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- Scritto da Flap
Mentre leggete queste righe, sarò probabilmente già a San Francisco.
Cavoli non ci credo nemmeno io! L’America così lontana, un sogno e adesso sto calpestando la terra a stelle e strisce.
Bicilindrico è bicilindrico, ha un suono tutto particolare, seducente, un po' ruspante, è la tatuata delle moto, la ragazza un po' maleducata, l'umorismo tecnico a Borgo Panigale poi le ha regalato ancora più colore chiamando una linea di motori "Testastretta" con riferimento a questioni tecniche, ma facendo pensare a qualcosa con poco cervello, condizione indispensabile per girare la manetta di un attrezzo a due pistoni che tira cazzotti del peso di Tyson alla velocità di Pacman Manny Pacquiao.
Così in un gran premio della Motogp, quello di Germania al Sachsenring, tra i nomi di Marquez, Pedrosa, Rossi, Dovizioso ecc. senti nominare Jonas Folger.
Pensi chi è questo tedesco? Credo che molti di noi si siano fatti questa domanda, soprattutto chi segue le gare da spettatore, appassionato ma non troppo.
Avete in mente l'immagine di quando Gatto Silvestro cerca di passare inosservato in mezzo a un recinto di cani e quelli si svegliano tutti nello stesso momento? E' un po' come mi sentivo io quando mi sono unito al primo gruppo motociclistico tanti anni fa, dove ho conosciuto anche gli attuali compari di avventura, due ceffi che già all'epoca promettevano niente di buono.
E così il mitico ciclomotore della Piaggio, il Ciao, compie 50 anni!
Lanciato nel 1967 e prodotto fino al 2006, oltre tre milioni di esemplari, nasce da un progetto firmato da Corradino d’Ascanio, lo stesso progettista della Vespa e dell’Ape, è spesso considerato sinonimo di ciclomotore.