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Benelli Leoncino 500
Benelli Leoncino - Test aMotoMio
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Benelli Leoncino…di grazioso e “coccoloso” ha giusto il nome, perché poi di grinta ne ha da vendere e anche un bel po’. Naturalmente il nome non è solo evocativo ma volutamente e  fortemente riferito al mitico Leoncino 125, una moto che ha segnato un epoca e fatto un po’ la storia di Benelli a partire dal 1950.
 
 
Come tutti noi sappiamo la “nuova” Benelli è nella sfera di una multinazionale asiatica la QJ Group. Se stai già iniziando la filippica sulle “cinesate” o sui brand nostrani venduti all’estero ti fermo subito. Intanto perché QJ Gorup è un colosso che tra le altre controlla anche Volvo e Lotus, e in seconda analisi perché la loro iniezione di capitali ha permesso di dare nuova linfa al marchio pesarese, permettendo di ripartire alla grande…e se il buongiorno si vede dal mattino il Leoncino 500 di questa prova ne è l’esempio lampante.
Benelli Leoncino 500
Prima di salire in sella mi fermo a guardarla e devo dire che il centro stile Benelli ha fatto davvero un buon lavoro, o per lo meno a me piace e non poco. Stile retrò che strizza l’occhio al fuoristrada, anche se come vedremo poi il suo campo di battaglia è l’asfalto. Proporzionata con ‘sti steli anteriori rovesciati da 50 mm che sembrano mostrare i muscoli come farebbe un buon body builder. Molto bello il faro anteriore, dove l’arco romano è ben presente ed evidenziato dai led molto efficaci. Led anche per il fanale posteriore, una “lama” incastonata sotto la sella che dona un tocco di eleganza ulteriore al retrotreno già alleggerito dall’aver spostato la targa sul parafango, proprio li, vicino alla ruota. 

Benelli Leoncino 500 Benelli Leoncino 500
Benelli Leoncino 500 Benelli Leoncino 500
 
Il mono posteriore, inclinato si palesa appena ma rendendo ben chiaro il suo ruolo nel controllare il forcellone oscillante. Sull’esemplare della nostra prova, di un bel rosso/bordeaux, erano montati cerchi in lega dal disegno davvero accattivante, ma ci avrei visto bene la versione cerchi a raggi che, lo confesso, su di me hanno sempre un certo fascino.  17 pollici per entrambe le ruote, ma sulla versione Trail ci sarà l’anteriore da 19 e appunto cerchi a raggi, oltre ad una gomma leggermente tassellata.
Enduro Style dunque, ma sulla nostra versione gomme stradali, cosicché le escursioni su strade bianche sono state più un vezzo fotografico che non una vera e propria peculiarità intrinseca.

Benelli Leoncino 500

Salendo in sella troviamo una posizione di guida davvero comoda, col manubrio bello largo “piega bassa” come recita l’adesivo proprio al centro. Sella unica ma a due piani, distinta tra pilota e passeggero.  Altezza da terra non esagerata, va bene un po’ per tutte le stature, ma forse i più alti (non è il mio caso) si troveranno un po’ con le gambe raccolte. Tolto il cavalletto sensazione di estrema leggerezza a confermare i circa 200 kg (o poco più) in ordine di marcia. Girata la chiave lo scarico, bello e dal disegno azzeccato nella linea generale, emette un ruggito (si lo so battuta scontata) che ci gasa subito e che mantiene in ordine di marcia.

Benelli Leoncino 500

Sound pieno, che gasa, ma mai maleducato e fastidioso anche perché rispetta tutte le omologazioni. Il bicilindrico fronte marcia dichiara poco meno di 50 cv, ma quando lo si chiama in causa ruotando la mano destra si mostra generoso e di spinta vigorosa, tanto da far pensare a qualche cavallo in più. Riprende bene anche da bassi regimi a marce alte, ma il nostro esemplare, praticamente nuovo, soffriva un po’ di on/off soprattutto con le marce basse e bassa velocità. Caratteristica che necessita un minimo di abitudine e poi non ci si fa più caso. Si guida bene il Leoncino, altro che palle, si gioca tra le curve che è un piacere, frenando poco, complice anche il peso contenuto, e dando gas presto senza troppe paure, si esce così dalle curve veloci ma con una erogazione divertente ma che non mette mai in difficoltà. L’anteriore è granitico, il posteriore non ho avuto il tempo di cucirmelo un po’ addosso come avrei voluto, quindi diciamo che nella taratura standard è un po’ “morbido” quando gli tiri il collo e vuoi esagerare tra le curve, ma ottimale per la guida in condizioni normali, ovvero il 90% del tempo in sella. Bello e completo anche il “dashboard”, completamente digitale e retroilluminato, solo in un paio di occasioni col sole diretto è risultato poco leggibile per via del riflesso del plexiglass.

Benelli Leoncino 500

Un moto bella che a mio avviso piacerà ad un pubblico traversale, dal motociclista “rodato” che vuole qualcosa di bello e tranquillo per divertirsi, ai neofiti e perché no…secondo me potrebbe cogliere una buona fetta di pubblico femminile. Il prezzo? Assolutamente aggressivo perché con poco meno di seimila euro ci si mette in garage questa bellezza, dimostrando che l’equivalenza prezzo basso = scarsa qualità non è vera o meglio non lo è sempre.  Toh se proprio devo evidenziare due cose meno positive…ecco la frizione è un po’ duretta…e la sella una volta che la hai tolta rimetterla è un po’ laborioso, complici anche i 4 “incastri” e talvolta la  serratura di chiusura non la blocca in maniera adeguata; quest’ultimo problema pare sia noto a Benelli, che sicuramente vi porrà rimedio. 

Benelli Leoncino 500

Durante la prova mi sono letto, con molto divertimento, molte opinioni sui vari forum, commenti, social network, alcuni davvero negativi, scritti da gente che non è mai salita in sella al Leoncino. Che peccato…che peccato davvero. Come sempre il mio consiglio è : provatela, poi ne riparliamo, i vostri feed back ci saranno molto utili.
Benelli Leoncino #provatodavvero
aMotoMio ringrazio Benelli Motor per l’esemplare concesso in prova.
 
Foto di Carlo Flaminio
 

Abbigliamento del test: Casco LS2 Metro Evo, Giacca Tucano Urbano Pel , Pantaloni PMJ Dakar, Stivali Stylmartin Matrix, Guanti Tucano Urbano, Intimo Sixs


Fagna

 

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