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Figa e cavai
Categoria: trafiletti

Il proverbio in dialetto Veneto (Figa e cavai no basta mai) suona diversamente, ma si sa che da quelle parti la sanno lunga da sempre, se poi l’unione delle due principali passioni del motociclista medio corrispondono ecco che il proverbio diventa certezza.


Non me ne vogliano le Motocicliste, ma in fondo basta variare la prima parola e il risultato non cambia.
Una frase che ormai abbiamo visto scritto su diversi mezzi motorizzati, a due e quattro ruote; una ostentazione forzata che probabilmente, soprattutto per la prima, rimane un sogno per molti, mentre per la seconda in effetti non è difficile trovare soddisfazione nei moderni motori dove i cavalli davvero non mancano.

Ma ne abbiamo davvero bisogno? Ok della prima dipende dall’età, dalla fedeltà e comunque dall’indole personale, quindi tanto vale archiviare il discorso e lasciarlo in stanze segrete. Però sui fatidici HP siamo davvero convinti che non bastino mai?
Sono un fermone da sempre, eppure rimango sempre colpito, eccitato, adrenalinicamente appagato quando le potenze delle moto arrivano a livelli quasi esagerati, mi piace l’emozione della spinta vigorosa e la possibilità di ruotare quella manopola del gas e ricevere una spinta che mi proietta velocemente fuori dalla curva o da un sorpasso.

Sono cosciente che siano spesso inutili, eccessivi, mai sfruttabili appieno per noi comuni mortali, soprattutto su strada, eppure facciamo fatica a farne a meno.
In contrapposizione penso anche che bastino 100 cavalli, forse anche meno, per divertirsi e fare tutto il fattibile con una moto.
Basta entrare in un’ottica diversa, fatta di utilizzo, di praticità, sostanza se volgiamo, e il divertimento è comunque garantito.

Lo stesso mercato è diviso tra chi vuole potenza infinita, quella libidine estrema anche se magari rimane solo un’idea di possibilità, qualcosa che potremmo esprimere ma non siamo in grado di controllare fino in fondo, e quelli che puntano alla sostanza, alla praticità dove “l’accontentarsi” non è un limite ma una consapevole scelta. Non un voglio ma non posso ma una decisione basata sulla personale interpretazione del vivere la moto.

A volte, più logicamente interviene l’utilizzo stesso della moto, la sua tipologia, l’esperienza di guida, insomma una serie di elementi che spostano l’ago della bilancia verso uno dei due estremi.
Eppure è certo che, come sempre accade, la formula giusta sta nelle vie di mezzo, il giusto compromesso tra piacere di guida ed emozioni forti, verso un adeguato equilibrio personale.  

Insomma può darsi che i cavalli non bastino mai, ma se insieme a quelli che abbiamo c’è  anche una Donna amata probabilmente non sentiremo la mancanza di qualcosa di più.

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