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Sabato, Sab Nov 2020

Jonathan Rea campione del mondo

Il doppio appuntamento della MotoGP ad Aragon e della Superbike all’Estoril regalano tante emozioni e tante sorprese, Jonathan Rea sesto titolo di fila, una Suzuki torna in testa al motomondiale.


Essendoci di mezzo la Superbike è stato un week end lungo e intenso, titolo della Superbike a parte assegnato il sabato, sono state le gare della domenica ad infiammare le emozioni degli appassionati e a regalare grande spettacolo.

Alex Rins e Alex Marquez


MOTOGP SENZA STELLE

La MotoGP ha visto proclamare l’ennesimo vincitore di quest’anno, ormai si fanno fatica a contare e se da un lato può essere divertente, dall’altra è un po’ crea un po’ di imbarazzo la mancanza di un campione capace di staccare tutti. Questo Fabio Quartararo, unico ad aver vinto più di una gara, è preda di strani tic nervosi, alcuni dei quali lo portano a vincere le gare, altri lo portano sul fondo della classifica come accaduto oggi. Questa volta però il tic ha avuto effetti ben peggiori dei precedenti, grazie ai suoi zero punti e alla stoica continuità di Joan Mir, il francese deve cedere il primato in classifica MotoGP al giovane maiorchino. Difficile dare un giudizio su questo campionato nel suo intero, confusione a parte accontentiamoci di vedere quattro piloti nel giro di pochi punti, e un finale di stagione che si preannuncia incandescente.

E’ chiaro che ci piacerebbe vedere una Ducati protagonista, magari con un Andrea Dovizioso in sella, è un classico che Golia Ducati debba apparire il cattivo della situazione contro Davide Andrea Dovizioso, qualcosa di visto oggi in Superbike, ma purtroppo ci tocca prendere atto che il nostro pilota rema affannosamente, mentre dalle retrovie al suo posto spunta un giovane Alex Marquez, ormai etichettato come l’ombra di suo fratello, per la seconda gara consecutiva agguanta il podio non fortunosamente, ma convincendo, e regalandoci quel sogno che dovrebbe essere colorato di rosso. E’ nata una stella?

Joan Mir

Gara davvero splendida, divertente e piena di emozioni. Partita all’insegna della Yamaha con Vinales, Quartararo e Morbidelli davanti, ha cambiato presto faccia dopo che un ottimo Alex Rins, che si è presentato quinto alla prima curva recuperando diverse posizioni, ha iniziato a recuperare posizioni. Quello che è apparso molto chiaro sono le possibilità offerte dalla ciclistica davvero affidabile e maneggevole della Suzuki, mettendo in fila prima Morbidelli, e poi anche Quartararo. Il tutto si è consumato al sesto giro, momento dal quale Quartararo ha iniziato ad affondare. Due giri dopo Rins abbatte anche le difese di Vinales e si mette saldamente al comando. La gara sembrava ormai segnata da una battaglia per il secondo posto tra Vinales e Mir, ma dalle retrovie spunta l’impensabile. Siamo tutti rimasti incantati dalla guida del giovane Marquez, in grado di inseguire, copiare e migliorare le traiettorie di una Suzuki cosi efficacie con una Honda reputata così difficile.  Regolato Mir restano sei giri per attaccare Rins e il giovane Marquez sembra averne abbastanza, sembra cosa fatta, sembra destinato a vincere il GP di Aragon, ma a due giri dalla fine un inciampo mette a rischio la bellissima gara del giovane Alex, il quale prova a rimettersi in corsa, ma il grande momento è passato, i battiti degli appassionati sono a mille, ma la gara va alla Suzuki.

CHAZ DAVIES EMOZIONA TUTTA LA SUPERBIKE

In Superbike le cose sono davvero di altro tono, un week end iniziato male per i due capolisti del mondiale, con Redding e Rea caduti in qualifica e quindi relegati indietro sulla griglia di partenza. Due protagonisti che si dovevano giocare gli ultimi rimasugli di un campionato, l’ultima difesa arroccata di uno Scott Redding che ha dato buona prova di sé nel suo primo campionato mondiale Superbike. Ma come tutti gli avversari opposti a quel mostro di Jonathan Rea, manca sempre qualcosa al contendente del momento, la continuità.

