XV Edizione della Rievocazione storica della 6 Giorni di Varese
Categoria: Turismo

Era il settembre del 1951 quando dall’Ippodromo delle Bettole prendeva il via la prima edizione della Sei Giorni di Varese, una competizione motociclistica internazionale di regolarità destinata a entrare nella storia del motociclismo e conosciuta nel mondo come ISDE, International Six Days Enduro.


Passano qualche decina di anni, ma certe storie evidentemente non hanno nessuna intenzione di finire nel cassetto dei ricordi.

Così il VAMS (Varese Auto Moto Storiche) nel 2011 decide di celebrare quella straordinaria pagina di motociclismo organizzando una rievocazione storica dedicata proprio alla Sei Giorni di Varese.

rievocazione sei giorni di varese VAMS

Un evento dedicato alle moto d’epoca, almeno trentennali, che non è però una semplice passeggiata tra amici con qualche moto storica al seguito. Il percorso è infatti stradale, alla scoperta del territorio varesino, ma non mancano le prove di regolarità cronometrate, giusto per ricordare ai partecipanti che sì, siamo qui per divertirci… ma un cronometro, in fondo, riesce sempre a tirar fuori il pilota che è nascosto dentro ognuno di noi.

XV rievocazione VAMS

XV edizione: la storia continua
Sabato 12 settembre è andata quindi in scena la quindicesima edizione della Rievocazione storica della 6 Giorni di Varese, un appuntamento che, anno dopo anno, si sta trasformando in un vero classico per gli appassionati di moto d’epoca.

sei giorni di varese 2026XV rievocazione storica sei giorni di varese

L’esperienza del VAMS, unita alla passione che coinvolge ormai diverse realtà del territorio, a partire dal progetto Varese Terra di Moto, splendidamente rappresentato anche quest’anno da Annalisa Mentasti (Ariete) ed Ennio Marchesini (SWM Motorcycles), ha permesso di mettere in scena ancora una volta una manifestazione capace di unire storia, cultura, motociclismo e territorio.

Basta arrivare in centro a Varese per capire che non sarà una giornata come le altre.
Il centralissimo Corso Matteotti diventa infatti una sorta di vetrina a cielo aperto per le moto partecipanti. E i proprietari, evidentemente, non hanno nessuna intenzione di presentarsi con mezzi qualsiasi.

XV sei giorni di varese 2026

Al mattino fanno bella mostra di sé soprattutto Moto Guzzi e Vespa, ma accanto a loro troviamo Frera, MAS, Sertum, BSA, Gilera, Ducati, Moto Morini, Sunbeam, Norton, Honda, ed altri, marchi che hanno scritto pagine importanti della storia delle due ruote.
Un vero viaggio nel tempo, dai modelli anteguerra fino agli anni ’90, anche se, almeno per ora, a farla da padrone sono ancora le moto che hanno superato abbondantemente i sessant’anni.
E diciamolo: vederle tutte insieme, lucide e perfettamente funzionanti, fa venire qualche complesso anche a chi possiede una moto nuova di zecca.


Si parte
Alle 10.00, puntuali come da programma, i motori si accendono e, seguendo rigorosamente il numero di tabella, le moto prendono il via.
Il percorso prevede quattro tappe, da affrontare seguendo un road book con le principali indicazioni necessarie per raggiungere i vari punti di controllo e, soprattutto, arrivare al traguardo senza trasformare la rievocazione storica in una moderna caccia al tesoro.
Perché il bello di queste manifestazioni è anche questo: seguire il road book, orientarsi, guardare la strada e magari farsi distrarre un po’ dal paesaggio.

6 giorni di varese 2026

Prima Tappa – La parte agonistica
La prima parte del percorso porta la scoppiettante carovana a costeggiare dapprima il Lago di Varese e successivamente il Lago di Monate, fino ad arrivare a Cadrezzate.

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Qui è prevista una sostanziosa tappa ristoro, decisamente apprezzata dai partecipanti, ma soprattutto entrano in gioco le prove a cronometro.
I pressostati diventano così protagonisti della giornata che, insieme ai transiti ai vari way point, contribuiranno a determinare la classifica finale.
Insomma, la rievocazione è storica, le moto sono storiche, alcune anche parecchio, ma il cronometro è decisamente moderno e non sembra avere nessuna pietà.

