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Venerdì, Ven Dic 2020
  • Bamboccio da moto

    Il titolo sembra polemico, rivolto a qualche tipo di motociclista stupido, ma ahimè per voi è solo un titolo affettuoso. Dopo tanti anni mi ritrovo ancora sulla strada, sotto al culo la solita vecchia compagna che ancora sopporta la mia dubbia capacità motociclistica, ma forse si è abituata, almeno così mi consolo.

  • Ciarpame pericoloso

    Non so se avete fatto caso, ma settimane scorsa abbiamo publicato un video di Royal Enfield davvero bello ed emozionante, almeno per chi ama la moto e magari la ama da tanto tempo.

  • Dove sono i colori

    Mi piace spesso partire dai titoli o dalle frasi di alcune canzoni per raccontarvi qualche rimuginamento alla "mumble mumble" che mi frulla per la testa.

  • EICMA: Walking on the wild side

    Ve la ricordate la canzone del grande Lou Reed? E' una delle canzoni che più rispecchiano la voglia di anticonformismo del rock, con quel testo così dissacrante, nitido e trasparente che racconta la storia da marciapiede e droghe in maniera molto esplicita,  con gli occhi di quegli anni 70 così impazziti.

  • El-duro da En-duro

    Non ho nessuna intenzione di prendere in giro gli enduristi da strada, o meglio i nuovi viaggiatori se si può dire così, ma io provengo da quella terra di mezzo... dal quel periodo di mezzo tra i vecchi enduristi, quelli davvero da sterrato, e quelli nuovi che in realtà di terra ne hanno vista ben poca, in cui tutti si viaggiava belli carenati.

  • Elettrico? Siamo solo noi

    Le canzoni offrono sempre grandi spunti per parlare di mille cose, ma è normale, le canzoni nascono dalla vita, quelle belle, quelle che ti fanno pensare, e quindi anche questo “siamo solo noi” non potrebbe essere diverso.

  • Finalmente è Natale... rewind

    Qualcuno leggendo penserà che abbiamo sbagliato pubblicazione, o che l’eccessivo rintanamento da lockdown ci ha fatto male.

  • I salotti buoni del Motor Bike Expo

    Anno dopo anno sono i salotti buoni del Motor Bike Expo che hanno creato un immaginario speciale delle officine che in giro per l'Italia battono ferro e cuciono cuoio. Difficile immaginare oggi un'officina di customizzazione, specialmente se di café racer, che non abbia un salotto all'interno dei suoi locali, colpa o merito degli stand del Motor Bike Expo; sta di fatto che i poveri customizzatori sono costretti a trovare un paio di poltrone dal rigattiere, un pallet per farci un tavolino, due quadri con un bulldog vestito in doppio petto e Teomondo Scrofalo, 4 libri consumati ma mai letti da nessuno, pena che un possibile cliente potrebbe pensare di essere in un'officina di serie B.

  • Il risveglio degli ANTA

    Eravamo in tanti poco più che trentenni quando scoppiò il boom della moto, i forum su internet favorivano l'aggregazione a distanza e i ritrovi, le due ruote erano già "social" all'epoca, e in tanti si sono messi una motocicletta nel box, vuoi per vera vocazione, vuoi per quel tiro artificioso che ciò che è di tendenza crea nell'animo delle persone, la sensazione di non poter fare a mano di qualcosa, o addirittura appartenere a qualcosa.

  • In seconda... piano

    Non me ne voglia Roberto Parodi a cui rubo e modifico il nome di un evento creato durante la sua direzione di Riders.

  • Inverno: stagione apocalittica

    Che noia, che barba, che barba, che noia. Non so voi, ma io il quotidiano sportivo lo leggo al contrario, o meglio, lo sfoglio dall'ultima pagina.

  • Io, Brad e il Customizer

    Non c’era dubbio che quella situazione fosse improbabile, ma nella vita non puoi mai sapere cosa ti capita. Io e Brad ci eravamo conosciuti in un bar mal frequentato della Milano di periferia dopo una giornata di EICMA 2018, dove lui si aggirava in cerca di idee per la prossima moto.

