Dietro la cattedra
Categoria: trafiletti

Dovrebbe essere normale per un Insegnante essere dietro la cattedra, difficile però lo, sia se non metaforicamente, per chi ha della Palestra la sua aula.


E invece eccomi dietro la cattedra in classe, quella dell’ultima classe della scuola primaria, e per di più per parlare di scrittura.

Era così ben riuscita ed emozionante l’esperienza con la “Quinta” dell’anno scorso che quando l’attuale collega mi ha proposto questa lezione trasversale non potevo che dire sì.

Tutto inizia con la mia collega dell’area linguistica che nell’affrontare gli argomenti legati alla lettura e alla scrittura inserisce tra i brani letti agli alunni quattro racconti tratti dai nostri tre libri “Trafiletti – Pensieri in movimento”.
Naturalmente tace sull’autore lasciando ai bambini la possibilità di analizzare i testi e nel caso fare delle supposizioni fantasiose su estrazione sociale e sull’età e mettendo i dubbio persino che possa essere ancora vivente.
Riescono a comprendere l’animo di chi scrive dal ritmo e lunghezza delle frasi, parlano di metafore, di parole inusuali e concordano sul fatto che l’autore riesca a portarli in moto con se.

Immaginate la sorpresa quando qualche lezione dopo l’autore si palesa in classe non in veste del loro “Maestro di ginnastica”, bensì nei panni dell’autore, incredulità, molti pensano ad uno dei miei soliti scherzi, ma il nome sulle copertine toglie ogni dubbio.
La lezione diventa, dopo aver soddisfatto tutte le loro curiosità, uno scambio di opinioni di come la scrittura e la passione per la stessa non debba essere per forza relegata a chi lo fa di mestiere, su come lo scrivere sia un mezzo per comunicare, diffondere, fare emozionare.
L’importanza della lettura, della scuola e di come diventa bello leggere e scrivere quando non si è obbligati a farlo, quando il dovere lascia il posto al piacere con effetti decisamente più positivi.

Si passa al pratico: come si scrive, perché, come si fa a pubblicare un libro, quanto costa e quanto si guadagna…
Ho, ancora una volta, la conferma dell’enorme potenziale che hanno i bambini e di come basta trovare il modo di stimolarsi nella giusta direzione per avere delle risposte che possono sorprendere ma soprattutto li fanno crescere davvero.

Due ore che volano, mentre qualche sguardo ancora non ci crede, altri vedono il loro insegnante con occhi diversi.

Chissà se ora leggeranno e scriveranno di più, ma intanto andiamo in Palestra dove sicuramente mi sento più a mio agio.

Flavio Flap Carato firma

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