Non sono mai stato uno particolarmente competitivo, forse solo quando avevo iniziato la mia promettente carriera di atleta a calcare le piste di atletica.
Siamo viaggiatori, attraversiamo il tempo e lo spazio in un viaggio, che se pur banale, è quello che ci riempie il cuore. La strada è la nostra musa, onesta e trasparente, come poche persone sanno essere.
“La mia moto scorre piano sulla 526, attraversa dei profumi che poi un metro dopo non li senti più, io respiro e mando giù prima di perderli che non si sa mai. Da lontano un'altra moto sta venendo verso me alza il braccio, fa un saluto, che bello è…”
Inevitabilmente ad ogni EICMA si ripropone la diatriba che schiera a confronto gli appassionati integralisti di moto con i morti di f… va beh quella roba lì!
Mancano pochi giorni all’apertura del salone, e sarà come sempre l’emozione del bambino a prevalere su quella dello scribacchino... anche se quella dello scribacchino aveva i suoi vantaggi!!!
Avete presente i moderni TFT, quelli che ormai sono presenti su quasi tutti i modelli di moto? Quelli più eleganti, quelli un po’ più pacchiani, quelli in discreto tono su tono e quelli ultracolorati.
In fondo non siamo nient’altro che Moderni Cavalieri, impavidi e leali a cavalcare non un cavallo in carne e zoccoli, ma un destriero d’acciaio che corre, su due ruote, verso le nostre odierne avventure.
Era il secolo scorso, c’era il Motomondiale con quelle cattivissime 500 due tempi, parlo naturalmente dei tempi che ho fatto a tempo a vivere da spettatore, quindi relativamente recenti, diciamo dagli anni ’80 in poi.
Quante volte avete gridato "C@@@o guidi" dopo l’ennesimo scampato pericolo per colpa della manovra insensata di un altro, incosciente, utente della strada.
L’Adventure è ormai di moda, non è una novità, ma ha iniziato a raccogliere e coinvolgere nella sua pratica un numero sempre crescente di appassionati.