  • L'amore per le moto è ruvido!

    Non me ne vogliano gli amici guzzisti, in fondo sono uno di loro, quando ho dovuto scegliere “la prossima moto” l’unica cosa a cui ho dato retta è stato il cuore, o forse più le budella, che ha scelto una creatura di Mandello del Lario, un attrezzo tutto muscoli e poco cervello, una moto che solitamente dovrebbe avere una patente tutta a sé, ma che viene venduta anche ai poco di buono come me.

    La passione dei motociclisti è davvero unica, colorata, priva di senno, oltre il tifo calcistico, qualcosa che sprizza amore per le cose più insensate. La Severa qui in foto è su base Moto Guzzi V11, credo il canto del cigno per il vecchio bicilindrico a V di 90 trasversale, quello mosso da aste e bilancieri come da progetto originale, due grossi pugni ai lati della moto che menano come fabbri. Beh ve lo posso dire senza  vergogna, è tutto fuorché piacevole da guidare. E’ ruvido, è scorbutico, scalcia come un mulo in scalata, tirando su i giri il cambio diventa duro e impreciso, il cardano di vecchia generazione fa sculare il posteriore della moto più di una di quelle donne a bordo strada, ed è assetata… molto assetata, gli versi un bicchiere e lei lo ha già trangugiato tutto d'un fiato. Vecchia ubriacona!

    La passione arriva però tutto in un momento, quando aperto un volume sulla storia della casa di Mandello del Lario, cerco e arrivo finalmente alla pagine sulla Moto Guzzi V11, che ha sempre impressionato per essere forse la progenitrice di tutte le muscle bike. La passione è tutta lì, mentre il volume e il suo autore declamano la maneggevolezza della moto e l’erogazione progressiva del motore. Mi volto… la guardo sorridendo, le dico "non puoi essere tu" e penso che soltanto un pazzo innamorato poteva immaginare che appendendo il motore di una macchina ad una putrella da cantiere poteva pensare che potesse uscirne una moto agile e progressiva. Ben si intenda, le moto di Mandello del Lario di oggi sono altrettanto fascinose, ma anche compagne meravigliosamente trattabili. Ma lei no!

    Mi immagino tre ingegneri giapponesi che si trovano una moto così tra le mani, discutono animatamente fitto fitto su tutti i problemi della moto, e di quante cose dovrebbero essere sistemate prima di metterla in strada, per la sicurezza e il confort del motociclista. Uno probabilmente sceglierà di fare harakiri. I tre italiani di Mandello del Lario invece si devono essere dati delle gran pacche sulle spalle al motto di “oh quando molli il gas se non stai attento il culo va tutto da una parte” e via una risata, oppure “se ti viene in mente di aprire il gas in piega e non ci stai attento si ribalta” e via un’altra risata. Probabilmente hanno pensato di aver creato un’opera d’arte. Punti di vista.

    Mi volto… la guardo sorridendo… e penso ma quanto è bella! Stronza! Forse è amore.

    Wolf

    Avatar di Wolf

  • L'austropiteco ingrato

    A leggere bene il titolo si potrebbe pensare alla classica storia della Walt Disney “Zio Paperone e l’austropiteco ingrato”.

  • La lancetta del corona-giri

    Con tutti questi display digitali, o dashboard alla MotoGP come ci piace chiamarli ultimamente, chiamarla ancora lancetta denota una certa età, parlo di quella dei giri, quella eccitante, quella conturbande, quella pericolosa, quella che ti prende la mano collegata direttamente alla manetta del gas, quella che quando sale sale sale senti fioccare l'adrenalina e l'eccitazione, quella che ti porta davvero via mentre il gommone dietro cerca di aggrapparsi disperatamente all'asfalto.

  • La moto ha messo le aliiii

    Sembrava solo uno spot come tanti, un bel refrain quello della nota marca di bibite energetiche con i suoi spot a disegni animati, poi qualche sconsiderato un disegno lo ha fatto anche su una moto, ed eccoci qua, anche la moto ha messo le aliiii.

