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Sabato, Sab Ago 2020

Sardegna Gran Tour 2020

Se siete già stati in Sardegna in moto sapete che ci ritornerete, se non ci siete mai stati non sapete ancora cosa vi siete persi e comunque appena accadrà ne rimarrete inevitabilmente stregati.


Chi scrive conosce la Sardegna, ci ha fatto diverse vacanze e si è gustato le spiagge e il mare di una delle più belle isole del mondo.
Eppure solo l’anno scorso, con la nostra partecipazione al Sardegna Gran Tour 2019, abbiamo scoperto un’altra faccia della Sardegna, più vera, più genuina e sicuramente più motociclistica.

Sardegna Gran Tour

Oltre al mare, l’isola è tradizione, storia, natura e soprattutto strade bellissime e ben tenute su cui viaggiare.
Questo è lo spirito dell’idea geniale che tre anni fa ha avuto Renato Zocchi e un gruppo di appassionati che hanno dato vita all’associazione Adventure Riding e poi creando questo evento.
Una edizione posticipata di tre mesi a causa del Covid 19 che non è però riuscito a fare desistere l’organizzazione a portare avanti l’evento pur sapendo le difficoltà organizzative e di permessi che questo comportava.  Una fatica notevole che è stata però ripagata dal ridotto numero di rinunce e da un meteo davvero favorevole.
Quest’anno abbiamo voluto cimentarci nel percorso on-off per andare ancora di più ad immergersi nella terra Sarda e scoprire scorci e panorami che altrimenti non avremmo potuto gustare.
Poteva sembrare un azzardo viste le nostre limitate esperienze in fuoristrada ma il percorso è dichiarato facile e la formula che lascia libertà di passare dal percorso off al road e viceversa (sempre avvisando l’organizzazione) permette di confezionarsi il viaggio secondo le difficoltà, la voglia  e la stanchezza senza correre rischi inutili. Questa la cosa che principalmente ci ha convinti.

Piazza Gino Valle

Anche quest’anno la partenza ufficiale è avvenuta nella piazza Gino Valle di Milano; registrazione, consegna bagagli, briefing e si parte.
Lasciata la metropoli Lombarda il gruppo si sdoppia in chi segue il percorso Stradale e quello che invece si inerpicherà sugli appennini per poi scendere e ricomporsi a La Spezia sulla veloce autostrada verso porto di Livorno.
Punto di ritrovo anche per chi provenendo da altre regioni, magari del sud, ha preferito saltare il trasferimento anche a Milano.
L’avventura vera inizia con lo sbarco a Golfo Aranci (Olbia) dove attraverso la Barbagia e l’Ogliastra, il massiccio del Gennargentu, chi su asfalto chi sui sentieri abbiamo raggiunto la costa ovest ad Arborea, punto tappa per 2 notti in un hotel all’interno dell’omonima pineta, sulle rive del mare.
Un percorso in fuoristrada che ha messo qualcuno, diciamo i meno esperti come noi, in difficoltà all’inizio per la presenza (Per noi una novità) di qualche tratto di sabbia, per poi diventare abbastanza facile e alla portata di tutti, ovviamente scegliendo la moto adatta alle proprie capacità.

Sardegna Gran Tour

La sera in Hotel diventa momento di comunione, scambio di esperienze e conoscenze facendo diventare il gruppo una grande famiglia unita nonostante il distanziamento sociale imposto.
Il giorno successivo si comincia a vedere il mare e le spiagge più belle della Sardegna a cui arriviamo attraversando le zone più selvagge e affascinati dell’isola; la zona è quella mineraria del Sulcis dove villaggi e miniere abbandonate creano paesaggi inconsueti che si alternano alla bellezza delle scogliere rocciose e delle spiagge tra le dune di Piscinas.
La pausa pranzo, organizzata dal Moto Club Gonnesa, da sempre in collaborazione con Renato Zocchi per i suoi eventi in terra Sarda, ci regala un po’ di storia e cultura con la visita al complesso nuragico di Seruci, più di 3000 anni e ancora tanto da scoprire.

Nuraghe Seruci

Il meteo ci è favorevole e un vento leggero mitiga il caldo di luglio riportandoci di nuovo al campo base ancora una volta con il sorriso sulle labbra.
La tappa di oggi ha confermato la validità di una formula che permette ad ognuno di tenere il proprio passo, senza fretta e senza vincoli, se non quelli della traccia da seguire; una possibilità che permette a tutti, in strada, ma soprattutto in fuoristrada di viaggiare in sicurezza, alla velocità personale così da soddisfare e divertire tutti.
L’ultimo giorno in Sardegna ci vede percorrere, chi su strada chi su sentieri, percorsi con panorami mozzafiato. Noi abbiamo scelto di fare il percorso stradale ingolositi dalla bellezza della statale Bosa Alghero che sia come guida sia come panorami è sicuramente tra le più belle strade Italiane.

Alghero Bosa

I percorsi poi ritornano all’interno dell’Isola lungo asfalti e sterrati all’interno dei parchi naturali, dove normalmente è vietata la circolazione e che L’agenzia Forestas ha aperto in occasione del Sardegna Gran Tour 2020.
La sosta per il percorso stradale ci porta Borutta (SS) dove l’amministrazione locale, nella figura del Sindaco, ha fortemente voluto che la nostra allegra carovana fosse loro ospite per mettere in risalto le bellezze e la gastronomia locale, spesso sconosciute e/o dimenticate dai vacanzieri che vedono la Sardegna solo come mare. Invece l’entroterra offre davvero molto, come nel caso di Borutta dove c’è la bellissima ex cattedrale di San Pietro di Sorres con annesso Museo e Convento Benedettino dove è nel caso possibile soggiornare in stile monastico.

