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Lunedì, Lun Set 2020

Superbike e MotoGP

Vecchie abitudini e nuovi formati di campionato, torniamo in questo lunedì a parlare di sport, torniamo a parlare di MotoGP e Superbike.

Mentre il coronavirus condiziona ancora pesantemente la vita della vecchia Europa e del resto del mondo, i due massimi campionati di velocità su pista cercano una soluzione per riprendere le ostilità, con diversi cambiamenti e diverso formato, vediamo quali.

Il promoter ha di certo le sue difficoltà a rimettere in carreggiata la pesante macchina sportiva, ci sono problemi contrattuali con sponsor e TV, ci sono problemi di budget per le squadre private, ci sono problemi con i protocolli sanitari dei diversi paesi da mettere insieme, ci sono anche semplicemente problemi a trovare le piste per effettuare un campionato rispettandoil numero minimo di gare minime indispensabili per omologare il titolo, a meno di non andare in deroga alle regole della FIM.

Carmelo Ezpeleta

Di sicuro Carmelito, che negli ultimi anni ha visto crescere nuovamente la popolarità della sua creatura prediletta, la MotoGP, non avrebbe mai pensato prima del pensionamento di dover affrontare una situazione tanto anomala ed esplosiva. Più che di sport qui si parla di business, soldi, e i bilanci vanno fatti quadrare anche se il business si corre su cose rotonde come gli pneumatici. Le gare annullate vogliono dire soprattutto mancati introiti sia per MotoGP, Superbike, ma anche per i circuiti che avevano comprato l’evento, così come gli sponsor che avevano comprato gli spazi che non pagheranno per spazi mai avuti. Le TV non sono da meno, chi ha sborsato milioni per assicurarsi i diritti per la trasmissione delle gare, ha già avanzato pretese per riavere il mai trasmesso, un buco monetario che per una macchina elefantiaca e opulenta come la MotoGP, non passerà senza effetti.

Verrebbe da pensare quindi che la Superbike possa aver subito meno effetti, ma non è detto che sia così, basta pensare a quanto accaduto con la crisi del 2008, quando una Superbike in forte crescita e diventata pericoloso spauracchio per la MotoGP, venne decimata da quella crisi che attraversò tutto il mondo e colpì il medio tessuto produttivo che finanziava la Superbike. Il tutto va ricercato proprio nella grandezza degli sponsor e nel supporto delle case ufficiali, che ieri come oggi investono soprattutto in MotoGP, quindi la vera osservata speciale resta la Superbike, anche in virtù, da sempre, della minor attenzione che ottiene dal promoter.

Superbike

Intanto Dorna e FIM si muovono per salvare il salvabile, tutto parte da una data simbolo, quella del 18 Luglio, paese scelto la Spagna. Il perché della Spagna, nonostante sia uno dei paesi più colpiti dalla pandemia, è presto detto. E’ il paese di origine della Dorna Motorsports, così come ci sono legami economici con il circuito scelto per lo start, quello di Jerez. L’azienda spagnola sfrutta i suoi contatti con il governo di origine per trovare un accordo che favorisca la ripartenza del campionato, con un trucchetto che potrebbe aiutare a portare a casa più gare possibili per il 2020, pandemia permettendo. Si correranno due gare sullo stesso circuito per due week end di fila, nel caso di Jerez il secondo prenderà il nome di Gran Premio di Andalusia. Una formula destinata a ripetersi in alcuni altri circuiti che hanno dato disponibilità a effettuare lo stesso tipo di evento facendo recuperare date al massimo campionato. Tante le date poi rischedulate e tanti i doppi appuntamenti, come quello in Austria il 16 e il 23 Agosto, quello di San Marino il 13 di settembre e quello di Aragon.
il tutto con l’intento di coprire in pochi mesi una stagione. Ultima spiaggia sarà un ulteriore rinvio, che porterà il campionato a partire da Brno il 9 Agosto. Dopo questa data probabilmente non ci sarà più modo di ripartire.

La Superbike seguirà la stessa sorte, più o meno, dovrebbe ripartire il week end successivo a quello della MotoGP ad Jerez, il circuito spagnolo getta l’asso e porta a casa il tris, nel primo week end di Agosto vedrà le derivate di serie schierarsi e completare il riavvio dei motori, seguito poi dal Aragon a fine Agosto vista la cancellazione del GP di Germania, continuando poi il calendario che vede rischedulato il GP della Riviera di Rimini come chiusura di stagione, un’anomalia che potrebbe anche far bene agli affari italiani se per quella data il coronavirus avrà abbandonato la penisola. Una fisionomia diversa per le derivate di serie, che disputano normalmente non due ma ben tre gare a week end e che hanno già celebrato l’inizio di campionato a Phillip Island con tre vincitori diversi e la leadership in mano ad Alex Lowes, fresco ingresso nel team Kawasaki a fianco di Jonathan Rea.

