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Sabato, Sab Ott 2019

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Marc Marquez campione del mondo

Otto titoli mondiali a soli 26 anni, il talento di Marc Marquez raggiunge l’apice quando ha già in cassaforte più della metà dei titoli di Giacomo Agostini e uno solo in meno di Valentino Rossi. È un dominio consolidato, una dimostrazione di forza che si chiude con quattro gare MotoGP ancora da disputare.


Era già storia prima di iniziare questo gran premio, sarebbero bastati solo due punti di vantaggio su Andrea Dovizioso per chiudere il campionato, in un week end in cui il  pilota Ducati non è mai sembrato abbastanza in condizione da poter impensierire il campione del mondo. Ma la prova di forza di Marquez come al solito ha messo l’accento su una forza, un’ostinazione, una fame che è difficile paragonare a quella di altri piloti di questa MotoGP. I grandi campioni hanno tutti caratteristiche personali differenti da quelle di ogni altro, da Valentino Rossi a Jorge Lorenzo, passando per Casey Stoner, tutti questi piloti avevano una loro caratteristica particolare, quella di Marquez è di essere costantemente affamato, al di là di ogni controllo.

Marc Marquez ottavo titolo

Avrebbe potuto chiudere in tranquillità questo gran premio, la sua gloria era già abbondantemente chiara a tutti, ma correre appresso a Fabio Quartararo per 22 giri per mettere la parola fine al campionato con l’ennesima vittoria era qualcosa di troppo eccitante, gustoso, così nonostante il poco spettacolo in pista, siamo stati spettatori di questo duo velocissimo che ha solcato l’asfalto della Thailandia giro dopo giro in attesa della zampata del re leone. Il significato di questa vittoria in realtà va al di là della semplice cigliegina sulla torta in un giorno di gloria, Marc avrebbe potuto anche lasciare la prima vittoria in MotoGP al pilota francese, ma il problema sta proprio in quella iniezione di fiducia che il re non si può permettere nel giovane principe che avanza.

Una sforbiciata al coraggio e all’arroganza del giovane francese che cresce, un rinvio a data da destinarsi del momento in cui Quartararo spegnerà qualsiasi timore reverenziale nei confronti di un otto volte campione del mondo, suo unico ostacolo per il primo titolo in MotoGP. Un’operazione tutt’altro che di istinto, non un semplice modo per festeggiare ma qualcosa di ben più strategico.

MotoGP Tailandia Marc Marquez

Yamaha ha finalmente trovato la gemma grezza da raffinare, il pilota che se ben curato può restituire un futuro luminoso alla casa di Iwata. Veloce come Marquez, più giovane, coraggioso, e assuefatto alle doti ciclistiche della Yamaha M1. Se il pilota francese confermerà gara dopo gara la sua crescita diventando un pilota assiduo nella zona del podio, solo Yamaha potrà fallire la sua rinascita, il ritorno ad un titolo. E’ stata proprio pista della Thailandia a mettere in chiaro che non il pilota ha perso la battaglia con il duo Marquez-Honda, ma la moto. Su quel rettilineo dove all’ultimo giro la cavalleria Honda ha dato il guizzo vincente a Marc Marquez, si sono così accesi i riflettori di quello che deve fare Yamaha per tornare a rivaleggiare alla pari con Honda. Ora che il pilota c’è, servono i cavalli, forse una manciata, forse quei 500 giri mancanti alla Yamaha di Quartararo da provare già prima di fine anno. Nel misto già ora la Yamaha, anche quella clienti di Quartararo, è questione proibitiva per Marquez. E’ ora di chiudere la faccenda.

MotoGP Tailandia partenza

Marc Marquez porta a casa l’ottavo titolo, con una velocità e una costanza impressionante. Il grande anticipo rispetto alle date ancora da correre raccontano si della sua maturità, ma anche dell’inconsistenza degli avversari, quest’anno davvero poco preoccupanti. Affondato l’avversario principale, quel Ducati-Dovizioso che doveva lottare per il titolo, sparito il pericolosissimo compagno di box Jorge Lorenzo, ridotto ormai a poco più della sua ombra, altri piloti si sono avvicendati per la lotta alla vittoria ma con prestazioni talmente altalenanti da spianare la strada a Marquez. Lo spagnolo ha sicuramente vinto il suo titolo, ma la concorrenza è stata imbarazzante.

Del MotoGP della Thailandia scriviamo poco perché poco c’è stato, con il duo Quartararo-Marquez a inseguirsi per tutta la gara, con qualche tentativo di assalto di Marquez, ma con un Quartararo talmente consistente da non dare modo allo spagnolo di concluderne nemmeno uno. Solo all’ultimo giro Marquez, dopo varie prove, porta a termine il sorpasso di motore in fondo al lungo rettilineo, poi protegge le traiettorie fino all’ultima curva dove Quartararo prova a infilarsi, ma le lezioni di incrocio di traiettoria Marc le ha imparate, lascia sfilare il francese, chiude la curva e va a vincere gara e titolo.
Il resto è stata poca cosa, Vinales aveva il ritmo per stare con i primi due, ma come sempre nella prima parte di gara è in affanno, perde dai primi quanto basta per non poter essere dalla partita. Da segnalare un ottimo avvio di gara di Valentino Rossi che guadagna posizioni, ma che presto accusa un calo delle gomme e perde le posizioni guadagnate, un’altra domenica sofferta.

Marquez e Quartararo MotoGP Tailandia

Titoli MotoGP e Superbike assegnati, tutti possono concentrarsi sulla stagione 2020, stesso obbiettivo per tutti, Yamaha, Suzuki, Ducati, Aprilia, BMW e KTM, trovare il modo per battere due imperatori delle moto, Marc Marquez e Jonathan Rea, Honda e Kawasaki. Paradossalmente in entrambi i campionati toccherà a Yamaha con due giovani talenti provarci, Fabio Quartararo e Toprak Razgatlioglu, mentre Ducati cercherà per un’altra stagione ancora il cambio di passo.

Nel frattempo continuiamo a divertirci, si corre con la Superbike in Argentina il prossimo week end.

Wolf

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