Un giro in moto, quello come tanti altri, apparentemente normale, due corpi che si muovono in sincrono assecondando le curve della moto con quel contatto, quasi intimo, che la guida impone e che loro due hanno sempre apprezzato.
Nessuna esigenza vera, nessuna fretta, nessuna vera voglia di fare un giro. Solo il guizzo istantaneo di provare ad accendere quel pepato ottavo di litro degli anni ’70.
Fagna, Flap e Wolf, in rigoroso ordine alfabetico, l’età quando si va in moto conta poco e non è certa quella mentale dei suddetti individui seppur di differente età anagrafica.
Ammetto che la prima cosa che mi è venuta in mente, mentre mi veniva comunicato che il colloquio aveva avuto esito positivo, sia stato, mentre un sorriso si dipingeva sul viso, il “Trafiletto” scritto più di quattro anni fa.
Il contachilometri, o meglio il tachimetro, è decisamente utile quando si circola su strada e rappresenta solitamente l’essenziale della strumentazione della moto.