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Royal Enfield Himalayan
Categoria: Le nostre prove

Non è una sorpresa per noi la versatilità della Himalayan di Royal Enfield.


Ne abbiamo apprezzato anche la robustezza in un uso fuoristradistico impegnativo come la HAT Sanremo-Sestriere, ci siamo abituati a quella estetica davvero fuori da comune che divide tra chi l’apprezza e chi invece non la digerisce, ma soprattutto ora con la benzina che supera i 2,00 € al litro anche i ridotti consumi del suo monocilindrico da 411cc.

Himalayan 1

Classicissimo il suo telaio a doppia culla dove è inserito il monocilindrico che se non spicca per potenza, meno di 25 CV, dimostra doti di robustezza notevoli dove se la velocità massima si attesta sui limiti autostradali di fatto rimane utilizzabile per lunghe percorrenze anche appena sotto questa soglia.
Si viaggia sempre bene con una posizione comoda, con vibrazioni decisamente sopportabili e con una protezione adeguata del piccolo cupolino che sale verticale a definire ulteriormente la linea della Himalayan.

Himalayan 2

Il cambio a cinque marce è abbastanza preciso e seppur non velocissimo è adatto alle caratteristiche di questa moto,, fatta per passeggiare e/o portarci in giro per il mondo senza fretta e con una frizione a cavo morbida e ben dosabile.

Le sospensioni sono affidate ad una forcella telescopica da 41 mm con corsa 200 mm e un monoammortizzatore centrale progressivo con corsa 180 mm, che permettono un uso anche fuoristradistico senza grossi patemi sempre ricordandoci che non è una moto specialistica, mentre su strada svolgo bene il loro lavoro in rapporto alle prestazioni della moto.
Invariato il comparto freni che può contare su un disco anteriore da 300 mm e un posteriore da 240 mm con ABS a due canali finalmente escludibile al posteriore, tramite un bottone sul cruscotto, per l’uso in fuoristrada.

Himalayan 9

La forza della Himalayan è nella ruota da 21” anteriore in puro stile off-road, capace di dare sicurezza e confidenza quando l’asfalto finisce e nello stesso tempo non disturbare nell’uso stradale dove comunque dimostra doti di agilità notevoli.  Al posteriore rimane il cerchio da 17”.

Il peso di circa 200 kg dichiarato in ordine di marcia sembra inferiore grazie alla buona distribuzione dei pesi e al largo manubrio che permette di muoversi agevolmente anche nella jungla cittadina.

Di buon livello i comandi al manubrio intuitivi e completa la strumentazione anche se un po’ caotica che abbisogna di un minimo di abitudine. Agli strumenti classici e al display digitale con tutte le informazioni e l’indicatore della marcia inserita è presente anche lo strumento per visualizzare il sistema di navigazione Tripper messo a punto da Royal Enfield.  Tripper, è un sistema di navigazione turn-by- turn che fornisce indicazioni stradali in tempo reale, messo a punto con la piattaforma Google Maps e collegato tramite l’app Royal Enfield allo smartphone del motociclista.

Himalayan 3

Poco intuitiva la riserva carburante che viene indicata con i chilometri percorsi dal momento in cui si inserisce…avremmo preferito avere anche la classica spia arancione ben visibile.
Si guida bene e da subito con la massima disinvoltura, da confidenza e non incute terrore, inutile ti tirare le marce, meglio lasciar la correre così da sfruttare la ridotta potenza e senza mettere alla frusta freni e sospensioni che sono tarati per un uso decisamente tranquillo e se spremuti perdono coerenza.

Himalayan 4

La sella è accogliente, anche per il passeggero, e la triangolazione tra la stessa, le pedane e il manubrio è corretta e capace di accogliere anche chi ha le gambe lunghe.

Anche la guida in piedi da soddisfazione con una buona distanza del manubrio e una posizione delle leve ben manovrabili. L’unico appunto è che in questa modalità di guida il tallone destro va ad interferire con lo scarico.

Himalayan 5

Lasciamo per ultima l’estetica che è la parte più caratteristica di questa moto, inusuale con una linea spezzata orizzontale che fa da contrasto al cilindro verticale del motore.
Sella su Cupolino alto raccordato con un vistoso sistema di protezione in tubi che va a raccordarsi al serbatoio che finisce sulla sella su due livelli , sotto cui spunta il gruppo luci, con portapacchi e tradizionale parafango posteriore.
Doppio parafango invece all’anteriore con uno a filo ruota e uno superiore a mo’ di becco; completa la vista a anteriore il grosso faro rotondo inglobato nel sistema di telaietto a tubi e dal cupolino trasparente.

Himalayan 6

La lunga marmitta corre sul lato destro dando voce, civile e ovattata, al piccolo motore.
Royal Enfield dichiara un consumo di oltre 30 Km/lt che con i 15 litri di serbatoio permettono una lunga percorrenza tra un pieno e l’altro, consumi che abbiamo verificato essere davvero veritieri.
Azzeccate le gomme leggermente tassellate (90/90-21 e 120/90-17), in questo caso CEAT, sia esteticamente sia come compromesso, per l’uso stradale e nel fuoristrada leggero con misure.

Himalayan 7

Nell’’uso turistico apprezzabile la presenza del cavalletto centrale e la possibilità di essere attrezzata con borse laterali specifiche.
Abbiamo detto più volte la parola “compromesso” che ben si addice alla Royal Enfiel Himalayan che non smette di stupire, certo deve piacere e a noi piace, anche se questa colorazione Pine Green (con sovrapprezzo di € 100,00) non è tra le nostre preferite e secondo noi non rende giustizia come altre grafiche disponibili, ma siamo sempre nel campo dei gusti personali.

Himalayan 8

Proposta ad un prezzo di € 5200,00 (€ 100,00 in più per alcune grafiche) è decisamente appetibile per chi vuole una moto fuori dal coro, una tuttofare per tutti i giorni, capace però nel caso anche di portare il suo pilota in giro per il mondo…seguendo il proprio ritmo.

Tutte le caratteristiche sul sito Royal Enfield

Foto di Roberto Serati - Grazie a Corbetta Park per la location fotografica

Abbiamo utilizzato: Casco LS2 MX471 XTRA YARD - Giacca LS2 BULLET - Jeans PMJ Dakar - Stivali TCX BAJA - Guanti LS2 RUST - Maschera Ariete 8K

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