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Lunedì, Lun Lug 2020

La scena dal quarto piano dell’hotel appare più o meno così. Mare, spiaggia immensa, strada ditta come un fuso e una decina di “cruiser” nero opaco schierate a bordo strada come nei migliori film. Tutto american style, ma sotto il cielo limpido di Rimini.

Già le Criuser, mi immagino già le strade della presentazione stampa, mare a fianco curve appena accennate per inserire al meglio le moto in un contesto a loro congeniale. Mi sono pure portato un bel caschetto jet, si sa mai che ci si abbronzi un po’. A dire il vero l’aria è frizzantina, ma con un bel sorriso saliamo in sella e via; ma capisco subito che forse o clamorosamente toppato le previsioni.

Benelli 502c

Il mare ce lo lasciamo subito alle spalle e nemmeno il tempo di tirarmi insieme e capire dove stiamo andando che il gruppetto serratto si infila con passo che potremmo definire deciso, sulle strade della prima collina nell'entroterra della famosa città romagnola. Preso come sono dal copiare il passo del nostro apripista mi accorgo un attimo dopo e non con poco stupore che sto guidando la nuovissima Benelli 502C con piglio quasi…anzi senza il quasi, da naked sportivella. Eppure le pedane sono avanzate, eppure il manubrio è proprio bello curvo eppure…eppure si guida da cinema, e già mi sto divertendo come un pazzo. Faccio trottare il bicilindrico da mezzo litro tra i 4 mila e i 6 mila, inutile tirargli troppo il collo. La 502c danza leggera tra le curve, agile, complice anche una gomma posteriore “solo” da 160 e una ciclistica tutt’altro che basica.

Benelli 502c

Sarà che la moto è leggera, 180 kg dichiarati a secco, sarà che è ben bilanciata ma i 48 cv sembrano molti di più, complice una curva di coppia costante che si traduce in una bella spinta progressiva. Temevo che l’avantreno fosse ballerino e anche su questo ho dovuto ricredermi, forse a cercare il pelo nell’uovo la risposta del mono posteriore è risultata decisamente più “secca” soprattutto quando il manto stradale si fa irregolare e buche e asperità si susseguono in ordine veloce.

La prima sosta è in un piazzaletto che ci mostra San Marino avvolto da minacciosi (ma per fortuna poi innocui) nuvoloni neri. Mi soffermo di nuovo a guardare la 502c; forme e volumi sono decisamente e spiccatamente votati a farla sembrare una muscle bike in tutto e per tutto. Il serbatoio per esempio non è “grosso per finta” ma consente di imbarcare fino a 21 litri di carburante, che consentono a mio avviso una autonomia da chiappe quadre visto che so quanto è parco il piccolo motore bicilindrico. Lo sbalzo posteriore, sicuramente non inedito c’è da ammetterlo, libero dal portatarga (che è più in basso più vicino a terra e alla gomma posteriore) completa una linea ben riuscita e davvero piacevoli da osservare anche con la moto ferma sul cavalletto.

Benelli 502c

Bello il display TFT con tutte le informazioni necessarie, ma che in piena luce e sommato agli occhiali da sole a volte risulta poco leggibile. Essenziali ma estremamente intuitivi i comandi posti sui blocchetti del manubrio.  Dal Leoncino eredita solo il motore, che qui è stato abbassato e ruotato in avanti, di conseguenza anche il telaio a traliccio è tutto nuovo, e concepito per abbracciare ancora di più il propulsore, che addirittura sul lato destro è bel celato da convogliatori d’aria (uno anche per raffreddare un po’ di più il terminale di scarico) e maschere plastiche varie, che arricchendo un po’ il disegno d’insieme non appaiono mai povere; anzi la qualità percepita, è decisamente alta, sicuramente lo è il alcuni particolari ben più che sulle prime serie della Leoncino o della TRK.

Benelli Benelli
benelli benelli

Bellissimo il faro anteriore che mi ricorda molto l’espressione stranita di un alieno così come particolari sono le luci freno/posizione posteriori. Nota di colore per la scritta Benelli illuminata di Rosso alla fine del sellino posteriore. Piace? Non piace? Io l’ho trovata simpatica. La moto è davvero facile, poco impegnativa e adatta a tutti, non mette in crisi piloti di statura media come il sottoscritto, che di solito sulle “cruiser lunghe” si ritrova “appeso”, ne i piloti più alti, come mi ha confermato un collega ben più alto di me durante una sosta.  Insomma ci si diverte, si sta comodi sul sellone che è ben studiato, ma che forse sacrifica un po’ il passeggero, e sia ha sempre la sensazione di relax e piacere di guida. Probabilmente la corsa dell’acceleratore è un po’ lunga, ma di contro la frizione è ben modulabile e non richiede troppa forza per azionarla. I freni sono efficaci e l’ABS è ben tarato anche se in un paio di occasioni ci ho messo del mio per metterlo in crisi.

Benelli 502 c

Il prezzo è davvero aggressivo fissato in 5.990 euro e farà gola a molti. Il nuovo corso di Benelli ha fortemente voluto una moto del genere in gamma e direi che per ora l’obbiettivo è raggiunto.  Mi sento di consigliare un test ride prima di giudicare solo dalle immagini…e a tal proposito se sei arrivato a leggere fino a qui probabilmente o la moto ti interessa o cercavi morbosamente il punto dove si parlasse di “similtudini” con altri modelli sul mercato o ancora di più con moto che nel segmento hanno tracciato un solco indelebile. Certo potremmo cercarle, lievemente o forzatamente (come fanno molti chiaccheratori da tastiera) ma credo che allora vada scritto un articolo a parte, ma in questo momento lascio a voi questo compito, io sono più interessato a farmi un altro giro, e ben più lungo sulla 502c....

benelli 502c Benelli 502c

 

aMotoMio ringrazia Benelli Italia

Foto di Orazio Truglio

Abbigliamento del test: Giacca Clover Rainblade, jeans PMJ Legend, Casco Caberg Freeride, Scarpe Stylmartin Wave, Maschera Ariete, Occhiali Emblema

 

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