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Martedì, Mar Ott 2020
  • Lewis Hamilton su una MotoGP? Si può fare!

    Lewis Hamilton su una MotoGP? La passione di Lewis Hamilton per le moto è ormai nota, sono tante le apparizioni che lo accostano alle due ruote in diversi ruoli. Prima come designer per l'italiana MV Agusta, che ha personalizzato per lui e seguendo le sue indicazioni alcuni modelli di produzione con la sigla LH44, come la bellissima Brutale, un raffinatissimo allestimento per una moto che già esprime forti emozioni.

    A fine anno poi il tweet del campione del mondo di Formula1 era stato molto chiaro sul suo amore per le moto, anche più delle 4 dice, dopo i test che lo avevano visto protagonista su una Yamaha R1 in versione Superbike del team per i quali corrono Michael Van der Mark e Alex Lowes.

    Ora arrivano alcune indiscrezioni che vedrebbero Lewis vicino a salire, per un test ovviamente, ad una Yamaha M1 da MotoGP, e in particolare quelle del team Petronas portate in pista da Franco Morbidelli e Fabio Quartararo. A rendere tutto possibile sarebbe proprio lo sponsor malesiano, che mette i soldi per il team satellite e sponsorizza la Mercedes con cui corre il pilota inglese. Nel team Petronas sembra che nessuno nega la possibilità, qualcosa che va presa come una mezza conferma.

    Tra capricci di un re campione e necessità di marketing... perché no?

  • Livrea celebrativa per Suzuki nella stagione MotoGP 2020

    Svelata a Sepang, in Malesia, la GSX-RR 2020 che il Team Suzuki Ecstar schiererà nel Campionato del Mondo della MotoGP.

  • Lo scandaloso caso di Andrea Iannone: ancora rinvii

    Lo scadalo del processo ad Andrea Iannone è ormai sotto gli occhi di tutti, se inizialmente si poteva interpretare la cosa come una normale procedura per un caso di "presunto" dopping, quello che sta accadendo in seno prima alla FIM e ora al TAS è davvero imbarazzante.

  • Marc Marquez contro la tifoseria italica

    Marc Marquez si scaglia contro la tifoseria italica del Mugello, che come in diverse occasioni ormai non nasconde la propria antipatia, per buona parte, al pilota spagnolo. Il comportamento di certo non è motociclisticamente apprezzabile, si avvicina forse più a quella di una partita di calcio, ma campioni di questa levatura che hanno molto del proprio riscontro monetario dal tifo che si traduce poi in contratti pubblicitari, dovrebbero poterlo accettare.

    Molti, e se vogliamo corretti, i ragionamenti di Marc riguardanti il rispetto degli avversari, il fatto che corrano sul filo del rasoio e che non è corretto applaudire più una caduta che una vittoria, ma Marquez dimentica i tanti episodi che riguardano la Spagna e lui stesso. Il pilota spagnolo sembra ricordare che questo è un mestiere pericoloso solo in queste occasioni e non invece quando lui stesso è protagonista, spesso, di manovre oltre limite. Nello stesso modo parla della correttezza dei supports iberici nei confronti dei piloti avversari, dimenticando le intimidazioni contro Marco Simoncelli dopo l'incidente con Dani Pedrosa, ricorrendo anche a guardie del corpo per il Sic, o a Valentino Rossi dopo l'incidente proprio con Marc in Giappone.

    Un po' strumentale riportare il comportamento della tifoseria davanti alle telecamere a valle dell'incidente di Michele Pirro.

    Insomma, il calore del tifo italiano, si forse un po' cialtrone, fa sbottare il sorridente spagnolo innervosito dalla gara andata male, siamo sicuri che però tornerà ridanciano alla prossima vittoria.

  • Marc Marquez manichino per un giorno, il video

    Il campione del mondo Marc Marquez si presta per una simpatica guasconata.

  • Max Biaggi ambasciatore Aprilia nel mondo

    Il sei volte campione del mondo Max Biaggi sarà ambasciatore nel mondo del marchio Aprilia: un ruolo che non avrebbe neppure bisogno di essere istituzionalizzato, tanta è la storia del motociclismo che Max e Aprilia hanno scritto insieme, ma che ora diventa un rapporto ufficiale.

