Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.

Benelli Leoncino
1
0
0
s2smodern
1
0
0
s2smodern
powered by social2s

Le donne obbietteranno che nulla è per sempre, a parte i diamanti, ma qui si parla di moto e quindi diamo lo spazio che merita il leone.
Quanta confusione in una frase, proviamo a fare un po’ di ordine iniziando proprio dal grosso felino simbolo della Benelli.


Un’azienda storica che ha fatto grande l’Italia motoristica e dopo qualche anno buio prova a ritornare degnamente sul mercato proprio puntando anche su quel simbolo che svetta stilizzato sul parafango della loro Leoncino 500.
Proprio il nome è un richiamo ad un modello della casa Pesarese di grande successo tra gli anni ’50 e ’70 con diversi modelli e versioni dove il simbolo del leone era sempre presente e fino agli anni ’60 caratterizzava orgogliosamente il parafango anteriore.
Già, proprio come ora!
Sto provando la nuova Leoncino 500 Trail e penso che sia simpatico l’accostamento con il Leoncino 125 4 tempi del 1957 che qualche tempo fa ho recuperato, fortunosamente, ed ora attende solo di essere rimesso in funzione per ruggire ancora.
Difficile fare confronti, sessant’anni di differenza sono evidenti, eppure le ruote sono due, i motore è 4 tempi e sul parafango ostentano entrambi il leone a testimoniare anche lo stesso nome.
Le similitudini finiscono qui, però affiancati entrambi hanno un fascino particolare e personale.
Però la mia storia Benelli non finisce qui, non dimentico che la prima moto “vera” era una bella bicilindrica a due tempi che recava sul serbatoio proprio quel marchio.
Una moto che mi ha traghettato dal mondo del motorino a quello delle moto e scatenato quella passione che ancora è viva e forte.
Potrebbe bastare, ma secondo voi che motorino potevo aver guidato a quattordici anni?
Risposta esatta un vecchio ciclomotore a pedali degli anni ’60, ereditato dal nonno, tre marce e un rosso Benelli inconfondibile.
Un inizio di due ruote a motore maltrattato, riverniciato in colori impossibili, usato all’estremo ma che non ha mai mollato finché non è stato sostituito da una cilindrata superiore.
Chissà dove sono finiti i miei primi Benelli, quelli dell’inizio, ora c’è il Leoncino da sistemare e chissà cosa mi riserverà il futuro.
Intanto il futuro della Benelli lo sto guidando in questi giorni con un’emozione particolare ed un affetto al marchio che non passa, probabilmente è come il diamante…per sempre!

Flap