Categoria: Sport

Il circuito americano ha dato il responso atteso dalla MotoGP, la doppietta Aprilia in Brasile non è stata un’anomalia, il Bez e Martin hanno davvero cattive intenzioni per la corsa al titolo.

La nuova doppietta Aprilia sul circuito di Austin è un manifesto enorme a caratteri bianchi su sfondo nero, racconta una storia straordinaria nata a Noale, ma anche sullo stato di forma degli avversari, tra rinascite, deblacle e qualche ritardo. Ma è soprattutto sulla squadra di Noale che i riflettori restano accesi dopo la quinta vittoria consecutiva, una squadra che si è finalmente concretizzata in quel progetto che Massimo Rivola aveva immaginato due anni fa, e che per diversi sfortunati incidenti non si è concretizzata nel 2025.

Difficile poi capire quanto sia questa sfortuna, difficile capire se questa Aprilia RS-GP si sarebbe concretizzata in questa forma così competitiva, se a svilupparla fosse stato Martin al posto di Bezzecchi. Marco alla fine si è dimostrata la risorsa più inaspettata e nevralgica per Aprilia, veloce, serio, lavoratore, una volta dismessi i panni di giovane scavezzacollo romagnolo, e vestiti quelli di serio professionista che ha capito che se vuole scrivere una sua pagina di storia nel motociclismo, l’atteggiamento doveva essere un altro.

Aprilia ad Austin poteva sbancare... ma si deve accontentare!

In fondo ad Austin le Aprilia hanno portato a casa una sola doppietta, e va sottolineato il risultato non pieno, la prestazione nella Sprint di Martin, tornato finalmente alla vittoria mettendo in mostra tutte le doti che nel 2025 ci eravamo dimenticati, racconta di un’altra doppietta assolutamente alla portata. Ma è tutto lo squadrone Aprilia che mette paura agli avversari, la gara della domenica poteva diventare il primo incredibile podio tutto Aprilia nella storia della massima divisione, se Ai Ogura non avesse rotto nel finale. Un evento alla portata che ben racconta oggi lo stato di forma Aprilia, che ora dovrà spostarsi in Europa e dare ulteriori nuove conferme, conferme che gara dopo gara dovranno andare avanti fino a questo Autunno, quando capiremo se il total black Aprilia si tingerà di oro.

Il problema sarà capire chi coronerà questo sogno, ad Austin è diventato quanto mai chiaro che il primo avversario di Marco Bezzecchi sarà Jorge Martin, tornato al suo 100% e accasato in un team che ora può dargli una moto migliore di quella che ha lasciato. Incredibile pensare che alla fine della stagione potrebbe lasciare la casa di Noale, ma è anche vero che il 2027 per la MotoGP sarà una pagina bianca, le case ripartiranno alla pari.

Ovviamente in tutto questo non ci si può esimere dall’analizzare le prestazioni Ducati, improvvisamente messa in difficoltà da vari fattori, primo fra tutti da un’Aprilia così competitiva. Ma la GP26 sembra pagare dazio anche per uno sviluppo non ancora perfetto, lontano dalla facilità con cui stava in pista la GP24, o forse così la fa sembrare la moto di Noale. Non si può però non notare un Marc Marquez che pasticcia per tutto il week end, un Di Giannantonio che sembra improvvisamente il miglior interprete di questa GP26, quarto in gara, quarto in campionato, e un Pecco che finalmente si affaccia alle posizioni che una volta erano casa sua, anche se non è nuovo a buone prestazioni ad Austin.

Ducati deve fare i conti con un avvio difficile, mentre medita sul talento di Pedro il magnifico.

Qualcosa non è ordine in casa Ducati, ma non si possono lanciare allarmi in un campionato arrivato solo alla terza data, con altri 19 week end da disputare. Conoscendo le risorse Ducati e quello che può mettere in mostra Marc Marquez, è ancora presto per preoccuparsi. Siamo ai blocchi partenza, a Borgo Panigale sanno che devono solo lavorare a testa bassa.

In mezzo a tutta questa bolgia c’è lui, Pedro Acosta, con il suo talento incredibile che riesce sempre a ricavarsi un posto in mezzo a questa bolgia di cavalli italiani. Pedro è un predestinato a scrivere pagine di storia di questo sport se solo avrà la moto giusta per giocarsela alla pari con gli avversari, su questo non ci sono dubbi, facile comprendere perché Ducati lo voglia nel team ufficiale, il giovane spagnolo potrebbe davvero essere il futuro della MotoGP.

La MotoGP fa baracca e burattini e si trasferisce in Europa, per farlo il carrozzone ha bisogno di ben 4 settimane, nel frattempo ci terrà compagnia la Superbike… ma non prima di tre settimane.

 

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