    Grazie alle innumerevoli vittorie iridate conquistate in sella alle moto di Noale, Max Biaggi ha contribuito come nessun altro a portare in cima al mondo il marchio Aprilia. Una storia di grande passione, talento e amore per il proprio lavoro, che ha contribuito a traghettare Aprilia nell’olimpo dei marchi più vincenti nella storia del motociclismo sportivo, vantando oggi un palmarès di ben 54 titoli mondiali.

    Max Biaggi incarna così il perfetto testimonial del DNA sportivo di Aprilia, ma non solo: il campione romano darà anche un prezioso contributo nell’affrontare le grandi sfide che Aprilia ha davanti a sé, mettendo a disposizione la sua esperienza per promuovere il brand, la sua tradizione racing e i suoi prodotti.

  • Mercato piloti: fuori Pedrosa, dream team Marquez-Lorenzo?

    Un'altra pedina che si aggiunge al cambio di selle in programma per la stagione 2019, HRC ha diramato un comunicato con cui si separa dopo 18 anni da Dani Pedrosa. Il fantino spagnolo ringrazia e se ne va, si parla di divorzio consensuale ma è evidente che qualcosa si è rotto, o semplicemente consumato. Padre padrona della moderna RC213V, che non si è mai stancato di dire che nasce dallo sviluppo che gli aveva affidato HRC, oggi Dani deve trovarsi un'altra sella.

    Difficile pensare che nessuno voglia portarsi a casa un pilota comunque molto veloce, anche se conosce solo questa moto. Ma il tutto apre la prospettiva ad alcuni scenari molto fantasiosi, ma non impossibili. Dopo il "troppo tardi" di Jorge Lorenzo si è parlato di un ritorno in Yamaha, improbabile che il maiorchino se ne vada da una moto ufficiale per una clienti, di conseguenza si può solo intuire che la moto dei tre diapason messa a disposizione del nuovo team privato Yamaha sarebbe una moto ufficiale. Yamaha ne ha bisogno, Valentino e Maverick per ora non riescono a concretizzare gli sforzi di Iwata, un Jorge Lorenzo sarebbe la terza possibilità e la verifica.

    Ma lo scenario più succulento, e che farebbe comprendere perché Jorge non vuole sentir parlare di rinnovo Ducati, è la possibilità di salire sulla seconda Honda HRC, andando a formare un dream-team infernale. Due piloti velocissimi e coriacei, entrambi dal carattere forte, motivo per il quale per il box Honda potrebbe diventare un inferno. Difficile pensare che in qualsiasi team Jorge si muova, possa accettare di fare il comprimario. Per gli altri comunque sarebbero grossi guai.

    Altra possibilità per la sella HRC sarebbe Jonathan Rea, si vocifera che si aggiri tra i paddock sulla MotoGP, come ha sempre dichiarato solo per una moto vincente e ora c'è, pilota che forse non spaventa Marquez, pilota abbastanza forte caratterialmente da sopportare l'ingombrante comapgno. Motivo per cui è anche fortemente osteggiato a Puig, ma il problema del nord irlandese è anche il difficile rapporto con Dorna in un campionato fortemente politicizzato come la MotoGP.

    Qualcuno vocifera anche che non sia tutta questa corsa alla seconda sella HRC, la moto è vincente ma... solo per uno.

    E Dani? Dani andrebbe nel nuovo team Yamaha, una moto quindi comunque di primo livello e matura, ma che forse in configurazione clienti gli darebbe solo uno scivolo per qualche ulteriore anno di carriera.

     

     

  • Moto2 e Moto3 inaugurano la stagione 2020 senza MotoGP

    Motomondiale che apre in Qatar con la MotoGP assente per sintomi influenzali, la massima setrie si ferma a casa e gli appassionati vorrebbero mandare la visita fiscale, ma causa forza maggiore, la quarantena è un giusto obbligo.

