DUCATI STREETFIGHTER V2 S
Categoria: Le nostre prove

Una Ducati nuda che non si chiama “Monster”, ma che incarna tutto il DNA di Borgo Panigale.

Questa nostra prova della Ducati StreetFighter V2 S è stata volutamente organizzata subito dopo il test della Multistrada V2 S (click qui) per apprezzare ancora di più il comportamento e la resa del nuovo motore a fasatura variabile 2025 declinato su due moto nella sostanza molto diverse, ma con alla base un denominatore comune: il divertimento. Questa Streetfighter V2 S si presenta al pubblico con quanto di più scandaloso possa inorridire i puristi del marchio bolognese…non c’è più il telaio a traliccio e non c’è più il Desmo, ma basta salirci in sella per capire di che pasta è fatta e quanto ci possa far divertire.

streetfighter v2

Che sia stata pensata e disegnata per essere una vera combattente della strada è chiaro fin dal primo sguardo. Linee affilate, codone che sfugge via verso l’alto e che spinge lo sguardo sull’avantreno che sembra tutto carico in avanti ad affrontare la strada e a mordere le curve.  I due scarichi “appesi” alla coda, belli e corti fanno tanto superbike, mentre il serbatoio si inserisce in una parte frontale compatta con tanto di puntalino che punta verso terra e che completa un disegno dell’anteriore ulteriormente affinato nella versione 2025. Sarebbe un errore pensare distrattamente che poco cambi dalla V2 della versione precedente perché se il family feeling è chiaro e indiscutibile, i particolari estetici diversi non sono pochi e il rinnovamento contribuisce ad un design della moto ancora più piacevole, posto che come diciamo sempre i gusti sono decisamente personali.

ducati

Come accennato poco sopra sulla V2 2025 la vera rivoluzione sta nel cuore pulsante della moto, quel propulsore a fasatura variabile che tanto ha fatto discutere, ma che ci ha incredibilmente stupito durante la prova della Multistrada V2 S (click qui).
Senza dilungarci troppo in confronti che a poco servono, la versione precedente montava un  motore 955 da 150 cv circa con una ciclistica e una erogazione pensata più per i cordoli di una pista, mentre nella versione 2025 la cilindrata scende a 890 cc, con una potenza di 120 cv, con una erogazione e una gestione generale del mezzo decisamente stradali e a nostro parere questo è molto apprezzabile. Insomma la V2 versione 2022 era di fatto una maxi o almeno cercava di inserirsi in quel segmento li, mentre la versione 2025 si avvicina più alle medie, con tutte le positività che questo comporta per un utilizzatore “normale” di questo tipo di moto, il motociclista che vuole divertirsi tra le curve, ma anche utilizzare la moto tutti i giorni per gli spostamenti quotidiani o per portare a spasso il passeggero….ah no questa V2 S esce con il monoposto di serie, naturalmente con kit passeggero disponibile after market.

streetfighter v2

Il motore a fasatura variabile regala una erogazione decisamente più fruibile ai bassi e medi regimi che sale fino a 10.000 giri con una buona schiena, con il solo compito di farci divertire in qualsiasi contesto noi la si voglia portare.
Quindi è una moto facile? Per neofiti? No, non stiamo dicendo questo, il V2 spinge e spinge bello forte, gestito però da un’elettronica raffinatissima derivata dalle corse che rendono la StreetFighter V2 S 2025 una moto utilizzabile, anzi pienamente godibile, da una percentuale di pubblico davvero più ampia rispetto al modello precedente.

Lo dicono anche i numeri, 120 cv a 10.750 giti, 170 (leggi bene centosettanta) Kg di peso a secco, 93,3 Nm di coppia a 8.250 giri ma con il 70 % disponibile già a 3.000 giri e una ciclistica rinnovata fanno sì che per il “motociclista normale” che c’è in me questa moto si sia rivelata divertentissima e senza mai mettermi in difficoltà tanto da indurmi ad usarla tutti i giorni durante il test, anche se il meteo è stato piuttosto inclemente proprio in coincidenza dei giorni di prova.

E’ stato ulteriormente migliorato il comfort a bordo anche attraverso l’utilizzo di un manubrio più largo che si inserisce nella triangolazione con pedane e sella in una configurazione più volta al comfort che non alla sportività pura. La suddetta triangolazione ed in generale la ciclistica è stata modificata anche grazie alla rotazione del propulsore di 20° verso l’alto che ha consentito così di “guadagnare” spazio a favore dell’ergonomia del pilota.

