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- Scritto da Flap
Questi guanti Lord Nock di Tucano Urbano sono di una semplicità convincente.
Apparentemente semplici hanno, infatti, tutto il necessario per soddisfare il motociclista, anche scooterista ovviamente, urbano.
Avete presente quella sensazione sgradevole di quando pensavate di aver studiato, o ascoltato, abbastanza e seduti davanti al prof vi siete resi conto che... vi eravate sbagliati? Ve la ricordate? Vi svegliate ancora la notte zuppi e con l'ansia? Beh è quello che capita quando decidete di prendere un ferro di nobile pedigree e dichiarate "voglio fare una café racer, SO come la voglio".
Rossa come il colore che fa imbizzarrire il toro, questa volta però il toro è lei, la BMW S1000XR.
Ero curioso di provarla, nonostante questa Teutonica forza meccanica sia già stata provata sulle nostre pagine.
Massiccia, forte, potente e scattante, aggettivi che condivide con il mammifero cornuto simbolo della Spagna.
Il quesito è ormai ancestrale e si ripete fin da quando l’uomo preistorico inventò una fiera o esposizione che dir si voglia…ci si va per vedere le moto, come nel caso di Eicma, o per vedere le femminili bellezze, immancabili ad ogni appuntamento? La riposta può essere variabile a seconda se il vostro interlocutore è in presenza o meno della sua compagna, fidanzata, moglie. Noi abbiamo deciso in maniera salomonica che la verità sta nel mezzo e anche per il salone internazionale del motociclismo anno 2016 vogliamo tributare un omaggio alla femminilità con questi nostri scatti, mai rubati, ma anzi alla ricerca sempre del punto di vista migliore. Se poi guardate bene, ci sono anche le moto a fare da sfondo…
Cosa andiamo a vedere in EICMA?
Le moto naturalmente, ok anche qualcos’altro, ma per questa volta lasciamo i testosteroni a riposo e concentriamoci sulle due ruote.
Gara conclusiva del campionato mondiale MotoGP con un Lorenzo in forma stratosferica da inizio week end, che solo nel finale di gara rischia di farsi mangiare da Mark Marquez. Un desmo-Iannone in gran palla regola con fatica e tenacia un Valentino Rossi che chiude la stagione giù dal podio.
È un Eicma delle mezze stagioni con pochi botti ma molti colori, è un Eicma che sembra terra di passaggio tra un'epoca motociclistica e l'altra, molte cose che lasciano quel gusto particolare di "se me la mettessi nel box?" ma nessuna corsa forsennata verso i fuochi artificiali della grande novità.
Un casco integrale, in fibre composite, dalla forma accattivante e un pratico visierino interno.
Appena avuto tra le mani ho avuto subito la sensazione che mi sarebbe piaciuto, un misto tra turismo sportivo che però si sposava bene anche con la mia maxi enduro.
La casa indiana SMK sbarca sul mercato, e oltre al casco Jet di cui vi abbiamo già parlato (click qui) stiamo provando anche il modulare modello Glide. Vi proponiamo questo video-commento, e invitiamo i più curiosi a visitare lo stand SMK a Eicma 2016.
Avendo noi in dotazione un Tom Tom Rider 400, qualche tempo fa vi parlammo del supporto GIVI per manubri e/o agganci tubolari, lo potete vedere qui
“La nebbia agli irti colli…” questo mi viene in mente guardando fuori dalla finestra, il pensiero di tornare a letto mi assale.
Ripasso mentalmente la Poesia del Carducci, cavoli me la ricordo ancora nonostante gli oltre quarantanni passati da quando a scuola ancora, s’imparavano a memoria poesie, nel frattempo, però, mi sto vestendo.
Un week end rosso, rosso sangue come quello dei combattimenti, rosso come l'amore per la passione a due ruote per la pista, rosso come le moto che fanno a Borgo Panigale, che hanno dominato le piste dei due mondiali con tanto cuore e tanta adrenalina. Gare? Superbe!
Non sono un amante del caffè lungo, anzi tendenzialmente lo preferisco un po’ ristretto. Ma se togliamo una “f” e magicamente LA (articolo determinativo femminile) “Cafè Lungo” diventa qualcosa di speciale, di bello e di gustoso. Il gioco di parole era banalmente scontato, ma devo confessare che trovare un inizio adeguato a raccontare la special made in Sbrannetti non è per nulla facile.
I vulcani dell’Auvergne; il “perché” del nome lo puoi trovare gongolando senza nemmeno troppo sbattimento, ma per capirlo a fondo li devi vedere. E il punto di osservazione migliore è la vetta del Puy-De-Dome, dall’altro dei suoi 1460 metri, la vista si perde sulla catena montuosa composta da tantissimi vulcani ormai estinti (ovviamente).