  • Moto2 Fenati: MV Agusta straccia il contratto

    Due gare di squalifica per il brutto episodio di cui Romano Fenati si è reso protagonista durante la gara di Moto2, durante la quale affiancato a 250km/h all'ora a Stefano Manzi sporge la mano e afferra la leva del freno dell'avversario per frenare la moto. Un episodio incredibile, pericoloso e quanto mai scorretto, che pone domande serie sulla capacità di Romano Fenati di controllare i propri impulsi d'ira.

    Il gesto, impossibile da nascondere e sopra ad ogni limite possibile, è stato visto in mondo visione, da qui la preoccupazione che Fenati abbia problemi a controllarsi, incredibile che non ci abbia pensato, e se era chiaro per il pilota ha proseguito comunque nella sua azione.

    Chiare e nette le reazioni dal mondo della MotoGP, da chi reclama la squalifica a vita come Crutchlow, chi come Valentino Rossi che già aveva espulso proprio per problemi comportamentali il pilota dalla sua struttura che dichiara essere una sconfitta per la sua Academy, al commentatore Meda che reclama sulla tenue pena inflitta dalla direzione gara.

    I temi che solleva questo episodio sono davvero tanti, ma si ripropone ancora una volta la debolezza della commissione gara che si inchina alle necessità di spettacolo e odiens. Fanno più notizia per gli septtatori questi episodi che le gare in sé, e come accaduto per i diversi casi che hanno coinvolto Marquez, penalizzare o squalificare un pilota in vista non è salutare per lo spettacolo.
    Stesso ragionamento va rivolto a Manzi, reo secondo Fenati di comportamenti scorretti che avrebbero fatto perdere il controllo a Fenati, su cui ancora una volta la direzione gara non interviene.

    Resta poi l'imbarazzo per la stagione 2019, dove Fenati, il nuovo team MV Agusta che si appresta a debuttare in Moto2 e che aveva sottoscritto il contratto con Fenati, tramite dichiarazioni di Castiglioni si dice pronta a stracciarlo.

  • Moto2: debutto del motore Triumph a Silverstone

    Manca poco al cambio storico di motorizzazione per la classe Moto2 del campionato prototipi, dalla prossima stagione sarà Triumph Motorcycles ha fornire il propulsore 3 cilindri che equipaggerà le moto della categoria intermedia, nella storica cilindrata di 675cc.

    La casa di Hinckley approfitta della gara di casa, a Silverstone, per dare risalto all'ingresso come fornitore nel motomondiale, durante il week end porterà i piloti della Moto2 nello stabilimento per vedere la versione definitiva del motore che correrà il prossimo anno. Tra gli eventi organizzati per dare risalto al lavoro svolto che ha ormai i giorni contati, ci sarà anche un giro d'onore prima della Moto2 con il primo prototipo del 2019, pilotato dal campione del mondo della Superbike James Toseland.

    Il lavoro da svolgere sulla moto è agli sgoccioli, servono gli ultimi dettagli per il telaio che dovrà equipaggiare la nuova Moto2, e la nuova centralina che dovrà comandare il motore 3 cilindri di Triump Motorcycles.

  • Moto2: spettacolare debutto dei motori Triumph

    Il debutto dei nuovi motori Triumph nel campionato mondiale Moto2 è stato un successo, passato un po' in sordina a causa dello spettacolo offerto dalla MotoGP, ma soprattutto degli strascichi che termineranno con la Corte d'Appello della FIM, il tre cilindri di Hinckley non ha deluso le aspettative riempiendo l'aria di un suono nuovo, e mettendo a terra cavalleria sufficiente a generare un grande spettacolo in pista.

    Al traguardo finale solo 0.026 secondi ha diviso Schrotter da Remy Gardner, mentre la velocità massima delle moto motorizzate tre cilindri è stata di 294.4km/h fatta segnare da Alex Marquez. Giro più veloce è stato invece quello di Marcel Schrotter per la pole position con 1:58.585.

    Il motore Triumph Moto2™ 765cc da gara è derivato direttamente dalla versione di serie che equipaggia la Street Triple RS, in grado di erogare più di 140CV. E' iniziata un'era più "british" nel circus dei motori.