Chaz Davies

Un week end che doveva essere l’acuto finale di Jonathan Rea, la celebrazione del sesto titolo mondiale, ma anche la sua centesima vittoria della sua carriera in Superbike. Le cose però non vanno sempre tutte dritte, nemmeno al pilota più deciso e più convinto dei propri mezzi della storia della Superbike. Quella partenza dal fondo della griglia complica un po’ tutto, Johnny però ha in testa di risolvere tutto memore di quel pasticcio che furono le partenze a griglia rovesciata. Se il destino lo avesse voluto.

Così rispunta Toprak e rispunta soprattutto Chaz Davies. Il gallese che verrà annoverato dalla storia come il pilota più ducatista dell’epoca Panigale, prima di fare le valigie trova il tempo per un grande acuto, trova il tempo per ricordare a tutti che resta il terzo miglior pilota del mondiale, trova soprattutto il tempo di mostrare al mondo l’affetto che ha per lui tutta la gente che lavora per lui, mentre Ducati decide di tentare la fortuna con il giovane Michael Rinaldi. Chaz ci ha emozionati, ci ha convinti, ci ha fatto sognare perché come strapazza lui una Panigale, non lo fa nessun altro.

Gare brevi da raccontare, perché in Gara1 e Superpole Race parte davanti Toprak Ragzatlioglu e sembra improvvisamente elevarsi sopra ogni pilota, come avrebbe voluto Yamaha nel resto della stagione. Fa gara da solo e vince in sicurezza. Partito dalle retrovie entrambe le volte Rea cerca di riagguantare la vetta, ma ogni recupero termina ai piedi del podio quando la sua Kawasaki inizia ad avere il fiato corto. C’è solo il tempo di festeggiare a termine di Gara1 il sesto titolo mondiale di seguito di Jonathan Rea con lo slogan “six in a row”.
Gara 2 invece diventa una grande ammucchiata di emozioni, la griglia si modifica, le foto del serbatoio di Chaz Davies firmato da tutti i meccani Ducati, e il semaforo pronto a spegnarsi. Partiti Toprak prova di nuovo a fare l’assolo, ma questa volta si oppone Chaz, a cui frulla la meravigliosa idea di chiudere l’avventura Ducati con una vittoria. Davies quindi si mette davanti, ha il passo per fare la differenza, ma dietro inizia la rincorsa dura, agonistica, decisa di Jonathan Rea per agguantare quella mitica centesima vittoria che suggellerebbe una stagione tanto anomala quanto grandiosa. Johnny ci prova con Toprak, il turco non è questione da poco, ma al nono giro mentre prova a infilarlo fa il suo secondo errore in stagione, la moto va via, scivola, cade, poi si rialza e riparte. Ma il record è rimandato al prossimo anno. Da qui in poi è solo una lunga emozionante cavalcata di Chaz Davies verso la vittoria, e anche se dietro Scott Redding risale e combatte per la seconda piazza del podio, solo Chaz raccoglie le emozioni di tutti gli appassionati.

Scott Redding

Campionato finito in Superbike, mentre in MotoGP tutto è ancora possibile la stagione delle derivate chiude la copertina e si sposta con la mente verso il 2021, con il “paradosso Ducati” che ci fa chiedere cosa ne sarà di due dei migliori piloti dei mondiali, da Andrea Dovizioso e Chaz Davies avremo due disoccupati di lusso? Siamo in attesa di sapere se questo magnifico pilota troverà una sella per poter competere per il titolo, non solo per correre, difficile pensare che nessuna delle squadre di primo livello abbiano preferito piloti alle prime armi o da puntata secca sulla fortuna ad un cavallo di razza come Davies, ma tutto è figlio di una Superbike che “deve” restare povera, la serie B, e che quindi assolda piloti per quanto poco vogliono per correre e non per il valore che possono portare.

Chaz Davies e Alex Marquez sono i re di questa domenica, per le prossime grandi emozioni dovremo però attendere solo una settimana, quando rivedremo il motomondiale ancora sulla pista di Aragon.

Michele Rubin (Wolf)

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