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Superbike Aragon Bautista Ducati
Superbike Aragon: bagarre in pista, ma tutto inutile, è assolo Ducati
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Un dominio annunciato quello della Ducati di Alvaro Bautista sulla pista di Aragon, il binomio mette il sigillo su altre tre vittorie mentre i piloti restanti fanno gara a sé, insieme alla regia della gara che a poco da inquadrare nella testa della gara. Ma qualcosa sta cambiando, anche le altre Ducati sono pronte a monopolizzare le gare.


Non me ne vogliano i tifosi della rossa a quattro cilindri, della bellissima e velocissima rossa, ma non sono nuove le mie critiche a questa Superbike, a questo regolamento, che anno dopo anno, pasticcio dopo pasticcio, dimostra la sua totale inadeguatezza. Dichiarare un successo un'annata in cui dopo 9 gara, il vincitore è sempre lo stesso è davvero imbarazzante, come imbarazzanti sono i commenti di chi cerca di salvare la facciata indicando come responsabile, o eroe, di questo monopolio in Alvaro Bautista, colui che è in grado con la sua maestria a mettere almeno 10 km all'ora in più ad ogni rettilineo, o bruciare qualsiasi cosa di nipponico stia su un tratto di strada più lungo di 50 metri.

Superbike Aragon 1


UN ALTRO FALLIMENTO REGOLAMENTARE

Quanto accade in pista è semplicemente la sconfitta della Superbike e dello spettacolo, qualcuno aveva lanciato l'illusione che in Europa avremmo visto uno spettacolo diverso, e disilluso il pubblico dal missile Bautista, ci si è attaccati al talento da extraterrestre di Alvaro, grande talento si, ma extraterrestre no. Si è tifato per lo sfoltimento giri della Kawasaki di Rea, o della Kawasaki-Rea, e ora si pensa già a quale scandalo sarebbe toccare la Panigale.

I commentatori riescono addirittura a parlare di gara divertente, solo perchè nelle retrovie se le danno di santa ragione dopo aver passato due anni a ridimensionare la moto di Jonathan Rea, fino a costringere la casa di Akashi a modificare il motore di serie per viaggiare meglio ai medi regimi, quello che è rimasto a Kawasaki dopo le varie sfoltite. Nel mentre a Borgo Panigale, sapendo che il target commerciale dei clienti Ducati è un po' più alto, facevano bene i compiti e progettavano un missile da 40.000€, qualcosa che made in giap forse solo Honda si può permettere con una nuova versione della RC. Vedremo di nuovo, a causa di questa pazzia del regolamento stock, schizzare verso l'alto i prezzi delle sportive? I meriti di Ducati restano tutti, quelli di Dorna molto meno.

Superbike Aragon 2

L'equazione è sbagliata e antisportiva fin dall'inizio, non ci siamo mai nascosti, se si sfoltiscono i giri motore della moto che vince di più, si va a sfoltire anche la prestazione del pilota, perchè è sempre il binomio a vincere. Così oggi non abbiamo una Kawasaki penalizzata, ma una Kawasaki più Jonathan Rea sfoltiti anno dopo anno. Il risultato, è la povertà che si vede oggi in pista. A qualcuno pare un risultato sportivo?


LE GARE

Tre gare fotocopia, con qualche attore che cambiava nelle posizioni che contano. Gara1 che vede Bautista scappare subito e distanziare velocemente gli avversari. Dietro il gruppetto dei contendenti vede da subito Alex Lowes, che partito dalla prima fila è riuscito a mostrare il grande progresso della R1 di Yamaha, forza che ha messo in mostra quando 3 giri dopo è arrivato dalle retrovie anche Jonathan Rea. Insieme a Chaz Davies, finalmente tornato nelle posizioni che contano, è iniziata una lunga lotta, in cui davvero Alex Lowes ha fatto pensare di poter mettere alle spalle al traguardo il campione del mondo. Ma è stato nelle fasi finali che tutto si è chiarito, quando Jonathan riesce a imporre la sua forza, e alle spalle si trascina un grande Chaz Davies. Peccato nel finale la caduta Eugene Laverty, pronto a mettere la sua Panigale a bordo podio, ma forse troppa la foga dell'opportunità.

Superbike Aragon 3

Sprint race, o Superpole race, che vede Bautista scappare subito e distanziare velocemente gli avversari. La bagarre alle sue spalle è stata quasi la fotocopia di Gara1, con Jonathan Rea che riguadagna velocemente le spalle di Bautista e si mette alla testa del gruppetto degli inseguitori. Ancora Bagarre con Alex Lowes, ancora una Yamaha molto veloce, ma l'equazione non cambia, se non che questa volta è Lowes a salire sul podio e Chaz a rimanerne ai piedi.

Gara2 con Jonathan Rea che parte dalla prima fila, e che... vede Bautista scappare subito e distanziare velocemente gli avversari. La bagarre questa volta è iniziata molto prima, Jonathan Rea è stato assediato da un nutrito stuolo di moto, compresa quella del compagno Leon Haslam, tornato nelle posizioni podio. Tanti i cambi di posizione, alle quali però ha dovuto rinunciare abbastanza presto Alex Lowes. I nodi sono venuti al pettine solo nel finale, quando Johnny, che sembrava ormai condannato da Davies alla terza posizione, ha dato un ultimo colpo di reni, mettendo un sigillo all'ennesimo secondo posto.

Superbike Aragon 4

COSA POTRA' SUCCEDERE DI NUOVO? FORSE NULLA

La notizia vera è che abbiamo un Jonathan Rea davvero più impiccato, ormai, sfoltita dopo sfoltita, sono un po' i piloti che gli possono stare accanto, un lavoro che ora è difficile quantificare all'inverso, e che visti gli interventi strutturali al motore Kawasaki, anche il rilascio di un po' di cavalleria agli alti regimi non avrebbe grandi effetti. Il campionato è questo, non avremo molto altro di cui parlare, se non una lunga serie di vittorie del duo Ducati-Bautista. Qualche opportunità in più forse ad Assen, quindi, alla prossima.

Prossimo appuntamento con la MotoGP ad Austin la prossima settimana.

Wolf

Ritratto di Wolf

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