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Mercoledì, Mer Ott 2019

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Alex Rins MotGP Austin

MotoGP e Superbike nello stesso week end, dal tramondo all’alba, o viceversa, una giornata piena non solo per i calciofili, infiammano i cuori Rossi, Bautista, Rea, Rins, la Suzuki, ma in MotoGP spariscono i protagonisti.


MotoGP o Superbike, potrebbe essere difficile decidere da dove cominciare, e quindi lasciamo decidere al grado di nobiltà, o semplicemente dove abbiamo più sentito battere il cuore. In MotoGP è stata la domenica di carte rimescolate, dei due protagonisti del campionato che diventano comparse, di un evento che ancora dovremo attendere, e di un grande ritorno che dalla storia della MotoGP mancava.

 

LA MOTOGP AD AUSTIN

I due protagonisti mancati sono Marc Marquez, che sembrava avviato a vincere il settimo Austin di seguito, ma ha lasciato la moto inaspettatamente sull’asfalto mentre era in testa già con un certo margine. L’altro è Andrea Dovizioso, già in difficoltà nelle qualifiche, partito dalla tredicesima casella, si è prodotto in un grande recupero, ma arrivato alla quarta posizione non ha potuto migliorare oltre, rimasto quindi come comparsa a tamponare i danni di una gara nata difficile.
L’evento che dovremo ancora attendere è il ritorno di Valentino Rossi alla vittoria, dominatore della gara, ha abdicato nel finale alle migliori performance della Suzuki a livello di telaio, e alle doti di guida di Alex Rins. Suzuki che torna alla vittoria, un evento che sancisce il ritorno della casa di Hamamatsu nelle marche che contano, capace di costruire una moto a partire dalla maestria telaistica, per poi migliorare passo dopo passo fino ad arrivare, quasi in punta di piedi, ad essere una moto davvero competitiva.

MotoGP Austin Marquez Rossi

Gara che parte all’insegna del dominio di Marquez, con Valentino Rossi che prova a mettersi sul codone, ma che presto inizia a perdere terreno. Marquez ha deciso la strategia, ammazzare la gara il prima possibile. Ma la foga del pilota forse è troppa, al nono giro arriva lungo alla curva 12, cade e striscia per qualche metro. Prova a ripartire ma è tutto inutile. Strada aperta per Valentino, che sembra avere tutto per andare a vincere, sembra avere pista libera. Ma da dietro arrivano due rompiscatole, due irriverenti ragazzini, Rins e Miller. E’ Rins che sembra poter impensierire Valentino, a causa delle doti della Suzuki applicati alla stessa strategia di Rossi, trattar bene le gomme. Gli indugi Rins li rompe a cinque giri dalla fine, quando passa Valentino e prova subito a mettere dei metri.

La gara si decide qui, con un Rossi che fa un paio di errori di troppo nel tentare la rimonta, con i pochi metri di distanza sul traguardo tra i due, le imperfezioni del pesarese sono stati il vero punto in cui Valentino ha perso la gara. Una vittoria storica quella di Suzuki, un ritorno che i tanti tifosi della casa giapponese attendevano.

Classifica che si capovolge, Marquez addirittura quarto, Rins terzo, Valentino Rossi secondo a causa di questa vittoria mancata, e Dovizioso giocando in difesa riesce comunque a prendere la testa del campionato. E’ proprio vero che tutto può succedere.

Risultati e classifiche


Bautista Superbike Assen

LA SUPERBIKE AD ASSEN

Superbike Assen che ha proposto una variazione sul programma, nel sabato il circuito di Assen è stato protagonista di una serie di cambiamenti climatici degni di un b-movie sulle catastrofi climatiche, pioggia, grandine, sole e neve nel giro di poco tempo, tanto da annullare Gara1, per spostarla alla domenica al posto della Superpole Race, un piacevole ritorno ai vecchi tempi, non che la Superpole Race non ci piaccia.

Nessuna variazione invece in pista, dove né i 250 giri motore in meno, ne la tortuosità del circuito di Assen, hanno messo in pericolo la supremazia Ducati contro i vari tentativi di assalto messi a punto da Jonathan Rea, che come ultimo tentativo per verificare quanta fosse la supremazia della moto di Borgo Panigale aveva lasciato posato le sue speranze nel circuito olandese. Tutto molto prevedibile, c’è chi ancora chiosa a favore di questa situazione, arrivando a parlare di difficoltà psicologiche di Jonathan Rea, demolito addirittura, dall’alieno Bautista. Una cortina fumogena stesa ad arte per proteggere gli interessi di chi pasteggia alla corte del re.

Superbike Assen Van der Mark

Se si toglie Bautista nelle prime gare ci sono state una serie di bagarre che hanno coinvolto Rea, culminato oggi in Gara2 dove il nord irlandese è stato battuto anche da Michael Van der Mark, segno che il progressivo annichilimento del duo moto-pilota, Kawasaki-Rea, penalizzazione dopo penalizzazione ha funzionato. Una modalità che di sportivo ha ben poco, che annichilisce il talento, e che sembra sia uno scandalo pensarlo applicato all’ultimo arrivato. Ora che c’è un Rea depotenziato, il gestore si vede arrivare qualcuno libero da vincoli, la mitica zappa sui piedi. Ma ne riparleremo in altro luogo.

Bautista Superbike Assen dietro

Gara1 e Gara2 quasi fotocopia, a tutte le altre, non fosse che in Gara2 Jonathan Rea, partito dalla terza fila, è riuscito rapidamente a portarsi alle spalle di Bautitsa, riuscendo poi a passarlo e a tamponarlo per 5 giri, abbassando i tempi nel tentativo di mettere Bautista in mezzo alla bagarre del gruppo. Ma non è servito, il pilota spagnolo è riuscito a passare e dopo qualche giro a vista di Johnny, a prendere il solito largo. A questo punto però succede l’impensabile, il pilota di casa molto galvanizzato, Michael Van der Mark, riesce a mettersi alle costole del campione del mondo e a tre giri dalla fine a passarlo. Prova Jonathan a ripassarlo, ma si arriva anche al contatto, e alla fine, per soli 18 millesimi, Michael passa per primo sul traguardo.

Non so se è il caso di dire week end di Assen finito o campionato finito, ma a sentire certe voci in questa Superbike a quanto pare abbiamo motogp, alieni, campioni lobotomizzati, ma spettacolo poco. Per qualcuno va bene così.

Risultati e classifiche

 

Ritratto di Wolf