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Il rumore del silenzio
Categoria: trafiletti

Corre veloce la notte su quella traccia che le ruote segnano, quel buio che solo la luce del faro riesce a bucare dando la rotta da seguire.


Intorno il silenzio, solo un leggero sibilo e il vento della corsa che scivola sul casco.

Sono cresciuto in quell’epoca fatta di motori rumorosi, o meglio con quel suono che gli scarichi sapevano riprodurre come singole melodie, diverse tra loro ma unite dal filo della passione.

Riconosco il tintinnio metallico dei due tempi, il roco cantare dei bicilindrici e l’urlare dei quattro cilindri.
Musica per le orecchie di noi appassionati, molti di noi addirittura capaci di riconoscere non solo il frazionamento del motore, a volte anche il tipo di moto capace di cantare così allegra.

Amo quel suono delle canne d’organo della mia F4 che quel genio di Tamburini ha saputo accordare in una sinfonia che aumenta di intensità fino raggiungere l’estasi quando il motore si avvicina al limitatore e mi rallegra quel borbottio sommesso del boxer d’epoca non meno del pistonare del monocilindrico giapponese degli anni ’80.

Già adoro questi suoni, anche se aborro le esagerazioni, quando il suono diventa rumore, quando i decibel sono in eccesso e più che “Save lives” spaccano e balle.

Li trovo esagerati, fastidiosi, maleducati seppur personali, il bel canto è quello che si fa ricordare, non quello che si fa notare parafrasando un grande stilista.

Ecco che, invece, stanotte mi sono stupito di quanto possa essere bello il silenzio, di come sia piacevole scivolare nel silenzio senza aggiungere ne togliere nulla.
Immersi in quel "niente suoni" lasciando correre solo i pensieri in compagnia del vento che solo si fa sentire mentre scivola oltre la visiera.

Un silenzio che apre la mente, ci si trova in sintonia con quello che ci circonda come silenziosi visitatori in noi stessi.

Una sensazione che nel traffico e nella bolgia quotidiana non si percepisce, anzi si vorrebbe che il suono che ci accompagna ci faccia sentire dagli altri, ma questo è un altro discorso.

Ora è tempo di silenzio, o quasi, solo quel sibilo che esce dal rotore mischiato al vento della corsa, immerso nella notte e nel suo ovattato mondo. Non credo sia meglio, non ne sono convinto, ma di sicuro è diverso e non così terribile come molti vogliono farci credere.

Forse è il futuro, anzi probabilmente lo sarà a breve, non mi spaventa, ma sono certo che il rumore del silenzio non potrà mai rimpiazzare la musica che ora conosciamo.

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