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Seconda Tappa – Il Lago Maggiore
Dopo la ripartenza da Cadrezzate, il percorso punta verso Angera, per poi risalire lungo la sponda lombarda del Lago Maggiore fino a Luino.
Qui è il momento di una pausa decisamente più lunga, con il pranzo organizzato presso la sede AVAV, l’Associazione Velica Alto Verbano, nel Ristorante La Boheme Terrazza, proprio sulla riva del lago.
Un posto dove è difficile non fermarsi un attimo a guardare il panorama e, soprattutto, scambiarsi le prime impressioni sulla giornata.
Davanti a un buon piatto, naturalmente, si raccontano le prove appena affrontate, si confrontano tempi e risultati ma soprattutto le emozioni di un percorso coinvolgente.

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Terza Tappa – Un po’ di storia
A stomaco pieno le moto ripartono puntando decisamente verso l’interno.
Si passa da Ponte Tresa per poi proseguire verso Ghirla, costeggiando l’omonimo lago, fino a raggiungere Ganna.
Qui il motociclismo lascia per qualche momento spazio alla storia con la visita guidata alla Badia di San Gemolo, risalente al XII secolo, e al suo particolare chiostro pentagonale.

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Nelle sale della Badia è attualmente allestita anche l’esposizione permanente del Cristo Ligneo, importante scultura in legno, realizzata in pezzo unico e risalente alla seconda metà del XIV secolo.
A questa si aggiunge una mostra dedicata alle pregiate Ceramiche di Ghirla, occasione per conoscere più da vicino una delle produzioni artistiche che hanno caratterizzato il territorio.
A raccontarne la storia è Enrico Brugnoni, vicepresidente del VAMS, appassionato e cultore dell’arte ceramica locale.
Perché una delle caratteristiche più belle di questa manifestazione è proprio la capacità di andare oltre la semplice moto: il territorio non è soltanto lo sfondo sul quale disegnare qualche curva, ma diventa parte integrante del viaggio.

Sei giorni di varese 1

Quarta Tappa – Il piacere della guida
Dopo la parentesi culturale si torna finalmente in sella.
La quarta e ultima tappa è probabilmente quella più interessante dal punto di vista del puro piacere motociclistico, con il percorso che attraversa la Val Ganna per poi rientrare verso Varese.
Curve, saliscendi e strade che invitano a guidare con un ritmo allegro ma senza esagerare.
Del resto siamo pur sempre in compagnia di moto che, in alcuni casi, hanno già visto più primavere di molti dei loro piloti.
Meglio quindi rispettare l'età… delle moto, naturalmente.
Il rientro a Varese segna la fine del percorso, esattamente da dove era partito, e l’inizio dell’ultima parte della giornata: il Concorso di Eleganza.

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Il Concorso di Eleganza – Bellezza senza tempo
Qui non si parla più di cronometri, pressostati o way point, qui conta la bellezza.
Il concorso nasce infatti con l’obiettivo di premiare il pregio della motocicletta, il suo valore estetico e la sua rarità, ma anche e soprattutto la coerenza dell’abbigliamento del pilota con l’epoca della moto.
Un aspetto che rende la sfilata particolarmente interessante, perché vedere una moto storica perfettamente conservata o restaurata è già uno spettacolo, ma vederla arrivare con il proprio pilota vestito come avrebbe fatto all’epoca è qualcosa di completamente diverso.
Il tappeto rosso viene quindi attraversato, rigorosamente in ordine di tabella, dalle moto che hanno portato a termine il percorso.

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Una alla volta sfilano davanti al folto pubblico presente, mentre la giuria è chiamata a valutare mezzi, conservazione, pregio, rarità e coerenza dell’insieme.
Un parterre di esperti composto da Annalisa Mentasti (Varese Terra di Moto), Ferdinando Restelli (direttore di InSella), Marco Riccardi (per anni direttore di Motociclismo) e Alessandro Lovati, tutti noti protagonisti del mondo motociclistico.

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Le premiazioni
Alla fine, come in ogni gara che si rispetti, arrivano i risultati.
I tempi delle prove cronometrate, i passaggi ai way point e i giudizi della giuria vengono messi insieme e finalmente si scoprono i vincitori.
A condurre le premiazioni è un presentatore d’eccezione, Beppe Macchi de La Prealpina, che affianca il presidente del VAMS Angelo De Giorgi.
Seguono premi, applausi, fotografie e sorrisi.
Poi, inevitabilmente, arriva il momento della foto di gruppo, quella che mette insieme tutti i partecipanti e che chiude ufficialmente la quindicesima edizione della Rievocazione storica della 6 Giorni di Varese.

