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Ducati Panigale Superbike
Superbike Australia: è terrore rosso Ducati
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Partito come uno sparo questo 2019 per il campionato mondiale Superbike, l'accoppiata della MotoGP cala in Superbike e fa il vuoto, la derivata Ducati dalla MotoGP e il pilota MotoGP Alvaro Bautista mettono quasi in imbarazzo gente del calibro di Jonathan Rea e moto pluripremiate come la Kawasaki ZX10RR. Tutto lecito o qualcosa da ritoccare?


Qualcuno parla di polemica sterile ancor prima che prendesse il via questo campionato, quasi già lo sapesse, c'è chi deve difendere a spada tratta qualsiasi scelta fatta dal gestore, a noi interessa solo dare un'occhiata a risultati e gare. Se da una parte è stato imbarazzante vedere Kawasaki e Ducati sbucare sul rettilineo con la moto di Borgo Panigale partire con una specie di turbo che imbarazzava la Kawasaki, va riconosciuto che dal punto prestazionale altre moto della stessa casa non hanno poi fatto tanto bene. Quindi dov'è la verità? Difficile dirlo, ma quei calcoli strani che fa Dorna per misurare le moto forse qualche problemino ce lo hanno, se poi arriva un pilota dalla MotoGP, che si trova sotto al sedere una derivata dalla MotoGP con giri motore un po' sconosciuti agli altri, i giochi sono quasi fatti.

Superbike Australia 2019 01

Ma è tutto così netto? E quindi il miglior giro del week end staccato da Rea nella Superpole Race?

Non è ancora ora di dare dei giudizi, la stagione è al primo round e Jonathan Rea con la Kawasaki hanno dimostrato di saperci fare dove c'è il guidato, saranno i vari circuiti a decidere quale sia la situazione reale, non per dover contingentare la Panigale V4R, ma perchè Kawasaki potrebbe ricordare a Dorna che ha passato gli ultimi anni a tagliargli la testa. Se i primi sorrisi per il team Ducati sono stati pieni di gioia e di fervore, dopo la seconda e la terza è quasi sembrato che lo stesso Bautista avesse mangiato la foglia.

Superbike Australia 2019 02


GARA1

Gara1 a senso unico fin dalla prima curva, con lo spettro che aleggiava nell'aria già da diverse settimane, un fantasma rosso e giallo, quello della nuova quattro cilindri di Borgo Panigale e di Alvaro Bautista che si involano e lasciano atterrita la compagnia degli inseguitori. E' la sensazione che ne abbiamo un po' tutti ricavato da questa gara, moto e pilota da MotoGP che irrompono nella Superbike e fanno la differenza. Alvaro ha fatto gara a sé tanto da costringere la regia a non inquadrarlo quasi mai. Dietro invece la bagarre c'è stata, e tanta, Jonathan non è stato il solito perentorio re, complice incredibilmente il suo compagno di squadra Leon Haslam, che da comprimario designato si è trasformato in rompiscatole appiccicoso. Il tutto fino al 13° giro quando Leon cade. Dietro invece si sono alternati diversi piloti, Lowes, Razgatlioglu, Sykes, Melandri, ma a infiammare le folle è stato il solito Macho in versione Phillip Island, che nel finale di gara ha bruciato Sykes e Razgatlioglu, per poi duellare fino al filo di lana per salire sul podio.

Superbike Australia 03


SUPERPOLE RACE

Superpole Race che ha offerto il preludio di quello si vorrebbe un confronto lungo una stagione, partiti dallo start subito aggressivi, Jonathan Rea e Alvaro Bautista non hanno lesinato centesimi e millesimi ad ogni curva per mettere in campo la propria supremazia, o meglio Alvaro cercava di imporre il nuovo potere rosso mentre Jonathan tentava di mettere in mostra i muscoli, e che muscoli. Sono serviti sei giri ad Alvaro prima di conquistare quei metri che gli sono serviti per arrivare tranquillo al traguardo. Ma è stata proprio questa gara a mettere in mostra qualcosa che farà molto discutere, lo strapotere dei 16350 giri del quattro cilindri Ducati in termini di accelerazione e velocità di punta, sverniciando in maniera imbarazzante la Kawasaki pochi metri dopo essersi presentati sul rettilineo del traguardo. Solo lo stile e la staccata di Jonathan Rea hanno limitato i danni.

Superbike Australia 04


GARA3

Non credo nessuno si attendesse sorprese, le prime due gare avevano già dato chiare indicazioni, tanto da renderla quasi inutile all'interesse del pubblico. Con la griglia determinata dalla Superpole Race per Alvaro è stato uno scherzo prendere il comando e scappare. Il risultato era talmente scontato che è quasi sembrato che nessuno avesse intenzione di seguirlo. I piloti da Rea in poi, con moto quasi ormai livellate, hanno passato buona parte della gara a battagliare. Rea, Haslam e Lowes sono stati protagonisti di una lotta durata tutta la gara. Una lotta che ha messo ancora più in luce le capacità e il talento di Leon Haslam, arrivato per fare il comprimario, ma che del comprimario ha ben poco. Dietro sono stati tanti gli avvicendamenti di posizione, se lo squadrone Yamaha è apparso consolidato con Van der Mark, Melandri e Cortese, hanno potuto mettersi in mostra parecchi piloti, ma si è finalmente affacciato alla classifica che conta quel Chaz Davies che tanto è mancato nei test e in questo avvio di campionato, chiudendo settimo.

Primo round chiuso con un verdetto netto, niente di irreparabile se si pensa che anche lo scorso anno a Phillip Island, Jonathan Rea aveva accumulato parecchio ritardo, ma le sverniciate sul rettilineo non se le dimenticherà nessuno. Dorna potrebbe avere una grossa gatta da pelare, a volte la prima impressione non è sbagliata, l'accoppiata Bautista Panigale potrebbe uccidere il nuovo campionato?

Wolf

Ritratto di Wolf

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