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Domenica, Dom Apr 2020

Nicky Hayden

Mi piace spesso partire dai titoli o dalle frasi di alcune canzoni per raccontarvi qualche rimuginamento alla "mumble mumble" che mi frulla per la testa.

Questa volta però non si tratta di qualche mito o di qualche rockettaro, quindi non vi dirò chi è, prima di sentir partire una bordata di fischi udibile a grande distanza.

Però guardando questa Superbike che è partita lo scorso week end sul bellissimo circuito di Phillip Island, guardando le moto allineate sullo schieramento di partenza, non posso che chiedermelo: dove sono andati a finire i colori, i colori delle bellissime livree che un decennio fa vestivano le derivate di serie? Il commercio sarà anche vil denaro, ma gli sponsor hanno sempre fatto la loro parte nel vestire, colorare, far sognare i motociclisti che ammiravano quella scacchiera di sponsor mischiata a sprazzi di colore, talmente belle da portarli a fare la pazzia di riprodurli a volte sulle moto più improbabili.

Con la crisi del 2009 molti sponsor hanno abbandonato le derivate di serie, ma complice una gestione poco limpida e una direzione poco affine a quella che dovrebbe essere una serie A, se la MotoGP è una Champions League, gli sponsor non sono mai tornati. Così oggi ci ritroviamo delle moto "monocolore", non nel senso letterario, ma nel non portare niente di più che il colore della casa, con qualche piccola variazione. Kawasaki color Kawasaki, Yamaha color Yamaha, Ducati color Ducati, BMW con i colori sociali, e niente di più, non lo trovate monocolore? Siamo tornati al bianco e nero della passione? Nessuna fantasia nel disegnare e colorare le livree delle moto, come le mitiche Honda Castrol, Ducati Xerox, le Suzuki Alstare o il Gixxer di John Hopkins del 2011.

Il canto del cigno probabilmente è stato quello nella foto, una foto in realtà molto più recente di quegli anni meravigliosi per la Superbike, uno sparo nel vuoto che ha fatto sperare in una nuova ondata di colore pronto a rischiarare questa Superbike, invece di creare più nostalgia per la bellissima e unica librea Red Bull vestita dalla Honda e per quel bellissimo personaggio che è stato Nicky Hayden lì accanto.

E pensare che per la Superbike di oggi, quasi tutta pagata dalle case, colossi come quelli delle bevande o degli energy drink, piuttosto che della tecnologia o del petrolifero, o altri ricchi settori, sarebbe poca roba.

Wolf

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