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Harley Davidson Fat Bob 114
Harley Davidson Fat Bob 114 - Test moto aMotoMio
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Il Bob e io siamo profondamente diversi. Diverso style...diverso l'approccio alla guida, diverso il mio e suo concetto delle due ruote. Eppure per una strana alchimia ci siamo trovati subito bene insieme. Eppure lui, il Bob, è abbastanza lontano dal mio concetto di moto, fatto di sveltezza, velocità e pesi leggeri;

ecco...lui di primo nome fa Fat...Fat Bob appunto, quindi a questo punto ci saremmo già detti tutto. Ma siccome sono curioso e il Bob è bravo ad attirare su di se le attenzioni, eccoci trottare insieme per più di una settimana alla scoperta dei reciproci pregi e difetti.



Lui uno mio l'ha trovato subito, ovvero la mia reticenza e portalo in curva con decisione, affrontando pure curve a velocità sostenuta ed angoli di piega non previsti a tavolino. Ma lui il Bob ci sa fare; americano fino all'osso nelle sue forme, che lontane dall'essere “grasse” come si diceva poco sopra, mostrano muscoli notevoli, a partire da una (per me) inconcepibile ruota anteriore da 150, per arrivare al cuore pulsante, alla bomba di coppia che è il twin 114; bisogna provarlo questo motore per capire quanto è gustoso, bello e progressivo, emozionate senza doverlo scannare ma con una schiena degna di un tirannosauro da tanto fragore esprime.



A spasso con il Bob mi devo ricredere, se paragonato alle sue sorelle delle casa di Milwaukee che ho potuto provare è notevolmente più agile, tanto che in curva grattare le pedane non è affatto difficile, e siccome in America lo sanno, hanno aggiunto dei "pippolotti" di sicurezza, cosi quando li tocchi e inizi a grattarli, ecco li, sai di essere arrivato. La scarico è bello alto, sicuramente per design, ma li in quella posizione evita di essere sgrattuggiato per bene da chi vuole proprio esagerare. Il telaio è il solito softail "finto rigido" anche se in realtà comunque non regala morbidezza estrema, ma in tutta sincerità non mi sono messo a giocare con le regolazioni del mono ammortizzatore posteriore. Anche con lo scarico street legal il Bob borbotta che è un piacere sopratutto quando si da gas, che non serve a manate, anzi basta sfiorarlo per buttare sull'asfalto tanta coppia da far invidia (ma anche battere in termini di numeri) supersportive blasonate.

La posizione delle pedane è molto avanzata, quindi lontano dal mondo naked sportive, ma la facilità di guida, anche “cattiva” è facilitata di contro dalla posizione del manubrio e dalla vicinanza di questo rispetto al busto del pilota, che per altro è bel “calato” dentro la moto e la “sente” tutta subito, complice anche il serbatoio di dimensioni contenute. La sensazione, piacevole, è quella di avere sempre il pieno controllo, e non di essere a cavallo di un mastodonte pesante e difficile da interpretare, e chi scrive pesa solo 70 kg. Osservando ancora la moto, a confermare la sua anima sportiveggiante la Fat Bob sfoggia un doppio disco freno anteriore Brembo, metre le sue “sorelle” softail ne posseggono solo uno.

Il risultato è una frenata decisa, modulabile e che non mette mai in difficoltà. Con il freno posteriore invece, sopratutto sui nostri asfalti abbastanza messi male, non è difficile far entrare in azione l'ABS, ma anche in questo caso sempre con massima sicurezza e controllo. A Milwaukee hanno fatto le cose per bene, rifacendo persino l'intero telaio, alleggerito e composto da meno pezzi, ma credo qui si entri in tecnicismi troppo esasperati, che a volte interessano relativamente. La strumentazione è un richiamo al classico orologione HD sul serbatoio ma con una parte digitale che ci dà molte info di bordo, al semplice tocco di un tasto sul manubrio. 

Difficile descrivere le sensazioni di guida di questa Harley senza essere presi per bugiardi; si va forte, si fanno le curve in maniera inaspettata, e si gode proprio di ogni singolo istante di guida. Certo, il Bob non è leggero, e non vuole assolutamente mettersi a dieta, anzi fa vanto della sua presenza fisica, che magari non aiuta nelle manovre da fermo, complice anche il gommone anteriore, ma la luce a terra ridotta  non mette mai in difficoltà. E non appena ci si muove, il peso sembra calare di botto, e mi sembra di vedere il fanale anteriore a led che si piega in un sorriso, quasi a dire,...ehi sono Bob sono qui per sorprenderti. Eh caro mio..ci riesci di brutto, su questo non vi è dubbio. E resto stupito anche dai consumi contenuti se proprio vogliamo fare i veniali, non dimentichiamoci certo che sono 1860 cc su 269 kg di peso ( a secco)....mica una superligth. In conclusione, se pensi che solo per il fatto che porti il marchio Harley, questa moto sia pesante, lenta, priva di emozioni... insomma che non faccia per te senza averci messo il culo sopra... beh faresti un errore madornale. Il Bob non rinnega le sue radici, ma è tutta un'altra storia. Sia chiaro!

Abbigliamento del test: Giacca Ixon Heroes, Jeans Clover, Anfibi TCX, Guanti Ixon, Casco LS2 Spitfire, paraschiena Zandonà, maschera Ariete

Foto di Carlo Flaminio

Fagna

 

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