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Così vai via…
Categoria: trafiletti

Un giro in moto, quello come tanti altri, apparentemente normale, due corpi che si muovono in sincrono assecondando le curve della moto con quel contatto, quasi intimo, che la guida impone e che loro due hanno sempre apprezzato.


Un contatto fatto di punti che si toccano di gesti, di pressioni e abbracci che fanno parte del loro comunicare quando il vento della corsa e i caschi non permettono di usare la voce. Indecifrabili agli altri eppure così chiari tra loro.

Ancora una volta come tante lei scende di sella, leggera e agile, si ferma un attimo davanti a  quel cancello che lui conosce da anni, attende il solito sorriso, quello di un’intesa e di emozioni che si rinnovano ad ogni piccolo addio, quello che dura il tempo prima della prossima uscita.

Questa volta però il sorriso non è lo stesso, ha quella malinconia che lo preoccupa, lo intristisce senza che nemmeno sappia ancora il perché.
Uno sguardo che vuol dire addio, ma di quelli definitivi, glielo dice e per quanto la decisione sia per lui discutibile non può che dirle: se vuoi andare vai…

Lo dice con la rassegnazione di chi forse lo aveva percepito, di chi dentro di se ammette di averlo sempre saputo, eppure lo dice mentre quel casco libera gli occhi e quelle labbra che si schiudono appena per dirgli quelle parole che non avrebbe mai voluto sentire.
Lei si incammina sul viale che porta a casa, gli mostra le spalle che spesso ha abbracciato, si volta giusto un attimo, un’ultima volta prima di chiudere per sempre quel sipario dietro di se.

Intanto la moto riparte, sembra anche lei soffrire di questo distacco insieme al pilota, lui ripensa a quel sorriso che solo poche ore prima l’aveva accolto, un sorriso strano in cui non aveva riconosciuto una decisione già presa, lo stesso sorriso con cui è andata via.

La visiera nasconde una piccola lacrima che scende, sarà colpa del vento della corsa….

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