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Domenica, Dom Dic 2019

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Jorge Lorenzo

Il caso di Jorge Lorenzo ha segnato questo finale di stagione 2019 della MotoGP quasi rubando la scena al neo, ma vecchio, campione del mondo della MotoGP.

Il pilota maiorchino lascia la MotoGP con un bel sorriso, ma con una tristezza latente per una conclusione davvero poco edificante per un cinque volte campione del mondo e per un pilota ancora veloce.

Ovvio che qualcuno storcerà il naso per questo "ancora veloce", dopotutto non è arrivato nei primi 10. Ma un pilota non diventa lento da un anno con l'altro, questa moto era davvero incompatibile. E quindi di chi la colpa? Davvero il mea culpa di Jorge era sincero, o mamma Honda non è riuscita a fare quello che avrebbe dovuto? Davvero si prende un cinque volte campione del mondo e poi gli si dice "questa è la moto"?

Forse il volto scuro di Alberto Puig alla conferenza non era per commozione o delusione, ma perché Jorge ha trovato il modo di uscire da una situazione onerosa, con uno stop che potrebbe non essere definitivo scaduto il periodo degli obblighi contrattuali.

La casa giapponese avrebbe forse potuto mettere in campo un maggior fairplay come KTM, che ormai evidente l'incompatibilità tra Johann Zarco e la moto austriaca, ha preferito liberare il pilota francese da qualsiasi obbligo contrattuale già per la stagione in corso. Difficile capire cosa si muove nei retrobottega, ma le dichiarazioni di Jorge Lorenzo sono sembrate lapidarie, non ha mai dichiarato di non avere più stimoli o competitività per correre in MotoGP, ha ribadito più volte che non li ha e non vale i rischi salendo su una moto che è chiaramente incompatibile con il suo stile di guida.

La situazione è quindi la stessa, a parte il fatto che un Jorge Lorenzo competititvo potrebbe essere fastidioso per la squadra campione del mondo, ma sembra dalle dichiarazioni di tutti gli addetti che questa cosa debba rimanere sottotraccia, non se ne deve parlare.

Vero, gli obblighi contrattuali vanno rispettati e nessuno ha obbligato Jorge ad andare in Honda tanto meno a firmare un contratto biennale. Ma come dimostra il caso KTM-Zarco, se si ha la giusta visione di ciò che è corretto e giusto in uno sport, lo si può fare.

Ma forse ci immaginiamo tutto, le classiche teorie cospiratorie alla x-files, forse Jorge ne aveva davvero basta, o forse un'altra moto alla sua altezza non c'era.

Inutile evidenziare che da appassionati, egoisticamente, abbiamo diritto di avere Jorge in pista. Anche se non è mai stato un pilota che ha spiccato per simpatia e giovialità, ci sentiamo un po'... scippati. Che fai Jorge, torni?

Wolf

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