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Venerdì, Ven Giu 2020

Himalayan

Non è bella, diciamo un “tipo”, qualcun direbbe “simpatica”…
Non ti fa innamorare al primo sguardo e se qualcuno si volta è per curiosità, eppure questa Royal Enfield Himalayan è sicuramente un’ottima amica, onesta e sincera, di quelle con cui ti puoi divertire, fare cose improbabili.


Proprio per questo motivo l’ho scelta per farne una delle mie stupidate da motociclista adulto fuori ma bambino dentro.
Per partecipare alla HAT Sanremo-Sestriere, viste la mia inesperienza in fuoristrada, mi serviva una moto facile, leggera, con potenza gestibile, con ruota possibilmente da 21”, e magari un piccolo portapacchi per un carico leggero.
L’Himalayan ha tutto questo, così ecco che è scattata l’operazione coppia vincente grazie alla complicità di Royal Enfield Italia che ha avuto il coraggio di affidarmi una loro moto.

Himalayan

L’avevo in effetti già provata, ma si trattava di un test fatto esclusivamente su strada e con un utilizzo cittadino e di brevi viaggi, metterla alla prova con 1500 km di cui almeno 300 di fuoristrada era una bella sfida.
Dicevo che non è bella, ma a me piace, proprio per il suo essere strana, un tipo appunto, poi in questa colorazione camouflage non passa inosservata.
Sella bassa, forse troppo per me che supero il metro e ottanta di altezza, ma alla fine comoda e anche in due non ci si sta male, poi vuoi mettere appoggiare bene i piedi quando il fango o la terra giocano brutti scherzi?
Un manubrio bello largo con i comandi minimi indispensabili e una ricca strumentazione, molto scenica e d’effetto con tachimetro, contagiri e livello benzina decisamente precisi, cosa che non si può dire della misurazione della temperatura esterna molto ottimistica e della bussola che fa un po’ quello che vuole.
Però il display digitale è completo e con tutte le informazioni utili.

Himalayan

Un piccolo schermo trasparente, abbastanza protettivo, sovrasta il faro anteriore, posizionato in alto, che si è dimostrato molto luminoso ed efficiente anche nelle esperienze notturne nei boschi.
Voi direte non si va sulle mulattiere di notte, certo, ma la Hima non lo sa, io non volevo, ma alla fine ci siamo entrati e ne siamo anche usciti vivi e indenni.
Frizione morbida e ben modulabile che trasmette il moto a un cambio a cinque rapporti ben spaziati, non si sente l’esigenza di una sesta marcia.
Cambio non velocissimo, ma abbastanza preciso anche se tra prima e seconda la folle a volte ci scappa.
La frenata è adeguata alle prestazioni con un posteriore ben dosabile e con un disco anteriore che se su strada sembra spugnoso e lungo in fuoristrada si è rivelato perfetto.

Fotografica Sestriere

Non ha l’ABS disinseribile e questo potrebbe essere un problema, noi abbiamo tolto il fusibile e il problema è risolto….per il fuoristrada, su strada meglio lasciarlo.
Una cosa non proprio pratica, anche se la scatola fusibili è sotto la sella molto a portata di mano, un tastino sarebbe sicuramente più immediato.
Il motore da 400cc fa quello che può, ma 25 cavalli rimangono 25, però in autostrada a fronte di una velocità massima di 130 km/h, nessun rischio di multe e punti persi, si può viaggiare tranquillamente e con un buon confort tra i 110 e i 120 km/h da Milano a Sanremo.
Scarico silenzioso, fin troppo, ma perfetto come stile di vita legata al rispetto della natura e del non disturbarla.
Certo ci fossero anche solo 10 cavalli in più sarebbe il massimo su strada e in montagna sui tornanti dove in effetti fa un po’ fatica.

Massimo di trapani

Cavalli però sinceri che in fuoristrada ti portano fuori da ogni situazione con una bella seconda tuttofare per salite sterrate, mulattiere e per saltare su pietre e sassi come una piccola capretta Tibetana.
A tal proposito le sospensioni si sono rivelate adeguate all’uso turistico in fuoristrada sopportando davvero maltrattamenti onestamente senza mai andare a pacco o dando risposte imprevedibili.
Tanto fa in questo caso anche la bella ruota anteriore da 21” abbinata a un posteriore da 17” che seppur con misure difficilmente disponibili in gomme specialistiche, permette con gomme semi tassellate, come le ottime Pirelli MT60 montate, di cavarsela bene in tutte le situazioni sia su asfalto sia in off, finché il fango non ci aggredisce pesantemente.

Himalayan

Insomma una Capretta simpatica per scalare le montagne senza troppo impegno e capace di togliere d’impaccio anche un neofita con la possibilità di caricare una borsa sul robusto portapacchi per un WE lungo all’avventura.
Con ridotti consumi, sempre abbondantemente oltre i 20 km/lt, anche in autostrada, con punte vicine ai 30 Km/lt andando a spasso.
E’ vero che ci cerca sempre di non buttarla per terra, ma in fuoristrada si sa che potrebbe succedere e quella vistosa e caratteristica struttura in metallo che funge da protezione ci tranquillizza non poco, e poi il peso non esagerato (180 km dichiarati) probabilmente permettono di rialzarla da soli; per fortuna non abbiamo dovuto sperimentarlo…
Portare una Himalayan sulle Alpi era un’idea geniale, non nuova sicuramente, ma sicuramente riuscita visti i risultati.

Assietta

Una bella borsa a rullo sul portapacchi, benzina e via a scoprire i monti, le nostre capacità e quelle della moto.
Un andamento lento che dà soddisfazione, sicurezza e piacere, anche al portafoglio visto che la si porta a casa con meno di € 5000,00 cosa che gli fa perdonare qualche piccola sbavatura nelle finiture e nei materiali.

Dati tecnici e tutta la gamma sul sito ROYAL ENFIELD

#provatodavvero e approvato!

Foto di Massimo Di Trapani, Fotografica Sestriere e aMotoMio

Abbiamo utilizzato: Casco Nolan N53Giacca, pantaloni guanti e Paraschiena Clover – Stivali Stylmartin – Maschera ArieteOcchiali Emblema – Intimo SIXS

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