  • La Superbike rovinata

    Un dubbio atroce che si insinua nel loro cuore di motociclisti un po’ bambini: “vale la pena attirare le ire della principessa di casa per guardare Superpole, Gara1, Gara2 e Gara 1 emmezzo?”. Quattro round alle spalle e campionato già finito. E’ quanto gli appassionati della Superbike si trovano come risultato di tanta attività regolamentare. Guardando il topolino Rea, è sfuggito l’elefante Ducati!

  • Maniaco del CONTROLLO

    Non so bene quando ho sviluppato questo "difetto", almeno così lo definirebbero in molti, ma di questi tempi in cui sono impegnato in diverse attività, il cervello mi va in tilt quando qualcuno cerca di togliermi il controllo, mi dice che è lì per decidere al mio posto.

  • Miraggio di una moto di mezza estate

    Le vedo ormai a tutte le piazzole di sosta, le vedo che mi salutano, le vedo sorridenti e procaci nelle loro divise molto succinte, sono le Monster Energy Girls, le bellissime ragazze che solitamente sono riservate solo ai grandi campioni della MotoGP, come quel francese del team Tech3, Johann Zarco, oltre alle ragazze ha anche la coppa del mondo, tzè!

    Ma oggi è un giorno diverso, è un giorno speciale, non è difficile capirlo, ad ogni piazzola ce ne sono un paio che aspettano un motociclista, con l’ombrello e una borraccia gelata del drink energetico, sorridono, ammiccano, le pelle lucida e abbronzata, ma a nessuno viene mai da chiedersi se sono vere? Certo, la tentazione di fermarsi è forte, in questo pomeriggio d’estate il sole batte a picco sul casco, nell’aria ci sono 35 gradi, l’asfalto della tangenziale di Milano è rovente, lo vedo anche nello sguardo dell’uomo delle gomme vicino alle ragazze, che con il suo termometro sta misurando la temperatura a terra… scrolla la testa sconsolato… ci saranno 50 gradi, spero di arrivare a destinazione prima di finire le gomme, non ricordo che mescola ho montato.

    Ah mondo cane, l’aria è calda e questi camion l’arroventano ancora di più, passando vicino alle auto che procedono a passo d’uomo sento le ventole che sbuffano come cagnacci affaticati con la lingua a penzoloni. Che tentazione, fermarsi alla prossima piazzola, vedo già altre due ragazze con il body strizzato, il sorriso scintillante e la bibita gelata. C’è anche un altro uomo delle gomme, somiglia a quello di prima, anche lui scrolla la testa, mi sa che non ce la faccio, ma ci provo.

    Un altro rallentamento, poi si riparte, poi ci si ferma, e l’asfalto entra con il suo caldo nei vestiti, nei pantaloni, nella giacca, sudo, ho caldo, e come fanno queste ragazze ad essere così perfette, non hanno caldo, non sudano, la pelle abbronzata, ammiccano, ma devo continuare, mi sembra di stare in uno di quei libri di Stefano Benni, c’è anche un camionista a due teste che mi fissa dal finestrino, è la strana umanità di cui parlano sempre, quella che incontri solo in tangenziale. Cose che accadono solo d’estate.

    Alla fine ce la faccio, arrivo a destinazione con la sensazione di aver fatto una sauna, un bagno turco. Non mi sono fermato dalle ragazze Monster Energy, spero non si siano offese, magari una di loro mi avrebbe dato anche il suo numero, ma quello sarebbe stato il SOGNO di una moto di mezza estate, questo è solo un MIRAGGIO.

    Wolf

    Ritratto di Wolf

  • Molto rumore per nulla!

    Avete in mente l'immagine di quando Gatto Silvestro cerca di passare inosservato in mezzo a un recinto di cani e quelli si svegliano tutti nello stesso momento? E' un po' come mi sentivo io quando mi sono unito al primo gruppo motociclistico tanti anni fa, dove ho conosciuto anche gli attuali compari di avventura, due ceffi che già all'epoca promettevano niente di buono.