Suzuki MotoGP

Saranno campionati che si inerpicheranno lungo l’autunno e verso l’inverno con non pochi strascichi, a partire dai numerosi test, schedulati o privati, che le case avrebbero dovuto fare, un investimento che nel corso degli anni è aumentato con la prelazione di ex piloti dal manico indiscusso (vedi Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo), con risvolti molto importanti sullo sviluppo delle moto, che come primo effetto già definito dalla Dorna, sarà bloccato fino a fine stagione 2021. Gli sviluppi relativi al motore saranno congelati per tutte le squadre fatta eccezione per KTM e Aprilia, che sono tra quei team che per risultati hanno maggiori concessioni. Insomma è come se la stagione 2020 e 2021 si fossero fuse in un unica lunga stagione,  con la chiusura a Valencia a Novembre, sempre che a quel punto non ci sia modo di spostare la carovana in qualche posto del mondo dove le temperature permettano di disputare altre gare e il coronavirus permetta libera circolazione delle persone. Suona un po’ stonato certo che si impegnino tutti i circuiti spagnoli e poco quelli degli altri paesi, specialmente i numerosi circuiti del nostro bel paese che avrebbero bisogno di lavorare. Sbilanciamenti di un promoter spagnolo evidentemente.

Da questo ammucchiamento sono nati poi tutta una serie di problemi che giuridicamente, si fa per dire, andranno valutati. Oltre al blocco dello sviluppo delle moto, qualche team ha chiesto di rivedere le scadenze contrattuali dei piloti, che non hanno corso o non hanno reso in termini monetari quanto previsto. Il caso più eclatante che sta tenendo banco è quello dello scambio tra team Yamaha Ufficiale e Petronas, dove pur mantenendo uno spirito di collaborazione e mediaticamente conciliante su Valentino Rossi, il team Petronas aveva tentato di tenere agganciato il giovane Fabio Quartararo per il 2021 invocando l’anomalia di una stagione contrattuale incompleta, in questo 2020 dove avrebbe potuto dare grandi soddisfazioni a un team satellite. Insieme a queste dispute ce ne sono altre, e riguardano varie selle come quelle del team Ducati, 5 su 6 piloti in scadenza e con un Andrea Dovizioso che negli ultimi tempi fatica a trovare un buon feeling con il team di Borgo Panigale, mentre fuori dalla porta alcuni nomi rilevanti come KTM potrebbero offrirgli una buona sella, o mentre una squadra già competitiva come Suzuki valuta l’introduzione di un secondo team.

Marc Marquez

Questo stop imposto dal coronavirus avrà anche riflessi sportivi non indifferenti, in pista non tutto sarà identico, se è ovvio che un campionato più corto e con date più ravvicinate favorirà i piloti in grado di dare il meglio in poco e con una grande prestanza fisica, anche il numero di circuiti ridotto potrebbe avvantaggiare un pilota o una moto in particolare. Forse più in Superbike che in MotoGP, dove lo scorso anno abbiamo potuto assistere ad una spettacolare rimonta della Kawasaki di Jonathan Rea, quando i circuiti sono diventati meno favorevoli alla Ducati Panigale V4R di Alvaro Bautista. Risultati falsati? Davvero no, tutti i gran premi sono soggetti a imprevisti, pioggia, condizioni della pista non perfette, infortuni, e anche questa situazione porta un’incertezza che è parte integrante di tutte le competizioni, e come sempre solo il migliore potrà spuntarla anche sopra le difficoltà. Di certo c’è che un piccolo aiutino al fortunato Marc Marquez, che della buona sorte ne gode spesso e non ne avrebbe bisogno, è arrivato da questo lungo stop, il campione del mondo avrebbe iniziato la stagione in non perfette condizioni fisiche visto l’infortunio alla spalla e invece arriverà alla partenza di campionato al massimo della condizione, un brutto cliente come sempre e come sempre sarà caccia aperta. Anche Aprilia potrebbe benificiare di questo stop, recuperando Andrea Iannonen in attesa della sentenza del TAS, al quale ha presentato ricorso per squalifica inflitta dall'FMI per il presunto caso di doping da steroidi al quale il pilota sarebbe stato trovato positivo dopo il GP della Malesia. Se il ricorso andrà bene il pilota italiano potrebbe avere il via a salire in sella proprio per il primo GP della stagione, e non dovrà scontare i 18 mesi di squalifica.

Quello che resta da dire è che a metà Luglio non vediamo l’ora che ripartano questi campionati, perché l’estrema diversità che fornirà questa stagione sarà un fatto, speriamo, più unico che raro, abbiamo bisogno di passione, e abbiamo bisogno di appassionarci per dimenticare questo brutto periodo. Conto alla rovescia iniziato? Tenete d’occhio i siti dei due massimi campionati!

Per tenervi aggiornati sui calendari consultate i siti https://www.worldsbk.com/it e https://www.motogp.com/it

Michele Rubin

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