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Ducati Fagna
Categoria: trafiletti

Facile adesso saltare sul carro dei vincitori.


Orgoglio italiano, W l’Italia, Italian do it Better (cit.) etc etc, d’altra parte il patriottismo si è fatto più forte durante la pandemia no?...no!

No…no….e no…ancora oggi con una casa italiana che vince nello stesso anno il mondiale SBK e MotoGP leggo odio e nefandezze di ogni genere. E le leggo da 20 anni, da quando nel 2002 decisi di entrare nel mondo Ducati acquistando una SS 750 Dark, si quella meno bella, disegnata da Terblanche.

Fu un amore viscerale, un acquisto di pancia, attratto da quel fascino sconosciuto del pompone emiliano. Mai più avrei pensato di essere perculato a vita dagli haters del mondo di Borgo Panigale. Resterai a piedi, dicevano e hanno portato fortuna visto che non è mai successo. Perderai i pezzi, dicevano, ed in effetti…ah no…non è mai successo. Sono moto inaffidabili dicevano…ma si vede che le mia ducati ST (presa due anni dopo la SS) non lo sa visto che ha percorso 150.000 km senza mai tirarsi indietro, sole, pioggia, freddo, gelo. Mai un tentennamento.

E ancora oggi, quando Ducati è oggetto del desiderio in tutto il mondo, l’italico medio butta guano con qualsiasi pretesto, su tutti che la proprietà non è più italiana che è forse l’unico dato oggettivo. A parte che personalmente non ho nulla contro gli amici del gruppo Audi-Wolksvagen, ma davvero mi volete far credere che sarebbe stato meglio aver lasciato fallire un marchio glorioso piuttosto che vederlo in mano a capitali esteri? Quindi meglio morti che in mano al “nemico” ?? Dai su…siamo seri.

Ma adesso non è tempo per le polemiche, non è tempo per fare gesti maleducati con le mani che disegnano una ampia “V” nell’aria, nei confronti di un immaginario pubblico di detrattori al di là dello schermo del pc da cui sto scrivendo. No…le polemiche le lascio ai chiaccheratori da social, io mio godo l’estasi dell’oro (Morricone Docet) per altro oro doppio.

Un’impresa storica, titanica, da libri di storia del motociclismo che diventa triplete se pensiamo che a condurre la MotoGP al mondiale ci ha pensato un pilota italiano, italianissimo, senza dimenticare naturalmente l’impresa di Alvaro.

Le Ducati perdono i pezzi…ma si dai avanti ancora cosi, ma vincono due mondiali piloti contemporaneamente.

Gioco, partita, incontro.

Tutto il resto è noia!

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