Pilota che viene accolto da una sella ampia e confortevole ma che va rastremandosi verso il serbatoio, anche questo più stretto in corrispondenza dell’incavo per le gambe. Questo si traduce in un maggior controllo dinamico della moto con le gambe che fasciano bene il serbatoio, ma anche nella possibilità di poggiare bene i piedi a terra senza dover fare i conti con una larghezza sella molto ingombrante; dato che chi scrive non è esattamente un gigante, questa soluzione è molto apprezzata e dona sicurezza anche nelle manovre da fermo o a bassissima velocità favorite anche dal già citato largo manubrio.

streetfighter v2 s

INTIUTIVA, AGILE, VELOCE

E’ una Ducati, tu pensi e lei lo fa. Il suo terreno di caccia sono le strade curvose (ma alcuni colleghi l’hanno portata anche in pista con somma soddisfazione), dove la sua agilità è sfruttabile ai massimi livelli. Come detto l’allungo del motore è notevole, ma a noi poco importa di andar forte sul dritto, ciò che notiamo con più interesse è la coppia e il comportamento dinamico tra le curve, che sono tra i punti di eccellenza di questa V2 S versione 2025.
Sulla versione “S” per i palati fini che apprezzano anche il più piccolo particolare di resa ciclistica troviamo un pacchetto sospensioni Ohlins, con steli da 43 alla forcella anteriore completamente regolabili, cosi come Ohlins è il mono posteriore con la (bellissima) particolarità di essere posizionato in orizzontale sul fianco sinistro della moto; il sistema sospensioni è concepito a favore di comfort assorbendo le asperità dell’asfalto senza pregiudicare troppo la salute “muscolo-scheletrica” del pilota, ma le infinite regolazioni fanno sì che il sostengo quando si inizia a fare sul serio sia da vera sportiva.

street fighter V2 s

Il “gommone” posteriore è da 190, che se da un lato per alcuni può penalizzare un po’ l’agilità, che in questa moto troviamo in quantitativo notevole, dall’altro regala un appoggio in curva sempre sicuro, anche per i più conservativi come il sottoscritto, aumentando ancora di più il piacere di guida e di sicurezza percepita…si entra in curva con un buon appoggio e si dà gas presto, sicuri che l’impronta a terra dello pneumatico ci garantisce di uscire di curva come fulmini con tanto margine.
E se parliamo di piacere puro di guida senza troppi pensieri l’elettronica della V2 S è quanto di più desiderabile. I sistemi di assistenza alla guida non sono mai invasivi, ma concepiti per strapparci un sorriso in ogni condizione, consapevoli che anni di storia e sviluppo nelle corse sono alla portata di mano di ogni cliente Ducati. La piattaforma inerziale IMU a 6 assi governa un pacchetto completo fatto di ABS con funzione cornering ( e slide by brake, ma non fatelo su strada), Ducati Traction Control, wheelie control, Egine Brake Control (fighissimo) e il velocissimo e precisissimo cambio Ducati Quick Shifter versione 2.0, gemello di quello usato sulla sorellona V4.
Interessanti altri due “giocattoli” quali il “Pit Limiter” che fa tanto corse e racing e il Ducati Power Launch che permette partenze fulminee in totale sicurezza….sai caso mai andando al lavoro volete lasciare di stucco il solito “minotaruro” che vi sgasa davanti alla faccia per mezz’ora ad ogni semaforo. Battute a parte, se utilizzato su tratti di strada in totale sicurezza o meglio in pista il Launch control è davvero divertente.
A completamento di tutto il pacchetto ci sono 4 riding mode: Wet, Road, Sport e…Race. Il più godibile? Per chi scrive Road, ma chiederemo l’assoluzione nel confessionale per aver “pirateggiato” nel traffico milanese selezionando “race”. Scelta più da sboroni che di utilità...ma si sa di base il motocilista deve avere un po’ di sana ignoranza di fondo. Sbaglio?

Ultimo, ma assolutamente non per importanza, il sistema frenante made in Brembo con due dischi anteriori da 320 e pinze monoblocco M50.

CONCLUSIONI

Premesso che recentemente non ho avuto la fortuna di guidare la sorellona “V4”, ho riconsegnato mal volentieri questa Street Fighter v2 S 2025. E i motivi sono tanti. Intanto stilisticamente ci piace un sacco con l’anteriore aggressivo e la parte posteriore leggera con i due scarichi SBK…a proposito per altro mica tanto educati seppur omologati: agli alti regimi ne esce una voce di scarico rauca, coinvolgente, adrenalinica, cui fa da contralto il suono di aspirazione deciso che non ricordavo dai tempi d’oro delle Ducati che ormai possiamo definire classiche. Per i più esigenti c’è anche lo scarico Racing che diminuisce il peso totale della moto e aumenta i cavalli ma personalmente sono in dubbio se ne valga la pena.
Tornando alla V2 S della prova si è rivelata una moto davvero equilibrata, divertente,  capace di strappare sorrisi e soddisfazioni  in ogni singolo istante di guida. Leggera, poco impegnativa anche nel traffico di tutti i giorni, diventa una giostra tra le curve con quel sapiente mix già descritto tra ciclistica, elettronica ed erogazione motore. Se il V2 a fasatura variabile già sulla Multistrada ci aveva impressionato pensate a che sensazione può regalare su una moto con almeno 30 kg in meno di peso complessivo. 
Insomma possiamo stare qui a dibattere giorni e mesi su “quel motore li” o su quella “tipologia di moto li”, ma di base, prima di dare giudizi lapidari la Street Fighter V2 S 2025 andrebbe provata…a vostro rischio e pericolo però…il colpo di fulmine è lì nascosto in ogni singolo colpo di gas!

Tutti i dati tecnici sul sito Ducati 

Foto di Cristina Pertile

Abbigliamenti del Test: Giacca Clover Rainblade - Jeans Clover Sys pro-light - Casco CGM 330 RIOT - Scarpe Eleveit Discover WP - Guanti Clover

 

GALLERY

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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