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Martedì, Mar Set 2020

Sono tanti anni che viaggio in moto e so per certo che la valli a fondo chiuso sono poco attraenti per i motociclisti. Infilarsi in un “cul de sac” e ripercorrere la stessa strada due volte, andata e ritorno, suona poco attraente per i mototuristi, che preferiscono decisamente i percorsi ad anello.

Scelta per altro condivisibile ma che spesso “esclude” dai nostri itinerari, valli, siano esse piccole o molto profonde, che meriterebbero la nostra attenzione e che sono per altro molto apprezzate da un altro tipo di turismo che non sia quello su due ruote. La Valpelline, che prende il nome dall’omonimo paese “capoluogo” della valle (o viceversa non ho notizie certe) è una di queste valli a fondo cieco, che come detto sopra erroneamente sono meno frequentate dalle motociclette.

valpelline

Un vero peccato e lo possiamo affermare con certezza dopo averla esplorata. E credetemi va percorsa dall’inizio alla fine, perché se si giudica dal primissimo tratto si abbandona subito l’idea, ma non appena la valle si stringe ancor di più e si inizia a salire di quota la strada diventa tortuosa il giusto, per poi diventare panoramica e davvero godibile in tutto il tratto in costa (vedi video) che ci conduce al lago artificiale di Place Moulin contenuto da una imponente diga che segna anche la fine del viaggio per i mezzi a motore. Per chi invece ama le camminate e le escursioni in bicicletta si può proseguire oltre, molto oltre fin dopo il confine svizzero; la Valpelline infatti è parallela, per un lungo tratto, al confine elvetico.

Percorrendo tutta la strada che alterna fondovalle a tornanti decisi e ripide salite si ha una sensazione netta che sia un luogo tranquillo, tanto che anche il passo si adegua, senza correre, per godere appieno di paesaggi e viste delle montagne circostanti. La valle in alcuni punti è talmente stretta che i baluardi montuosi sembrano ergersi guardiani della tranquillità di questo luogo, facendoti sentire piccolo piccolo anche se provi a importi facendo sentire il sound del tuo motore.

valpelline

Per accedere alla valle si si stacca dalla strada che porta al Gran San Bernardo, e la valle è lunga poco meno di 30 km in tutto. Ci sono però strade e stradine secondarie tutte da esplorare. Ma il mio consiglio è di non avere fretta. Soprattutto quando il caldo estivo attanaglia la pianura (e Aosta stessa). Basta passare il comune di Valpelline, salire di quota e già ai 1600 metri di Bionaz si sta da favola. Se poi il fresco non vi basta ancora in questo paesino c’è un laghetto talmente piccolo e con l’acqua tanto verde che sembra uno di quelli disegnati da un bimbo con fervida fantasia fanciullesca. Si può parcheggiare la moto e in pochi passi sdraiarsi in un prato morbido e accogliente, con il fresco del lago a cullare una finestra di relax.

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Come detto poco sopra la valle è il paradiso per gli amanti delle camminate con percorsi di tutte le difficoltà e livelli, dal “passeggino” per i più piccoli, alle “scalate” per i più esperti. Per i più golosi la fontina prodotta nella valle ha ottenuto il marchio DOP, e vi assicuriamo, dopo un attendo assaggio, che il riconoscimento è stra meritato. Il piatto più conosciuto e la zuppa valpellinese, sicuramente buona ma che appesantisce “leggermente”. Le tappe per degustare la cucina locale non mancano, ma non sono molte, noi abbiamo scelto di fermarci all’Alpe Rebelle (vedi box a fondo pagina).

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La strada è percorribile da motociclisti di tutte le estrazioni, dai più esperti che godranno di una guida dinamica e mai monotona, ai neofiti che godranno rilassati di una bella gita senza mai paura di affrontare tornanti troppo ostici. Insomma che scegliate una “deviazione” in Valpelline all’ interno di un giro ben più ampio, oppure come noi decidete di passarvi quasi un’intera giornata perdendola con molta calma e magari abbandonando la moto in favore di una passeggiata, questa stretta e tranquilla vallata non vi deluderà.
Se non ci credete facciamo così, quando siete in zona fateci una puntata veloce, sono sicuro vi verrà voglia di ritornarci.

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Mangiare e Dormire: la valle offre molta ospitalità per una sola notte o per periodi anche più lunghi. Alberghi, appartamenti e un bel campeggio vi consentiranno di trovare la soluzione adatta a voi; noi ci siamo affidati ad Air B&B scovando uno stupendo appartamento in mansarda a Bionaz.
Per mangiare, posto che adoro sempre un bel panino con mocetta svaccato su un prato, noi abbiamo scelto “Alpe Rebelle”, un bel ristorantino tranquillo (con B&B), in posizione panoramica che coniuga piatti della tradizione con cucina creativa, proponendo un menù variegato e dai gusti sempre speciali e diversi. Inoltre per i più piccoli e giovani dispone di un'area giochi ben attrezzata e di un percorso avventura.
www.alperebelle.com

Gelato Monferraglio: gli appassionati di monferraglia conoscono sicuramente la famiglia Favre, Henry e il padre Alex. Se volete fare una sosta per un gelato speciale o una colazione energizzante condividendo con loro la passione per i motori non dovete fare altro che andarli a trovare al "Pinguino" ad Aosta, proprio vicino all'arco di Augusto. Dite che vi manda aMotoMio. Gelateria il Pinguino, via Mont Velan 3 - Aosta. 

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MOTO DEL VIAGGIO: 
BMW F900XR: Agile, leggera, si trova a suo agio nelle strade tortuose, paciosa ai bassi tira fuori il carattere portando il motore a girare un po' più allegro. Comoda anche nei lunghi trasferimenti autostradali
Triumph Scrambler 1200 XE: carattere e style inconfondibili, mangia volentieri la polvere e su strada si comporta egregiamente nonostante il baricentro alto vada un po' capita. 

A breve la recensione completa delle due moto per cui si ringraziano BMW Motorrad Italia e Triumph Italia 

Foto di Roberto Serati

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Abbigliamento del viaggio

Fagna: Giacca Clover Savana 3, Casco Caberg Horus, Stivali TCX Clima Surround, Jeans PMJ.

Flap: Giacca Clover Netstyle- Casco LS2 MX471 Xtra - Sneakers Stylmartin Atom - Jeans Clover SIS-3- Maschera Ariete Feather

 

Fagna

 

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