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Sabato, Sab Gen 2021

Superbike Australia

Il primo round della Superbike ha regalato spettacolo e tanta adrenalina, le tre gare disputate sul circuito di Phillip Island hanno fotografato una situazione caotica, buon presupposto per una stagione piena di sorprese. Da questo caos sono emersi tre nomi: Toprak Razgatlioglu, Jonathan Rea e Alex Lowes.


Alcune sorprese sono belle e altre un po’ meno, se il buongiorno si vede dal mattino con una Superpole messa in tasca da Mr poleman al secolo Tom Sykes, tanto può essere raccontato di questo round di partenza, un’alba piena di sorprese per questo campionato, ma con la mente ben presente a quanto ci dice l’esperienza, vale a dire che Phillip Island è tanto bella quanto bugiarda, fidarsi dei suoi risultati è quanto mai azzardato.

Superbike Australia Tom Sykes

TUTTI CONTRO JONATHAN

Tutti concentrati sulla ricerca Jonathan Rea, un po’ come accade in MotoGP con Marc Marquez, il pubblico è ansioso di trovare qualcuno in grado di dargli filo da torcere e spezzare questo dominio, non tanto in ottica campionato ma per lo meno in pista, dove il cinque volte campione del mondo ha dato lo scorso anno una incredibile prova di solidità mentale, dopo le prime gare era già stato dato per spacciato, dando una spettacolare prova di carattere. Eppure lo stesso Jonathan sapeva che questo 2020 sarebbe stato ancora più duro, giovani piloti emergenti a dargli la caccia, altre case oltre a Kawasaki che hanno deciso di impegnarsi seriamente nella Superbike, e il fiato sul collo del gestore che continua la sua cura dimagrante dei giri per la Kawasaki Ninja su cui siede Jonathan.

Dopo i test invernali gli occhi erano tutti puntati su due protagonisti su cui due case hanno investito molto, Toprak Ragzatlioglu con Yamaha e Scott Redding su Ducati. La rossa in particolare ha fatto il solito trambusto nella gestione piloti dopo la separazione da Alvaro Bautista, motivo per cui molte attenzioni erano in direzione dell’inglese. Il ragazzone tutto tatuaggi e spavalderia ha dimostrato di trovarsi subito bene sulla Panigale V4R, mettendosi di il diritto dei tempi sul giro la fascia di prima guida della squadra.

Tre gare quasi fotocopia, vale a dire con una gran bagarre delle prime linee, i protagonisti come da classifica di arrivo sono stati per le più gli stessi, nei sorpassi e controsorpassi andati in scena si sono visti Ragzatlioglu, Redding, Lowes, Van der Mark, Rea e Baz. Uno squadrone di sei piloti che hanno dato grande gusto alle tre gare, creando un caos davvero difficile da descrivere in questo articolo. Nel gruppetto non c’è Tom Sykes, atteso ad essere uno dei protagonisti dopo la pole, ma l’inglese ha sempre il solito problema, dopo una partenza a razzo manda in crisi le gomme e così in tutte e tre le gare abbiamo dovuto assistere alla sua gara a gambero con la sua BMW S1000RR, un vero peccato perché il suo tempo veloce aveva fatto presupporre che la moto bavarese sarebbe stata della partita.

Superbike Australia Loris Baz

LE GARE

Gara1 partita subito con un gran colpo di scena, nella lotta per la prima posizione tra Tom Sykes e Jonathan Rea e il nord irlandese ha la peggio, una sportellata tra i due manda Rea fuori pista e da via libera ad un’orda di inseguitori. Va in scena così una grande bagare tra Redding, Ragzatlioglu, Van der Mark, Lowes e Tom Sykes. Duranete la prima metà della gara è Sykes a tenere a bada l’orda, inseguito da vicino da Scott Redding. Al sesto giro il colpo di scena, Rea nel tentativo di recuperare cade e incasella il primo zero quasi a memoria di appassionato. Redding però rompe gli indugi a metà gara facendo sognare i tifosi della rossa, mentre Sykes inizia il suo percorso in discesa, i piloti che seguono fanno di tutto per non dare per scontato il risultato. In testa si avvicendano Ragzatlioglu, Van der Mark e Redding, ma al traguardo con fotofinish si presenta vittorioso il giovane turco, che regala un sogno alla Yamaha. La sorpresa sulla linea in realtà è Alex Lowes, che spunta dall’ultima curva fulminando Redding, e Van der Mark che resta giù dal podio.

Superpole race apparentemente dominata da Jonathan Rea, primo in tutte le tornate, se non fosse per i fastidiosi soprpassi di Redding e Razgatlioglu. Proprio il turco negli ultimi i giri prova con un colpo di reni a prendersi anche la Superpolerace, ma Jonathan ha altri piani, deve rimediare la caduta di Gara1, e quindi rintuzza un’ultima volta Toprak e va a vincere.

Gara2 che come di consueto parte con la griglia della Superpolerace, quindi parte Jonathan davanti e si porta appresso la solita muta di inseguitori. Della partita sono ancora Van der Mark, Redding, Lowes, Ragzatlioglu, ma anche il francese Loris Baz. Il francese mette in mostra i muscoli, al decimo giro riesce anche a mettersi davanti a tutti, e riesce a stare davanti per tre giri, ma viene poi risucchiato nella bagarre, fino a quando a causa di un problema della moto Ragzatlioglu lo manda fuori pista. Riesce a rientrare ma non sarà più della partita podio. Nella bagarre finale, con un cambio di posizioni continua è Rea, Redding, Lowes e Van der Mark, e nel penultimo giro c’è il colpo di scena. Lowes passa il compagno di squadra, Rea allarga e perde metri per un errore, rincorre Lowes per un giro e mezzo riuscendo a recuperare sei decimi di gap, ma Lowes riesce a difendere le traiettorie fino al traguardo, Rea esce incollato dall’ultima curva, sfrutta la scia, esce all’ultima, si affianca ma a Lowes basta mezza moto per vincere.

Superbike Australia bagarre

SCONFITTI E VINCITORI

I veri sconfitti di questo round in realtà sono stati Michael van der Mark e Loris Baz, protagonisti per tre gare ma che non hanno raccolto nemmeno un podio. Un vero peccato soprattutto per il francese, con una moto clienti in configurazione 2019 ha dimostrato di meritare una moto ufficiale.
D’altro canto chi ha dimostrato di avere davvero l’arma anti Kawasaki è appunto Yamaha, sprazzi di blu ovunque, con una moto che anche in configurazione clienti sembra poter essere vincente. Portare a bordo Toprak poi è stata la ciliegina sulla torta, anche se Alex Lowes ha pensato di togliersi un sassolino dalle scarpe strappando la sua seconda vittoria in Superbike schiaffeggianto gli ex datori di lavoro.

Buona prova per la neonata Honda HRC, con buoni piazzamenti nelle tre gare che indicano una moto già migliore di quella dello scorso anno, anche se ancora molto acerba, e questo potrebbe avere però risvolti positivi.

Il vincitore indiscusso di questo round è stato sicuramente lo spettacolo. E’ davvero l’anno della svolta?

Prossimo appuntamento con la gara inaugurale della MotoGP… forse, visto che dal Qatar arrivano notizie di annullamento causa corona virus, o meglio, visto la chiusura agli italiani.

Wolf

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