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Street Bob VS Livewire
Categoria: Le nostre prove

Le Harley Davidson Street Bob e Livewire rappresentano il passato e il futuro, lo Yin e lo Yang, insomma il Diavolo e l’acquasanta dove lasciamo a voi la scelta di abbinare ad ognuna il termine più preciso.


Forse l’unico certo è che il futuro sia l’elettrica Livewire che vorrebbe prendere l’eredità, non ancora lasciata, sia ben chiaro, dalla grossa endotermica Street Bob.
Un confronto impossibile, forse senza senso, ma siccome ci piace andare oltre le convenzioni le abbiamo volute provare in parallelo cercando di cogliere di ognuna gli aspetti e le caratteristiche che nel bene o nel male ne identificano il loro essere.
Unite da un marchio storico che dopo anni, più di un secolo ormai, ha fatto della tradizione la sua arma migliore, eppure così diverse e forse con in comune solo da quella tipica trasmissione a cinghia e per una ciclistica tradizionale.

Livewire VS Street Bob 1

Negli anni Harley ha provato a sperimentare nuove strade, alternative, per esempio con la V-Rod che all’inizio del secolo, con il suo pepato motore, sempre a V ma di 60°, raffreddato ad acqua, si spingeva verso un mondo più prestazionale.
Poi una piccola rivoluzione con la Street 750 che come la V-Rod ha un angolo di 60° e il raffreddamento a liquido, ma oltre alla piccola cilindrata viene prodotta fuori dagli States, precisamente in India. Uno sfregio per gli Harleysti più incalliti, ma che ha aperto il mondo Harley a un mercato più popolare.

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Però è con la Livewire che Harley ha sconvolto il branco. Una naked sportiva dalle linee moderne e per di più elettrica, roba da far urlare allo scandalo…
Una rivoluzione che punta al futuro ma non rinnega il passato e il presente mantenendo comunque come base sempre la produzione di moto a benzina.
Un esercizio di stile ben riuscito, una provocazione per sondare il terreno, ma fatto con la concretezza di un prodotto finito e ben inserito in un mercato in forte espansione.

Livewire VS Street Bob 2

Lo zoccolo duro degli appassionati, non solo del marchio Americano, continuano a identificare Harley Davidson in quel bicilindrico a V di 45° in tutte le sue evoluzioni che è diventato egli stesso simbolo della casa di Milwaukee.
Proprio questo motore, giunto alla cilindrata di 1800 cc, equipaggia tutta la gamma attuale Harley Davidson…elettrico a parte, dopo l’uscita di scena della serie Sportster.

Eccole affiancate, morbida di curve e forme abbondanti la Street e snella e allungata la Livewire, diversissime eppure entrambi capaci di far girare la testa.
Rumorosa e forte della sua presenza l’una, silenziosa e più elegantemente discreta l’altra; due mondi opposti sotto lo stesso tetto.
Assetata di cara benzina la Street Bob con il suo vorace motore e di energia elettrica la Livewire che con un “pieno” di energia difficilmente ci può portare tanto lontano, ma d’altro canto con un costo decisamente irrisorio. Per entrambe ottime e finiture e la componentistica.

Livewire VS Street Bob 3

Due filosofie e stili di vita, ma anche di gusti personali vista un look decisamente classico a confronto con uno moderno e avveniristico.
Un parallelismo inesistente se non con quel marchio glorioso sul serbatoio seppur viaggino affiancate sulla strada, anche qui con sostanziali differenze nel rispondere alla guida del pilota.

Livewire VS Street Bob 5

La Street Bob va guidata godendo della spinta della vigorosa coppia che si percepisce forte in ogni marcia, senza insistere col gas al salire dei giri ma guidando facendo danzare i quasi 300 kg impugnando un manubrio alto (Mid-Ape). Si gioca con il cambio e con la morbida frizione a filo per trovare il giusto rapporto lasciando dietro di se quel sound del bicilindrico voce inconfondibile del bicilindrico a V.
Inutile guidare di forza, le pedane strisciano alla svelta nelle pieghe e la frenata, seppur sicura e sufficiente, non è da super staccata, del resto nemmeno la ciclistica ne l’indole di questa moto.

Livewire VS Street Bob 6

La Livewire invece sfoggia una progressione impressionante con il suo motore elettrico, in sostanza un monomarcia da zero al massimo con una linearità e forza incredibile.
Dimenticatevi cambio e frizione, nemmeno ci sono, pensate solo a girare la manopola destra e gestire la spinta che porta, se si esagera, a vistose sgommate del posteriore nelle partenze.
Un basso manubrio e una seduta tipica delle moderne naked porta a una guida allegra, la ciclistica ben tarata con adeguate sospensioni copia l’asfalto e disegna precise traiettorie incurante del peso di oltre 250 di questa moto elettrica. Una guida dove basta solo concentrarsi sulla strada potendo contare su un impianto frenante davvero prestazionale.

Livewire VS Street Bob 7

Molto simili le autonomie dichiarate per entrambe le moto, che dipendono molto dallo stile di guida ovviamente, circa 250 km, ma se per la Street Bob basta un benzinaio per la Livewire ci vuole una colonnina fast charge o una lenta resa casalinga, questo è probabilmente attualmente il vero problema dell’elettrico.

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Se il vostro spirito è Custom non c’è scelta la Street Bob è la vostra, se vi piacciono le innovazioni tecnologiche e guardate al futuro punterete la Livewire, probabilmente nel box ideale di ogni motociclista ci starebbero entrambe insieme a un’altra almeno decina di moto, ma la realtà è ben diversa e fa i conti anche con i costi che vanno dai poco più di 16000,00 € per la Street Bob al doppio per necessario per portarsi a casa l’Harley elettrica.

Costi che si sa passano a volte in secondo piano quando si parla di passione ma con cui ci si deve comunque confrontare.

Livewire VS Street Bob 8

Scegliete voi quale delle due è il Diavolo e quale  l’Acquasanta….  

Test LIVEWIRE
Test STREET BOB

Foto di Roberto Serati

Abbiamo utilizzato:
Flap: Giacca Clover Bullet Pro – Jeans PMJ Deux – Casco Caberg Ghost Carbon – Stivali Stylmartin Cruise – Guanti Clover WRZ – Intimo SIXS – Occhiali Emblema A_Tom 55
Fagna: Giacca IXON – Jeans PMJ Legend – Caberg Freeride – Stivali TCX Blend – Guanti IXON –Intimo SIXS – Occhiali Emblema A_TOM 55

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