Fermi subito tutti, non intendo mancare di rispetto ad una ricorrenza così importante per la nostra patria, tantomeno alla moto e al Pilota usati come immagine.
Solo una coincidenza che ha fatto sì che in questa data una serie di testimonianze sulla stupidità umana si siano accumulate, cosa che purtroppo non si evince solo in questa occasione.
Così il 25 Aprile nel pomeriggio pensi che sia il caso di festeggiare la liberazione portando a spasso il tuo orgoglio italiano su una moto decisamente dal gusto patriottico.
Certo non la scelta migliore come giornata, contando che molti avranno avuto la stessa idea, ma del resto quando la moto chiama è difficile resistere.
Si sceglie magari il percorso potenzialmente meno trafficato, quelle strade che portano ovunque e da nessuna parte da percorrere con quel passo leggero, senza fretta, con il piacere di guidare che va soddisfatto.
Abbondantemente nei limiti di velocità e all’improvviso da destra un’auto si immette proprio davanti a te senza rispettare lo stop per poi mettere immediatamente la freccia a sinistra per una svolta altrettanto garibaldina…
Per fortuna i freni frenano e l’andatura era tranquilla quindi qualche insulto non troppo velato all’eccelso guidatore e la strada prosegue, questione di pochi chilometri ed un simpatico ciclista sbuca da una strada di campagna immettendosi senza curarsi di nulla e nessuno.
Anche in questo caso l’abitudine al traffico milanese e gli allenati riflessi permettono di potersi concentrare sulle parole dedicate alla fedeltà della sua consorte e alla professione della mamma.
Per fortuna le strade del nulla nella bassa padana diventano quasi deserte lasciandoci cullare dal verde delle campagne con maggior tranquillità.
Ma quando si attraversano centri o strade principali ecco che tutta l’imbecillità si esprime sotto forma di messaggiatori incalliti alle prese con i tasti dello smartphone, tanto per guidare basta una mano e poi cosa serve guardare la strada.
Cosa vuoi che serva tenere la destra quando c’è tutta la strada a disposizione, se poi sopraggiunge uno in moto perché non verificare se è attento con uno spostamento repentino verso il centro strada?
Certo automobilisti e ciclisti, ma anche il “Collega” su due ruote a motore che decide che la via più breve per fare una curva, magari cieca, è tagliarla rischiando un doloroso frontale, esprime molta intelligenza.
Tutte cose che succedono purtroppo ogni giorno, non solo il 25 Aprile, atteggiamenti pericolosi fatti senza pensiero, senza educazione, con quel menefreghismo ed egoismo che regna sovrano nella società attuale.
Una imbecillità diffusa che costringe gli utenti più deboli, i più vulnerabili, ad una massima concentrazione e attenzione non solo alla personale guida ma anche alla percezione preventiva dei pericoli derivanti dalle mancanze degli altri con cui condividono la strada.
Chissà che la festa della liberazione non serva a liberarci anche da molti imbecilli, o almeno li renda più coscienti.
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