  • MotoE durata batterie: priorità alle prestazioni

    Si fanno i conti con gli ultimi preparativi per il nuovo campionato mondiale MotoE, il campionato dedicato alle moto elettriche basato sulla sportive Energica Ego in versione Corsa. Con 5 date programmate nel primo anno di attività e 18 piloti iscritti, con team e strutture di primo livello già iscritte ai campionati MotoGP o Moto2, si vanno via via raffinando regolamenti che devono tenere conto delle diverse caratteristiche delle moto, a cominciare proprio dalla propulsione.

    La prima preoccupazione del nuovo direttore Nicolas Goubert, è che i piloti non debbano lesinare sulle prestazioni, il comportamento e la durata delle batterie sono stati testati da alcuni piloti, e come parametro è stato preso quello che ha speso di più in termini di consumi, ma il parametro potrebbe cambiare quando i 18 piloti ufficiali scenderanno in pista.

    Le moto di Energica quindi, accreditate per una potenza di 120Kw (160cv) e una velocità massima di 270Km/h, potrebbero ancora dare un riscontro diverso e dar modo alla direzione gara di decidere di cambiare la durata, in termine di giri, la durata della gara, l'importante per l'organizzatore è che i piloti siano liberi di dare il massimo senza preoccuparsi della durata delle batterie.

    Partenza il 5 Marzo a Jerez.

  • MotoE: Energica e lo spirito tenace italiano

    Sono ancora in corso le indagini che devono accertare le reali cause che settimana scorsa ha distrutto il quartier generale della MotoE a Jerez, dove erano stipate le moto e le attrezzature che avrebbero dovuto prendere il via a Maggio per il campionato mondiale MotoE.

    Sono danni ingenti quelli subiti dall'azienda italiana Energica, la casa che costruisce motociclette elettriche sportive e naked che, viste le sue qualità come costruttore innovativa, aveva vinto l'appalto per la fornitura e il supporto alle moto in pista per il nuovo campionato MotoE dedicato alle moto a propulsione elettrica. Tutto era pronto e le moto in fase avanzata di preparazione, 18 i piloti schierati e tanto il materiale stipato sul circuito di Jerez che doveva servire ai test delle varie squadre.

    L'incendio, scoppiato nella notte tra il 13 e il 14 Marzo, sembra divampato da un cortocircuito e poi propagato dalla batteria ad alta densità necessaria per la ricarica delle moto, che però al momento dell'incidente non erano collegate. Ma tutto è ancora in fase di accertamento dalle autorità spagnole. Per ora i test sono sospesi.

    I comunicati di Livia Cevolini, CEO di Energica, e Franco Cevolini, CEO del gruppo CRP, fanno trasparire in maniera netta la tenacia di questa azienda della Motor Valley, in attesa che gli eventi vengano chiariti dalle indagini, Livia Cevolini dichiara che verrà fatto il massimo per permettere il regolare svolgimento del campionato, come Franco Cevolini dichiara che il gruppo CRP darà il massimo supporto a Energica.

    Che sia a benzina o elettrico, è la grande Italia che va in moto. A Energica va tutto il nostro supporto, a cominciare da una bellissima Energica MotoE invece che quella del rogo.

  • MotoE: Sete Gibernau prova a riaccendere i sensori

    Il ritorno di Sete Gibernau alle competizioni desta molte domande e qualche sorriso, a 47 anni il pilota spagnolo ormai ritirato da tempo, ha deciso di prendere parte al campionato MotoE, quello dedicato alle moto Elettriche costruite dall'azienda italiana Energica.

    E' lo stesso pilota spagnolo a dire che è un'esperienza difficile, che molti "sensori" si sono spenti dopo il ritiro, e che quindi la confidenza con le gare ad alto livello dovrà tornare. In lui pone la sua fiducia Sito Pons, che lo ha convinto a tornare in pista, complice le prestazioni più limitate delle MotoE rispetto alle faticose ed estreme MotoGP di oggi, ma specialmente di ieri, e complice una durata di gara molto più limitato e di sole sei gare.