Borutta

Una accoglienza che non fa che confermare il calore e l’ospitalità del popolo Sardo oltre che la bontà dei prodotti del territorio che da soli meriterebbero una visita, se poi siete motociclisti le strade vi convinceranno del tutto.
Rivediamo poi il mare questa volta sulla costa orientale di nuovo ad Olbia per il traghetto che ci ha riportato in continente e che diventa la conclusione di un Tour che ogni anno riesce a stupire ed essere diverso. Merito sicuramente dell’attenta organizzazione di Adventure Riding, dell’esperienza di Renato Zocchi e del suo staff, ma probabilmente anche dalla stessa Sardegna che ha ancora molto da mostrare e da far scoprire oltre alle solite, innegabili, bellezze marine.
Un Sardegna Gran Tour 2020 diverso anche per noi per l’esperienza off-road che in effetti si è rivelata alla portata di chi ha un minimo di fuoristrada, a patto di scegliere la moto adatta alle proprie capacità e con le gomme giuste.
Un’esperienza diversa rispetto al viaggio “Stradale” che rimane più turistico e portato a soste per visitare attrazioni e siti culturali, il fuoristrada diventa invece un viaggio più avventuroso, più selvaggio con una immersione totale nella natura, sicuramente più particolare.

Sardegna Gran Tour

Grazie alla nostra polivalente KTM 790 Adventure abbiamo potuto mischiare le due esperienze, un mix perfetto tra piacere della cultura e della guida unito all’esperienza del fuoristrada che regala emozioni per noi sicuramente sempre nuove.
Quale scegliere? Dipende da voi e dalla moto che avete a disposizione, ma qualunque sia la scelta non ne rimarrete delusi.

Foto di Pandin Filippo - Scrambled Eggs Media

Per saperne di più sul Sardegna Gran Tour e sulle iniziative Adventure Riding visitate il loro SITO

Tutte le nostre foto sugli album di Facebook:
- 2 Luglio 2020
- 3 Luglio 2020
- 4 Luglio 2020
- 5 Luglio 2020
- 6 Luglio 2020
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GALLERY



Flap
Profilo

Per questo viaggio abbiamo utilizzato:
KTM 790 Adventure

KTM 790 Adventure

La 790 che KTM Italia ci ha messo a disposizione dotata di parafango alto, gomme Metzeler Karoo 3 si è rivelata perfetta per un viaggio di questo tipo.
Confortevole e precisa su strada, facile ed intuitiva in off-road, grazie anche alla ruota da 21” davanti.
In dotazione aveva anche, disponibili come optional,  un ottimo cambio elettro assistito e la mappatura Rally.
Consumi davvero ridotti, sempre molto vicino ai 25 km/Lt

Casco Caberg Tourmax

Caberg Tourmax

Il casco apribile con declinazione fuoristrada di Caberg non è per noi una novità, in questo viaggio on e off road di oltre 1600 km si è rivelato confortevole e pratico.
L’aletta parasole non disturba più di tanto nei veloci trasferimenti e la doppia visiera con quella interna parasole si è rivelata davvero una comodità.
Perfetto per il montaggio di un sistema interfonico, noi abbiamo optato per il SENA 10C Pro, grazie agli alloggiamenti predisposti per gli altoparlanti e il passaggio del microfono.
La possibilità di scegliere in diverse colorazioni per abbinarlo alla propria moto è un valore aggiunto.

Giacca, pantaloni e guanti Clover

Completo Clover

Ci siamo vestiti completamente con clover sfruttando appieno le possibilità di ventilazione offerte dai pannelli predisposti, sia sulla giacca Crossover 3 sia sui pantaloni GT-Pro 2 che hanno permesso di sopportare il caldo di luglio. La mani sono state protette dai leggeri e pratici guanti Airtouch 2.

Stivali TCX Baja Gore-Tex

TCX Baja Gore-tex

Piedi protetti con questi stivali che hanno dimostrato doti di confort notevoli. Sicuramente non freschi, ma del resto impermeabilità e caldo non vanno d’accorso, anche se la membrana Gore-Tex è riuscita a mitigare la situazione con la sua traspirabilità.

Interfono SENA 10C Pro

Sena C10 Pro

Perfetto nell'uso in coppia e in gruppo, ma in questo caso in uso singolo si è rivelato utile nel caso di dover fare o ricevere chiamate, ma soprattutto per la possibilità di scattare foto o registare filmati potendo sovraimporre al momento la nostra voce.
Non è il nostro caso, ma se qualcuno amasse ascoltare musica è dotato di radio FM oppure più utilizzare i brani presenti sul vostro device.

Navigatore Garmin Zumo XT

Garmin Zumo XT

L’ultima versione della serie Zumo che Garmin Italia ci ha messo a disposizione ha rivelato un enorme salto in avanti in termini di visibilità e grafica. Esagerate le funzioni e le possibilità di connessione e anche la velocità di calcolo e ricalcolo del percorso è davvero aumentata.
Eravamo scettici sulla resistenza del nuovo attacco, ma l’esperienza in fuoristrada e i maltrattamenti subiti hanno dato ragione a Garmin.