Il primo week end della Superbike nel 2023 ha messo in evidenza la forza e il vantaggio di Alvaro Bautista e della Ducati Panigale, stagione già finita?
Sui social chi leggerà solo l’ingresso starà già dando manate di gas alla tastiera, la provocazione poi non è nemmeno di prima mano, tutto frutto della superiorità quasi imbarazzante della Panigale con Alvaro Bautista, ma sono solo frasi ad effetto giusto per alzare un po’ di polvere, il burn-out da poltrona. Per vedere lo stato dell’arte delle moto e dei piloti in pista bisognerà attendere ancora qualche gara, Phillip Island è sempre stata una pista su cui Alvaro sulla Panigale è stato capace di fare tanta differenza rispetto ai principali avversari.

Avversari che però sono parsi sottotono, a partire da Jonathan Rea che è salito sul podio solo in Gara1 grazie alle condizioni di bagnato e nonostante le difficoltà alla moto. Un Jonathan Rea che però non ha brillato in nessuna delle sessioni, faticando nella Superpole Race dopo essere stato portato fuori pista da Aegerter. Il Rea che conosciamo avrebbe masticato pista e sorprpassi tornando subito sui primi, mentre quello che abbiamo visto si è dovuto accontentare della settima piazza.
Stessa sorte è toccata a Toprak Ragzatlioglu, che è salito sul podio solo una volta in questa due giorni, vittima incolpevole di un incidente in Gara2, ma già senza l’incisività a cui eravamo abituati.

Merito forse di una banda di giovani lupi sfrontati, specialmente di quella colorata di blu, che a parte qualche ingarbugliatura classica dei giovani arrembanti, ha fatto vedere la consistenza che si ottiene da una moto forse non al top, con però in sella un team di piloti davvero di grande consistenza. Il candidato per il posto di vice-turco per questa gara è stato Locatelli, ma c’è da guirare che per i prossimi round gli altri piloti risponderanno giro su giro.
Le gare sono state a senso unico e con poco varianza, la prima posizione è sempre rimasta saldamente nelle mani di Bautista, che ha strapazzato per bene tutti quelli che si sono affacciati per qualche sprazzo al comando della gara. E’ successo in Gara1 a Rea e in Superpole Race a Ragzatlioglu. Il resto è stata bagarre per gli altri gradini del podio, con Gara1 che ha visto Rea guidare vecchia scuola senza cambio elettronico, mentre in Gara2 e in Superpole Race da segnalare la bella la progressione di Rinaldi, che ha saputo sfruttare finalmente a pieno la sua Panigale.

Si chiude così il primo week end, su tutta quella truppa che gravita nelle prime dieci posizioni ci sono osservazioni interessanti. La Honda che sembrava lontana ha gravitato con Lecuona tra sesto e ottavo posto stando spesso nel gruppone ai piedi del podio, una bella sorpresa. Le Yamaha come detto sono davvero un squadra consistente, ci sarà tra loro anche un bomber? Buon debutto per Petrucci, il cuore avrebbe voluto di più, ma la testa dice che la prima uscita allo sbaraglio ha fatto più delle possibilità. BMW fanalino di coda, lontana, difficile, inconsistente. Possibile che il marchio tedesco non abbia altre frecce al suo arco? Premio sfortuna a Tom Sykes, tre guai tecnici su tre gare.

Prossimo appuntamento per stracciare le gomme in pista è ancora con i mastini della Superbike, già settimana prossima li ritroveremo sulla pista indonesiana di Mandalika. Pronti per un’altra alba a tutto manico?
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