    Insomma un impegno che dovrebbe permettere a Sete di gareggiare e vedere se ha ancora abbastanza manico per dare del filo da torcere a qualche giovane, per ora si è dovuto accontentare della 15^ posizione nella gara simulata durante i test in Spagna.

  • MotoGP Alberto Puig: il commento di Pirro è vergognoso

    Battibecco a distanza tra Michele Pirro, collaudatore del team Ducati MotoGP oltre che pilota del CIV Superbike, e il team manager del team Honda Repsol Alberto Puig.

  • MotoGP Alberto Puig: Lorenzo non era fisicamente a posto

    Riprendono le dispute e le discussioni su Jorge Lorenzo, Alberto Puig, direttore sportivo di Honda, si dice dispiaciuto del fatto che Jorge non potrà rientrare nemmeno in Austria, ma che Jorge ha bisogno prima di tutto di riprendere motivazione e salute, per poter sfruttare al meglio la moto e dare seguito ai piani per il quale era stato messo sotto contratto.

    Ma l'adattamento alla moto, per quanto Puig affermi che il problema di Jorge è che fin da inizio stagione non era fisicamente al massimo, sembra abbastanza lontano. A corroborare la tesi che la RC213V sia una moto per pochi, se non per uno, arriva la voce di uno degli ex più stimati del paddock, uno che di titoli ne sa qualcosa, Luca Cadalora. Ai microfoni di Moto.it non manca di far notare che la Honda sta giocando una partita pericolosa, una specie di all-in su Marc Marquez, che se dovesse lasciare il box Honda, la casa dell'ala dorata avrebbe bisogno di qualche anno per tornare a fare una moto per tutti. Quella di oggi è una moto, dice, anomala, adatta solo a Marquez.

    Intanto al Red Bull Ring in Austria sarà ancora Stefan Bradl a sostituire il maiorchino.

  • MotoGP Alberto Puig: nessun contratto con Espargaro, ma pensiamo al futuro

    Dopo le indiscrezioni di varie testate giornalistiche e i commenti di molti addetti del settore, arriva la smentita di Alberto Puig sul contratto firmato da Honda HRC con Pol Espargaro per la stagione MotoGP 2021, ma ormai la faccenda è lievitata.

  • MotoGP alettone Ducati: Jarvis, sbagliato il ricorso

    Passata la bufera della questione alettone Ducati, ormai in via di adozione da parte di tutte le case, è il turno di Lin Jarvis, manager del team Yamaha, di fare il punto della situazione su quanto accaduto e del perchè Yamaha non ha partecipato al ricorso presentato da Honda, Suzuki, Aprilia e Ktm.

    La questione era sull'adozione di un ala montata sotto la carena della moto anteriormente alla ruota posteriore, agganciato al forcellone, ala prevista per il deflusso dell'acqua in caso di pioggia, utilizzata da Ducati anche in condizioni di asciuto perchè, da quanto sostiene la casa di Borgo Panigale, aiuta ad abbassare la temperatura della gomma posteriore.

    Lin Jarvis sta sostanzialmente dalla parte di Gigi Dall'Igna, non tanto nell'interpretazione dei regolamenti, che giudicati tavolta aggressivi, ma sul fatto che eventuali reclami o dubbi vadano discussi in sede dell'associazione costruttori, e non portato davanti alla FIM. Da quanto dice Jarvis non è la prima volta che viene discusso qualche cambiamento o interpretazione in sede di commissione, con una soluzione solitamente condivisia come risultato, quindi ha trovato non condivisibile quanto effettuato dalle 4 case, che ha portato sostanzialmente ad un effetto boomerang, con la ratifica di quanto escogitato da Ducati.

    Jarvis punta il dito un po' su tutto il comparto che ha il compito di scrivere le regole, compresa anche la MSMA, l'associazione costruttori, che se lascia spiragli di interpretazione del regolamento, la colpa non può poi cadere su ha il compito di fare le verifiche come è accaduto a Danny Aldridge.