Superbike Most arrivo Bulega Ragzatlioglu
Categoria: Sport

Superbike spavalda, su uno dei circuiti preferiti di Ragzatlioglu, quello di Most in Repubblica Ceca, Nicolò Bulega strappa col coraggio della passione Gara2 in un arrivo in volata da antologia.

Moto e uomini, un equilibrio difficile da miscelare, da fabbricare con questa Superbike a caccia del ritocchino per tenere lo spettacolo in equilibrio. Ma il motociclismo è fatto ancora soprattutto di uomini, di piloti, non ci sono ancora adas da pista e il confronto di oggi, Bulega contro Ragzatlioglu, BMW contro Ducati, ha raccontato una storia di grandi battaglie sportive.

Il vincitore del round di Most è difficile da trovare se non nella fredda matematica del punteggio con Toprak che batte Nicolò di soli tre punti, ma l’arte della guida su pista racconta una storia quasi da druido, miscelando una Panigale di qualche frazione meglio della M1000RR, di un Bulega quest’anno stratosferico ma vittima di un infortunio penalizzante a inizio week end, di una pista storicamente amica di un Toprak che sa infilare la moto in posti impensabili. Mischia mischia e dal calderone ne esce una battaglia titanica come quella di Gara2, capace di infiammare gli animi sportivi, di far sognare cordoli di gloria agli innamorati possessori di moto sportive.

Bulega e Ragzatlioglu è già duello a due... regolamento permettendo

Campionato a due, se nella scorsa stagione attendevamo il ritorno di Alvaro Bautista, nonostante qualche prestazione di rilievo dello spagnolo autore di ottime rimonte in Gara1 e in Superpole Race, è chiaro che Alvaro non ci sarà quest’anno nella battaglia per il titolo Superbike. Nessun altro in questo momento è in grado di tornare sui primi due, o forse ci penseranno gli interventi regolamentari sulle moto a dare qualche occasione in più, anche se sotto una pioggia di critiche perché come accadde già con Jonathan Rea e la Kawasaki, il freddo giudizio del regolamento non distingue tra potenzialità della moto e meriti del pilota.

E’ stato anche il week end del nostro incredibile Danilo Petrucci, terzo in tutte e tre le gare della Repubblica Ceca, una posizione cercata, voluta, guadagnata in tutte e tre le gare, come terza è la sua posizione in classifica generale. Un lavoro costante, serio e di passione per il pilota che in un’intervista a inizio stagione, raccontando la sua storia, aveva raccontato che la sua avventura in Dakar se l’era figurata come la voglia del vecchio leone di andare a morire, sportivamente, lontano nel deserto. Da lì invece sono iniziate tante cose e oggi il Petrux è una figura di riferimento della Superbike.

Gara2, un il coraggio di non mollare mai... per Bulega

Gara 1 e Superpole Race fotocopia, Bulega scatta in testa nonostante gli acciacchi, ma servono pochi giri a Ragzatlioglu per infilarsi e passare davanti. Bulega tenta una reazione sfruttando il motore della Panigale sul rettilineo, ma non basta. Nel loro viaggio verso il podio trascinano Petrucci, che per tutta le due mantiene la terza posizione. 

Gara2 differente, Nicolò ha imparato la lezione, ci sono curve da proteggere dalla fantasia di Toprak, e lo fa al meglio. L’infortunio penalizza la guida di gambe ma Nicolò è comunque veloce, fino a metà argina il turco, all’undicesimo giro Toprak passa in testa, situazione che sembra nuovamente copiare le prime due gare, Nicolò prova a reagire, ma Toprak al quattordicesimo è saldamente al comando e lui sembra ormai stanco, sfiancato, perde qualche decimo e segue a leggera distanza. L’incredibile però arriva all’ultimo giro, quando Bulega con un incredibile colpo di reni si riporta sotto al turco, lo tallona per tutto il curvone che porta sul rettilineo finale e sfruttando il motore V4 della Panigale vince di un’incollatura.

Un’impresa che ci ha regalato l’adrenalina di quei grandi arrivi in volta, che in Superbike non sono poi così rari.

La data di Most è stata anche l’occasione per rivedere in pista ormai rodato per Jonathan Rea, che ha terminato le tre gare in modo positivo con due decimi posti. Non certo in linea con il suo pedegree, ma ci sono ancora un po’ di round e il sei volte campione del mondo potrebbe avere ancora qualche asso nella manica della tuta per stupirci, prima di appenderla al chiodo.

Prossimo appuntamento è con la MotoGP settimana prossima, a Silverstone.

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