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Superbike Portimao
Superbike Portimao: il ritorno di Alvaro Bautista, ma non basta!
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A Portimao Alvaro Bautista è stato protagonista del suo vero grande ritorno alla Superbike, dopo alcune gare che hanno segnato il suo percorso verso il titolo e dopo le note vicende di mercato che lo hanno visto protagonista, la sua vittoria di Gara2 ha ripreso quel percorso però tardivo ad arginare Jonathan Rea, che anche per questo round se ne va con le azioni in rialzo per questo campionato mondiale Superbike, quinto titolo ipotecato? Largo alla scaramanzia!


In effetti l’incertezza che regna in questa stagione, per lo meno in questa seconda parte, ha pochi precedenti negli ultimi anni, merito sicuramente di Alvaro Bautista e della Ducati, la casa bolognese per aver fatto scendere in pista la cosiddetta “sverniciapovere” e Alvaro per aver improvvisamente interrotto e annullato quella che sembrava una corsa verso il titolo più facile di sempre.

Jonathan Rea Portimao

NON E’ TUTTO ORO (ROSSO) QUEL CHE LUCCICA

La moto di Borgo Panigale ha sì impressionato per motore, ma non esattamente per stabilità e agilità, tra i cordoli non sembra esattamente la moto più rigorosa tra quelle che frequentano la parte alta della classifica, Kawasaki e ora anche Yamaha hanno ben altro piglio e facilità di guida, e i piloti Ducati hanno un bel po’ da fare nel domarla. Anche nelle gare di oggi, al netto della non perfetta condizione fisica di Bautista, le Yamaha e le Kawasaki Superbike hanno limitato i danni proprio nella parte mista del circuito, perché sui rettilinei la differenza è davvero sconfortante.

Viene da chiedersi a questo punto della stagione: Ducati si è giocata l’unico colpo disponibile per tornare al titolo? Difficile pensare a quale reazione meditano le altre case, ma tra un paio di mesi saremo a EICMA e non è impossibile pensare che case come Kawasaki e Yamaha, che stanno investendo molto in Superbike, non porteranno versioni aggiornate e più performanti dei loro motori, versioni che potranno entrare su un rettilineo senza attendere che un fulmine rosso le svernici. Circolano poi voci inquietanti su un mostro che sta nascendo a Tokyo nel quartier generale Honda, leggenda o verità?

Chaz Davies Portimao


LE GARE

Gara1 a senso unico, con Jonathan Rea che scatta fin dalle prime curve e distacca subito i suoi avversari. Resistono per qualche giro i compagni delle prime due file, ma a fare davvero la differenza sono in pochi, e nessuno all’altezza del campione del mondo. Chi dà veramente spettacolo in pista sono le due Ducati, che reduci da una pessima qualifica, mettono in mostra in gara i muscoli. Ci pensa per primo Chaz Davies, che alla prima curva passa da dodicesimo a quinto, uno sparo che servirà al gallese per iniziare la rincorsa al podio, che avrà come unico contendente coriaceo Michael van der Mark, regolato dopo un bel duello all’ottavo giro per poi involarsi verso la seconda piazza. Altro discorso per Bautista, piazzato meglio in griglia ma reduce da un lungo alla prima curva a causa del traffico, ha faticato un po’ a trovare il ritmo, ma precipitato in sedicesima posizione è stato autore di una lunga ed eccitante rimonta, terminata dopo aver regolato le Kawasaki di Haslam e Razgatlioglu in quarta posizione.

Superpole race che parte ancora in favore di Rea, che scatta molto bene dalla linea di partenza e abbandona rapidamente la compagnia dei vari Sykes, Lowes e Haslam. Ma la vera gara anche questa volta la farà Alvaro Bautista, che con una grande progressione, nonostante un partenza non perfetta inizia a risalire la china. Questa volta gli basteranno solo otto giri per regolare i vari avversari, pochi i sorpassi dello spagnolo nella parte guidata, quasi tutti di motore sul rettilineo. A due giri dalla fine si mette quindi all’inseguimento di Rea, ma ormai è troppo tardi, il campione del mondo incassa la seconda vittoria del week end.

Partenza Superbike Portimao

Gara2 che quindi si preannuncia infuocata, Alvaro questa volta parte dalla casella a fianco a Jonathan Rea, si annuncia una gara da protagonista per lo spagnolo, ma la partenza ancora una volta non è perfetta, e alla prima curva gira solo sesto. Davanti a lui le Kawasaki e le Yamaha, tutte agguerrite e pronte al duello, ma lo strabordante motore Ducati sopperisce alle condizioni fisiche precarie dello spagnolo. Dopo cinque giri Alvaro si presenta alle spalle di Jonathan e  Razgatlioglu, un Rea insolitamente poco efficacie, tanto che Bautista li fulmina entrambe in fondo allo stesso rettilineo, un inciampo che Rea, finito dietro al turco, risolve rapidamente rimettendosi alle spalle dello spagnolo. I giri si snodano uno dietro l’altro, con Rea che prova a resistere, una scena già vista solitamente con un finale che porta una decina di secondi di vantaggio al traguardo per Bautista e la Ducati. Ma Rea questa volta molla solo sul traguardo arrivando dietro ad Alvaro di un soffio, quanto basta.

Ciò che di buono per ora non regala la rossa tra i cordoli lo fa il motore di Borgo Panigale, ed Alvaro sa bene come sfruttare al massimo questo tipo di moto, e il timore è che Ducati l’anno prossimo non avrà un altro pilota in casa in grado di domare la bestia rossa.

Razgatlioglu Portimao


AAA PILOTI CERCASI

Superbike che resta in pieno fermento mentre si avvicina al termine, mancano solo tre round e in Portogallo Alvaro Bautista è arrivato da divorziato, già in sella ad una Honda anche se non ancora ufficiale, mentre Toprak  Razgatlioglu è già in configurazione tre diapason. Questi cambi, insieme al passaggio di Eugene Laverty in BMW, liberano diverse selle o lasciano interrogativi, come quello sulla seconda sella ufficiale Kawasaki, destinata prima a Toprak ma lasciata orfana. Restera Haslam? Ma c’è anche la Kawasaki lasciata libera nel team Puccetti, la Yamaha del team GRT lasciata libera da Melandri, la Ducati Panigale del team GoEleven lasciata libera da Laverty, e un manico prestigioso da ricollocare come Alex Lowes. Vedremo se si punterà su piloti che sapranno fare la differenza o su semplici ripieghi.

Prossimo appuntamento per settimana prossima con la MotoGP a Misano, tutti in attesa del primo vero duello tra Marquez e Quartararo.

Wolf

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