Una supremazia quasi imbarazzanti, che ad Assen ha colonizzato le prime quattro posizioni per tutte e tre le gare, Ducati è senza concorrenza, ma un po’ di spettacolo resta.
Se era nell’etere una stagione Superbike nel nome di Nicolò Bulega, non era però pronosticabile una stagione dove le Ducati, tra ufficiali e clienti, la facessero così da padrone, trasformando le classifiche d’arrivo di Assen in una specie di campionato monomarca, arrivando in Gara2 a piazzare sei Panigale davanti a tutti. Ciò nonostante le tre gare non sono state prive di spettacolo, le scaramucce tra Bulega e Lecuona, le battaglie tra Bautista e Alex Lowes per la quarta piazza, e il gruppone formato da Yamaha e BMW, hanno creato comunque spettacolo.

Eppure i test e le prime due gare non avevano paventato una classifica così divisa, così nettamente divisa. Seppur con un certo vantaggio, le Bimota avevano ben figurato mettendo in mostra buone doti di ciclistica e di motore. Tanto che l’organizzatore, applicando il solito regolamento esperimento per tenere in equilibrio le prestazioni, ha sanzionato in egual misura Ducati e Bimota, combinando un vero e proprio pasticcio e sostanzialmente contribuendo a creare un disequilibrio ancora maggiore.
Le mani del gestore dentro le moto, con risultati imprevedibili!
Difatti il taglio al flusso di carburante imposto a Bimota e Ducati ha avuto un effetto quasi nullo sulla Panigale, mentre ha portato le due Bimota a diventare preda delle Ducati clienti, che ad Assen hanno piazzato almeno Sam Lowes e Alvaro Bautista puntualmente davanti alla prima Bimota. Non è la prima volta che gli interventi regolamentari immaginati dal gestore per equilibrare le prestazioni, creano più problemi che benefici, ma in questo caso la faccenda è quanto meno grave. Questo primo intervento ha dato vita oggettivamente a due categorie, le Ducati e tutte le altre.

Per lo meno a Borgo Panigale, o per lo meno nel team Aruba, possono festeggiare, non solo per il dominio che già ora è chiaro che porterà facilmente al titolo mondiale, ma anche per aver già trovato il sostituto di Nicolò Bulega per la prossima stagione, quando Nicolò, come già ampiamente dichiarato, tenterà di sbarcare in MotoGP, qualcuno vocifera alla corte di Valentino Rossi.
Supremazia tecnologica Ducati, o disinteresse degli avversari? Manca un'Aprilia!
Iker Lecuona è la vera sorpresa di questo inizio di stagione Superbike, dopo un debutto misurato e qualche adattamento, è ora inseparabile compagno di podio di Bulega, il quale anche con Toprak migrato in MotoGP, non può dirsi del tutto tranquillo sulla strada verso il suo primo titolo Superbike. Un trasloco importante quello del pilota spagnolo, che ci racconta delle reali difficoltà del progetto Honda, arrivata a schierare un solo pilota ad Assen, che sulla carta doveva essere già in felicemente pensionato. Parliamo del sei volte campione del mondo Jonathan Rea, unico pilota Honda in pista questo week end, relegato nelle ultime posizioni di classifica, con una moto e un progetto che invece di crescere va via via perdendo terreno.

Bisogna infatti domandarsi se questo stra-potere Ducati è tutto merito di Borgo Panigale, o se è demerito della concorrenza, perché se è evidente la mancanza di sostanza nel progetto Honda, non sono da meno BMW, che medita già il ritiro e si è troppo adagiata nelle ultime due stagioni sul talento di Toprak Ragzatlioglu, o Yamaha che pur avendo un programma clienti ben sviluppato per la sua R1M, va ricordato che porta in pista un progetto ormai datato e che non sembra avere una visione a lungo termine per lo sviluppo di una nuova stradale di punta. A questo punto dovremo attendere l’arrivo di un’altra casa in Superbike con più convinzione, sempre che il nuovo gestore non decida d chiudere i battenti di un campionato che cattura sempre meno l’interesse degli appassionati e che con questa formula regolamentare non aiuta le case a progettare moto vendibili.