Ruben Rinaldi ITA

    Turkish Puccetti Racing - Kawasaki ZX-10RR
    54 Toprak Razgatlioglu TUR

    Althea Mie Racing Team - Honda CBR1000RR
    52 Alessandro Delbianco ITA

    Moriwaki-Althea HONDA Racing Team - Honda CBR1000RR
    2 Leon Camier GBR
    23 Ryuichi Kiyonari JPN

    Orelac Racing VerdNatura - Kawasaki ZX-10RR
    36 Leandro Mercado ARG

    Team Goeleven - Ducati Panigale V4 R
    50 Eugene Laverty IRL

    Team Pedercini Racing - Kawasaki ZX-10RR
    81 Jordi Torres ESP

    GRT Yamaha WorldSBK - Yamaha YZF R1
    11 Sandro Cortese GER
    33 Marco Melandri ITA

  • Superbike: presentazione del team Ducati Aruba, parte l'era del V4

    Presentazione in pompa magna anche quest'anno per il Ducati Aruba Racing, non poteva essere di meno visto il cambio epocale in atto.La rivoluzione in casa Ducati, un quattro cilindri al posto del sacro bicilindrico desta ancora tante perplessità, ma anche chi lo porta nel cuore giura che è arrivato il giorno di girare pagina.

  • Superbike: test di Jerez a Rea, ma c'è Bautista sulla Panigale V4

    Test conclusi per la Superbike a Jerez, dopo due giorni di sessione a un mese dal debutto del campionato mondiale Superbike, è ancora Jonathan Rea a fare la voce grossa. Al termine della prima giornata era il pilota della Yamaha Alex Lowes ad aver occupato la prima piazza, ma nella seconda giornata il campione del mondo in carica ha ripreso saldamente il comando.

    Sono stati test lunghi e complessi per tutti i team, molti al cambio di sella o con moto nuova da mettere alla prova in un primo confronto cronometrato, e le sorprese non sono mancate. Quella più evidente è sicuramente la quarta piazza di Alvaro Bautista con la nuova Panigale V4R, debutto sia per il pilota che per la moto molto positivo, con un quarto posto a mezzo secondo da Johnny che fa ben sperare per la coppia Ducati molto chiacchierata. Bene anche il debuttante, o ritornante, Leon Haslam, che in sella alla moto campione del mondo chiude con un terzo posto a tre decimi dall'ingombrante compagno di squadra.

    Altra buona prestazione da segnalare è quello dello squadrone Yamaha, tutte saldamente entro le prime 10 posizioni, con Alex Lowes a insidiare Jonathan Rea, ma anche un debutto davvero positivo, quello di Sandro Cortese, campione del mondo Supersport, in sella alla Yamaha del team GRT, che chiude sesto e seconda Yamaha in classifica.

    In difficoltà l'alfiere, fino ad oggi, di casa Ducati che chiude solo 10° con pochi giri all'attivo in quanto sofferente per la caduta rimediata nella prima giornata. In sofferenza per ora le debuttanti BMW S1000RR, che prendono la pista con il nuovo team ufficiale e con in sella un pilota del calibro di Tom Sykes. Per ora le posizioni sono quelle del fondo classifica, ma ci sarà tempo per mettere a posto la nuova moto.

    Resta l'incognita delle Honda ufficiali, assenti nel test e quindi non valutabili al momento. La nuova organizzazione del team dell'ala dorata, con Leon Camier come alfiere, ha sicuramente molto lavoro da recuperare, ma per questo test Honda ha approfittato per far scendere in pista il team test della MotoGP con Stefan Bradl.

    Tempi Seconda Giornata
    1     Jonathan Rea - Kawasaki - 1:39.160
    2     Alex Lowes - Pata Yamaha - 1:39.372
    3     Leon Haslam - Kawasaki - 1:39.502
    4     Alvaro Bautista - Ducati - 1:39.620
    5     Toprak Razgatlioglu - Puccetti Kawasaki - 1:39.942
    6     Sandro Cortese - GRT Yamaha - 1:40.075
    7     Michael van der Mark - Pata Yamaha - 1:40.145
    8     Marco Melandri - GRT Yamaha - 1:40.469
    9     Michael Ruben Rinaldi - Barni Ducati - 1:40.540
    10     Chaz Davies - Ducati - 1:40.621
    11     Leandro Mercado - Orelac Kawasaki - 1:40.794
    12     Eugene Laverty - GoEleven Ducati - 1:40.879
    13     Jordi Torres - Pedercini Kawasaki - 1:41.066
    14     Tom Sykes - BMW - 1:41.206
    15     Markus Reiterberger - BMW - 1:41.231
    16     Alessandro Delbianco - Althea Honda - 1:42.353

  • Superbike: ultimo test a Phillip Island, poi solo bagarre

    ultimo test alle porte per il campionato mondiale Superbike, a pochi giorni dall'inizio della stagione, a Phillip Island è ora di verificare i valori in campo prima di spegnere i semafori. Su una delle piste più belle del campionato, in grado però di confondere i valori rispetto al resto delle piste, le derivate fanno gli ultimi ritocchi alla preparazione delle moto.

    Kawasaki è saldamente in testa, con un Jonathan Rea in anticipo sulla preparazione, in grado nell'ultimo test di staccare gli inseguitori di un secondo. Osservati speciali sono i due piloti Ducati, in sella alla nuova Panigale Alvaro Bautista ha dato prova di una grande velocità di adattamento posizionandosi già saldamente tra i primi, anche se con una moto ancora da crescere. Chaz Davies invece non ha mostrato ancora il suo reale potenziale a causa dell'infortunio alla spalla, quindi si attende di capire come l'alfiere delle bicilindriche si adatterà alla nuova Panigale V4R.

    Altri osservati speciali di questi test sono i piloti Honda, il nuovo team Moriwaki Honda fa finalmente il suo debutto in società. Dopo aver effettuato i primi test su piste differenti, si unisce al gruppo e si attende quale sarà la differenza di crescita dopo che HRC ha deciso di riprendere in mano la situazione.

    Appuntamento per il 18 e 19 Febbraio. Poi sarà solo bagarre.