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Sabato, Sab Set 2020

Uinter Peak 2.7

Portare dei vecchi motorini a 2750 metri proprio in cima alla vetta Couis1 sopra Pila (AO) potrebbe sembrare a molti una follia.


Infatti solo un pazzo come Alessandro Hans Ansaldi, creatore della Monferraglia, poteva dare corpo alla folle idea di Henry e Alessandro Favre; si proprio quelli del “In America con il Ciao” e altre imprese con i motorini…
Un’idea che ha avuto esordio l’anno scorso con la prima edizione della Uinter Peak “Balla con i Camosci” e che quest’anno ha avuto la replica.
Nonostante le nefaste previsioni meteo che davano  un WE, di quelli veri autunnali, con pioggia costante, quasi ottocento motorini si sono presentati al via insieme ai loro improbabili, non solo nell’abbigliamento, in una uggiosa mattina che ha colorato di grigio il cielo di Gressan (AO)
Grigio come il fumo dei due tempi alla partenza, capace di far svenire Greta Tumberg, come se fosse questo il vero problema dell’inquinamento mondiale.

Uinter Peak Uinter Peak 2.7
Gressan Uinter Peak 2.7


Un grigio in diverse sfumature che si è trasformato velocemente negli sgargianti colori dei variegati mezzi che hanno invaso i sentieri che salivano verso Pila.
Colori splendidi anche nei boschi con infinite gradazioni dal giallo al marrone che seppur a volte nascosti dalle nuvole basse e da una pioggerella sottile hanno saputo rallegrare gli occhi dei partecipanti.
Un percorso per la maggior parte in fuoristrada dove la minima parte dei 58 chilometri aveva un sano fondo asfaltato.
Ben 36 i chilometri in salita, per chi arrivava in vetta al COUIS 1 e 22 in discesa, lungo strade e sentieri impossibili da percorrere con mezzi motorizzati se non in questa manifestazione.
Un dislivello di 1150 metri in soli 36 tortuosi chilometri nei boschi e poi sui crinali dove questi finiscono per lasciare porto alle rocce; le piste da sci della nota località sciistica Valdostana per una volta percorse con gomme.

Guado Uinter Peak
Uinter Peak Pila


Un percorso non impegnativo, se non in qualche tratto, ma con una pendenza crescente con il salire di quota, il che ha messo in difficoltà i mezzi meno prestanti o a punto di motore e/o ciclistica.
Le gomme poi importantissime, soprattutto nell’ultima parte dove fango e neve hanno reso davvero epica la salita alla conquista delle vetta.
Proprio in questo ultimo tratto si sono viste la voglia, il coraggio e la determinazione di raggiungere il punto più alto anche a costo di farsi trainare o spingere il motorino.
Il premi l’adesivo commemorativo “Stambecco 2.7”, peccato che una banale dimenticanza abbia negato a molti di averlo…ma subito sono stati tranquillizzati che potranno ritirare l’ambito fregio alle prossime occasioni.

Panorama Couis 1
Uinter Peak Uinter Peak


Un percorso ben studiato con la possibilità di taglio a Pila (Quota 1800 mt) o al bivio ristoro (2200 mt.) dove è stato instituito un ristoro con gradito the caldo e biscotti, per chi non se la sentiva o non aveva il mezzo adatto per raggiungere la cima.
Altra peculiarità la possibilità di rientrare al punto di partenza seguendo il percorso sempre in discesa cosa non da poco nel caso di guasti al motore.
All’arrivo poi la giusta razione di polenta e salsiccia, con immancabile fontina, per ritemprare il corpo dalle fatiche.
La pioggia che seppur senza mai diventare pesante ci ha accompagnato per tutto il giorno non è riuscita a rovinare completamente il percorso e nemmeno a togliere il sorriso di questa banda di matti che ancora ama giocare con i motorini.

Uinter Peak 2.7

A proposito…noi ci siamo riusciti ad arrivare in cima!

GALLERY



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Flap
Profilo

Abbiamo usato in questa avventura: Casco Caberg Riviera - Parka Tucano Urbano - Pantaloni Macna – Stivali TCX Infinity Goretex – Guanti Alpinestars – Intimo SIXS – Occhiali EmblemaParaschiena Clover