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Ma più che una conclusione è un arrivederci, perché la storia, qui, evidentemente non ha nessuna intenzione di fermarsi.

CLASSIFICHE
Prove cronometrate
1° - Deris Franzini su Ducati 125 Aurea del 1961
2° - Roberto Orlandini su Vespa VN2T 125
3° - Ettore Bettineschi su Vespa VI1T 150
Prima Donna
Tatiana Menerato (4^ assoluta) su Vespa
Concorso di Eleganza
1° - Andrea Salvadori – Frera Super Raid del 1927
2° - Lucia Pandin – Vespa VNA 125
3° - Matteo Tessarolo – Moto Guzzi Sport 15
Premio Simpatia
Thomas Zettl su Vespa del 1951
Classifica a Squadre
1° - Vespa faro basso: Orlandini – Munerato – Donini
2° - Vintage: E. Bettineschi – Benerati – D. Bettineschi
3° - Trifido: Quaglia – L. Salvadori – A. Salvadori
4° - Goto e risotti: Franzini – Soffiati - Poli

Phelon & Moore duegi moto

La partecipazione di aMotoMio – Quando la storia torna in sella
E arriviamo a noi. Tutto parte dall’inizio di questo articolo, da quel settembre del 1951 e da una ricorrenza particolare: sono passati 75 anni dalla prima Sei Giorni di Varese. Un anniversario che per un motociclista ha qualcosa di speciale.
Nel 1951 erano molte le case inglesi protagoniste del motociclismo internazionale e tra queste c’era anche Phelon & Moore, marchio conosciuto soprattutto per le sue particolari motociclette con motore inclinato e telaio a diamante, commercializzate con il nome Panther.
La Phelon & Moore è stata attiva dal 1904 al 1966 e, dopo decenni di assenza, è recentemente tornata a far parlare di sé.
La nuova vita del marchio è stata presentata a EICMA 2025, con l’obiettivo dichiarato di riportare nel presente una parte di quella storia motociclistica britannica.
Ed è qui che entra in gioco DueGi Moto di Induno Olona, concessionaria anche del marchio Phelon & Moore.
L’idea è semplice quanto affascinante: riportare, dopo 75 anni, una Phelon & Moore alla partenza della Sei Giorni di Varese…così aMotoMio si presenta all’appuntamento con la nuova Phelon & Moore Capetown 7X.

Phelon & Moore 6 giorni di varese vams

Una moto moderna, naturalmente lontana dai canoni delle moto che partecipano alla rievocazione, ma proprio per questo interessante. Da una parte ci sono le protagoniste originali della storia, quelle magari dei tempi la Sei Giorni del 1951, dall’altra una moto che porta oggi lo stesso nome e che prova a raccontare quella storia con un linguaggio completamente diverso.
È un po’ come incontrare un vecchio amico dopo 75 anni e scoprire che sì, qualcosa è cambiato… ma il cognome è rimasto lo stesso.
E così la Capetown 7X diventa per noi un curioso filo conduttore tra passato e presente, permettendoci di vivere dal vivo questa rievocazione storica e, contemporaneamente, riscoprire un marchio che appartiene alla storia del motociclismo britannico.
Una presenza forse fuori dagli schemi della manifestazione, ma proprio per questo capace di attirare l’attenzione e di far nascere domande, curiosità e qualche inevitabile confronto tra ieri e oggi.
Perché alla fine è proprio questo il bello della storia: non serve soltanto a ricordare quello che è stato, può anche diventare il punto di partenza per qualcosa di nuovo.

Sei giorni di Varese Phelon & Moore duegi moto

Ringraziamo quindi DueGi Moto per averci dato l’opportunità di partecipare con la Phelon & Moore Capetown 7X e tutto lo staff organizzativo della Rievocazione storica della 6 Giorni di Varese per la consueta e sempre cordiale accoglienza.

Noi, nel frattempo, abbiamo rimesso in moto la storia e siamo già curiosi di vedere dove ci porterà il prossimo capitolo.

La nostra partecipazione del 2018
La nostra partecipazione del 2025

Abbiamo utilizzato: Casco Caberg Trip – Giacca Clover Rebel – Jeans PMJ Deux – Scarpe Stylmartin Tank Air petrol – Guanti Clover KVS-2

GALLERY

Flavio Flap Carato firma



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