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Superbike Thailandia Alvaro Bautista
Superbike Thailandia: assolo Ducati e qualche polemica
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Dominio Ducati con Alvaro Butista che sul circuito thailandese di Buriram lascia solo le briciole agli avversari e a Jonathan Rea, che nonostante una strenua resistenza e a un piccolo serbatoio di fiducia residua cede su tutte le gare senza poter reagire. Bene la Yamaha di Lowes in forte crescita, deludono le altre Ducati. Polemica tra Rea e Bautista, per uno scontro in Gara1, Bautista "Rea ha cercato il contatto", Rea "normale episodio di gara".


Non c’è da stupirsi se le polemiche montano nel mondo dei tifosi della Superbike, era già accaduto nelle stagioni dominate da Jonathan Rea, e se un dominio è mai sembrato netto è il caso di questo di Alvaro Bautista. E’ indubbio e chiaro a tutti che il pilota in questo caso fa la differenza, mettere insieme i pezzi del puzzle non è facile, Alvaro e la sua Panigale là davanti distante più di 10 secondi, mentre le altre quattro cilindri di Borgo Panigale che annaspano in mezzo al gruppo. Senza Bautista si griderebbe al fallimento della 4 cilindri, ma la strategia di Borgo Panigale non è mai stata tanto azzeccata. Licenziato a fine della scorsa stagione Melandri, si era gridato allo scandalo, al cambio incestuoso, ma evidentemente qualcosa andava prendendo forma.

Superbike Thailandia Jonathan Rea


ALVARO FA LA DIFFERENZA

Una Superbike come abbiamo già detto con molte caratteristiche di una MotoGP, con tutti i dovuti distinguo e senza proferire blasfemie, ma il talento di Alvaro e la sua propensione a guidare questo tipo di moto sta facendo la differenza. Il talento di Alvaro sta nello scendere da una moto affilata come una lama, tipico di una MotoGP, e salire su una moto che si muove, scalcia, un po’ si impunta imbizzarrita, e guidarla con quel tocco leggero del pilota talentuoso. Il motore è tanto, ma gli altri piloti Ducati dimostrano che non basta, metterla in imboccatura di rettilineo in modo che sfrutti tutta quella cavalleria non è cosa per tutti.

Resta il fatto che di motore ce n’è tanto, Jonathan Rea non è secondo per talento allo spagnolo, lo dimostra quando finiti i rettilinei c’è da guidarla questa Ducati, dove un come un macabro presagio si vocifera che il margine di miglioramento è ancora tanto. Guide diverse quelle dei piloti dei due mondi, Johnny più pulito e classico, ma con una staccata che riesce a recuperare anche le accelerazioni Ducati, Alvaro più MotoGP con la gomma posteriore che spazzola abbondantemente in inserimento di curva.

Solo le piste europee ci daranno il verdetto finale, Buriram con i suoi lunghi rettilinei era annunciato come il paradiso dei cavalli Ducati, lunghe strisce d’asfalto dove lasciar liberi i tanti cavalli, e i tanti giri motore, della rossa. Da Aragon la cosa potrebbe cambiare, c’è si un lungo rettilineo sulla pista spagnola, ma il resto del tracciato è molto guidato, e le staccate fanno la differenza. Seguirà poi l’università dei circuiti, il TT di Assen, dove la parte guidata è fondamentale, e solo con questo circuito si potrà capire se lo stra-potere di Ducati è totale. I solo 250 giri di penalizzazione che potrebbe ricevere la Panigale, appaiono ben poca cosa rispetto alla differenza di velocità messa in mostra sui rettilinei e in accelerazione.

Superbike Thailandia gruppo Yamaha


LE GARE

Gare con poca varietà, se non la prima metà di Gara1, dove a causa di una brutta partenza di Bautista, Rea è riuscito a mettersi in testa e a fare il ritmo per metà gara, complice una toccata tra i due piloti, che ha fatto scattare un po’ di polemica tra i due sui diritto di precedenza e che ha destabilizzato per qualche giro Bautista, ma il tempo di rimettersi in carena, riprendere il ritmo, e quindi riagganciare la Kawasaki di Rea per portarsi in testa. Da lì è stata la solita cavalcata trionfale. Alle spalle dei due è lo squadrone Yamaha che ha dato spettacolo, con una piccola bagarre che ha coinvolto Leon Haslam, meno a suo agio che a Phillip Island.

Superpole Race dove Rea aveva promesso di dare più battaglia, ma la partenza di Bautista questa volta è stata impeccabile, e già dopo un paio di giri è apparso chiaro che non ci sarebbe stata nessun tipo di lotta. Gara che però termina al settimo giro, interrotta da una bandiera rossa per un incidente che ha coinvolto Leon Camier e il pilota di casa Warokorn, entrambi trasportati all’ospedale per accertamenti.

Gara2 senza nessuna storia, la partenza di Bautista ha avuto una sola incertezza alla prima curva, ma poi è continuata nei migliori dei modi, mettendosi in testa alla gara con un passo troppo diverso per Kawasaki, ma anche per un Alex Lowes davvero a suo agio a Buriram, con questa Yamaha che sta dimostrando di essere la moto più confortevole per qualsiasi pilota, tanto da focalizzare la regia tra le moto in blu e la Kawasaki di Leon Haslam, dopotutto le galoppate delle prime posizioni erano quasi delle passerelle. Un peccato invece la caduta di Chaz Davies, che sembrava potersi affacciare alle prime posizioni, battagliando con lo squadrone Yamaha e dando l’impressione di potersene liberare, fino alla caduta al giro otto.

Superbike Thailandia Rea vs Bautista


IN ATTESA DEL VERDETTO

Round della Thailandia terminato, il verdetto è forse più impietoso di quello di Phillip Island, ma un Jonathan Rea non ancora domo fa segno alla telecamera che se ne riparla al prossimo round, ad Aragon, il pilota nord irlandese non si arrende, ma la stessa fiducia l’aveva mostrata per la Superpole-Race.

Deludono un po’ di piloti in questo round, Sykes e la BMW con problemi e cattive prestazioni, le altre Ducati non brillando, con Davies che lotta con la propria moto e seri problemi tecnici su quella di Eugene Laverty che gli impediscono di disputare la Superpole Race e Gara2. Ancora in cattiva evidenza le Honda, che per ora mostrano segni di miglioramento dalle cure di HRC. Continua invece a convincere Marco Melandri, che mostra si gli stessi problemi di sbacchettamento dello scorso anno, ma che nel misto è a suo agio e battaglia con le moto ufficiali.

 

Superbike Thailandia Bautista pit lane


Piccola parentesi per il palinsesto Sky, per ora molto limitato, si può dire essenziale. Sul canale MotoGP è possibile rivedere le gare più volte nella giornata, ma manca qualsiasi tipo di approfondimento.

Prossimo appuntamento con la MotoGP tra due settimane per la gara in Argentina, in attesa che la corte d’appello dell’FIM si pronunci sulla questione Ducati.

Wolf

Ritratto di Wolf