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- Scritto da Fagna
Che poi alla fine io sono il primo ad avere il blocco psicologico della “toccata e fuga”; ma si perché, penso, che senso ha vestirsi, prepararsi, tirare fuori la moto per fare meno di 200 km o comunque un bel girone?
Un dubbio atroce che si insinua nel loro cuore di motociclisti un po’ bambini: “vale la pena attirare le ire della principessa di casa per guardare Superpole, Gara1, Gara2 e Gara 1 emmezzo?”. Quattro round alle spalle e campionato già finito. E’ quanto gli appassionati della Superbike si trovano come risultato di tanta attività regolamentare. Guardando il topolino Rea, è sfuggito l’elefante Ducati!
Le chiamavo così trent’anni fa quando scappavo da casa e dai lavori domestici con il consenso non sempre felice della moglie.
Avevano lo stesso sapore quando la figlia piccola giustamente pretendeva il suo tempo e queste diventavano le piccole fughe che il motociclista che è in me pretendeva.
La moto scorre leggera lungo le curve che salgono al Sacro Monte di Varese, una danza morbida fluida, precisa.
Non eccessivamente veloce, ma tremendamente efficace, tanto che la mia ruota davanti si allontana sempre di più dalla ruota posteriore di Marco fino a perderla definitivamente di vista.