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Joe Bar
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Il titolo sembra polemico, rivolto a qualche tipo di motociclista stupido, ma ahimè per voi è solo un titolo affettuoso. Dopo tanti anni mi ritrovo ancora sulla strada, sotto al culo la solita vecchia compagna che ancora sopporta la mia dubbia capacità motociclistica, ma forse si è abituata, almeno così mi consolo.


Il bamboccio viene fuori dal passato,un passato dei primi anni 2000,quando alle prime armi conobbi un gruppo che poi mi ha dato tanto in termine di passione, e in seno a quel gruppo quel bamboccio, goliardico ma con qualche brutta abitudine, con una vita da ragazzo un po’ viziato, all'epoca mi sembrava così, ma con tanta capacità di entusiasmare le persone.

Il legame che si è stretto non so nemmeno come sia nato, il mio caratteraccio non è per tutti, anzi… ma di chilometri se ne sono fatti tanti, sia per strada che nella vita. E in mezzo alle avventure e alle bufere della vita l'ho visto cambiare, oggi ha qualche chilometro in più, ma in mezzo a quelle bufere si è dimostrato tutt'altro che un bamboccio, persistente e perseverante si è dimostrato quello duro da strada che coltello in mezzo ai denti se serve picchia giù ancora l'ultima staccata, forte. D'altronde non credo sia un caso che le persone, molte, gli dimostrino stima e amicizia.

Oggi quel bamboccio un po’ arrogante con quei chilometri in più, qualche volta sbuffa, tossisce, gratta un po’ di frizione, ma nella vita è ancora capace di sorprendermi, come quando sulle curve della Route Napoléon entrava nelle curve cieche a destra come se avesse gli occhi dietro l’angolo. Così prima della prossima curva, del prossimo tornante, anche in questa mia fuga solitaria su una strada come tante, chiuso nel mio casco caro amico, ogni tanto do un’occhiata per vedere se lì a lato ci sei.