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Giovedì, Gio Ott 2020

Nolan, Petrucci e Rins

Inzia un nuovo anno, di sport, di motociclismo, di passione a due ruote, e per Nolan è tempo di fare il primo bilancio dopo la transizione dalla proprietà italiana a quella del gruppo francese 2Ride, un passaggio che non solo non ha tolto nulla all’eccellenza del Made in Italy, ma a quanto pare ha aperto nuove possibilità.


Sul palco l’AD di Nolangroup Enzo Panacci, e due ospiti tra i più veloci del mondo, due testimonial del calibro di Danilo Petrucci e Alex Rins. La mattinata si è quindi trasformata in una staffetta dove si è parlato di caschi, finanza, sicurezza e MotoGP.

Focus quindi sul gruppo Nolan che per bocca del suo AD Enzo Panacci ripercorre la storia di un'azienda italiana che non ha scelto di entrare nel gruppo francese 2R per seguire la miglior offerta monetaria, ma sulla base del miglior futuro di un'azienda del Made in Italy di grande qualità e innovazione. Nolan infatti vanta il titolo di primo produttore di caschi in Europa con i suoi 40 milioni fatturato nel 2019 per 400.000 caschi prodotti, una produzione integrata completamente localizzata in Italia e un'attenzione alla sicurezza che la porta ad avere un laboratorio interno per i test riconosciuto idoneo dal Ministero dei Trasporti Italiano, un primato non da poco in un momento in cui le aziende sono impegnate a rispettare lanuova normativa ECE22-06. Per questo il gruppo 2Ride ha deciso di investire in Nolan, acquistata non con l'ottica di delocalizzare, ma come già avvenuto in questi mesi per sfruttare e incrementare l'uso del know how tecnologico e manifatturiero dell'azienda italiana per l'intero gruppo, del quale fanno parte anche Shark, Bering, Augura e Bagster.

Palco Nolan


FUTURO MADE IN ITALY CERCASI

Un passaggio di testimone voluto dagli ex proprietari, ormai giunti all'età in cui si preferisce lasciare il timone ad altri, trovando la migliore soluzione in ottica futura di ulteriore crescita per questo gioiello Italiano. Sicuramente il gruppo 2R e i fondi che la controllano sono consapevoli di aver fatto un grande affare. Lo sviluppo dei due marchi di caschi porterà alla 2Ride fatturato in più, Nolan ha già registrato una crescita consistente nei primi 5 mesi dell'anno fiscale, e tanto valore.

Ma tutto passa anche per l'innovazione e per lo studio dei mercati, niente all'improvvisazione in Nolan. Con un mercato maturo, l'Europa che preferisce i caschi apribili vista l'età media del motociclista, ci sono mercati in cui l'AD Enzo Panacci ci racconta serve studiare il miglior mezzo di comunicazione, il prodotto più adatto e soprattutto le grafiche più in tema. Per questo Nolan si appoggia a strutture locali per studiare al meglio la richiesta e il canale giusto per raccontare Nolan ai motociclisti di tutto il mondo, nei singoli paesi. Ma il mercato vuole anche innovazione e l’azienda italiana è avvezza a rivoluzionare il casco, sue l’introduzione iniezione di materiale termoplastico per costruzione delle calotte, l’introduzione della molla per chiudere la visiera, la chiusura micrometrica, e il primo crossover.

N-Com è sicuramente un punto di riferimento per i sistemi di comunicazione tra motociclisti, ma Nolan è già all'opera per la prossima generazione, si parla già di visiere in grado di visualizzare informazioni come quelle provenienti dal navigatore, senza spostare lo sguardo dalla strada. Una roadmap di sviluppo finanziario e tecnologico che non può che creare apprezzamento negli appassionati.

Nolan X803 Ultracarbon


GIU' LA VISIERA, VIA ALLE DOMANDE PER I PILOTI

Inevitabili le domande ai due piloti, siamo agli sgoccioli, i semafori si stanno per spegnere e le domande non mancano.

La prima domanda è sullo stato di sviluppo delle moto, il processo di miglioramento di una MotoGP è molto complicato, entrambe i piloti sono consapevoli di guidare la miglior espressione ingegneristica delle rispettive case, il massimo, ma il processo di miglioramento è complicato, passa per la prova di parecchio materiale e spesso non va a buon fine, ed è il pilota, dice Alex Rins, con la sua concentrazione e la sua esperienza che deve scegliere e valutare, un compito difficile, che a dire di Danilo è complicato ulteriormente dal fatto che nei test si guarda troppo la classifica, mentre questi test sono fatti per valutare il materiale, un po' come ha fatto Marquez, un po' nascosto durante i test.

Diversa visione per i primi test a Sepang, con Rins più soddisfatto della sua nuova Suzuki, con un miglioramento sulla velocità di punta in rettilineo di 3-4 km/h senza perdere in erogazione, ma anche sul telaio Alex sembra abbia ritrovato il risultato di alcune sue richieste, soprattutto in staccata. Più prudente Danilo con qualche miglioramento in percorrenza, ma con ancora tanto lavoro da fare, plaude agli ingegneri Ducati che lavorano forte e spera che si vedano i risultati in pista. Pista che ha decretato nei test più problemi per Ducati con le nuove gomme Michelin con un degrado eccessivo, mentre per Suzuki la nuova gommatura è migliore, con un miglior grip e un miglior consumo. Evidentemente le due moto hanno una filosofia molto diversa, tocca a Ducati e a Michelin a correggere il problema.
Intanto i due piloti fanno i conti con l'avversario di sempre, Marc Marquez, che sarà anche quest'anno il pilota da battere, Danilo soprattutto ricorda che un pilota come Marc, nascosto durante i test di Sepang anche per il problema alla spalla, in difficoltà arriva comunque sempre sul podio, consistente come nessun altro, quindi difficile da contrastare per un'intera stagione.

Alex Rins e Danilo Petrucci


ATTENTI A QUARTARARO

Stagione che nel 2019 ha avuto per entrambe una buona fase nella prima parte della stagione ma poi si è persa. Petrucci dice "non ci siamo accontentati" e Rins gli fa echo "noi siamo rimasti costanti, ma gli altri sono cresciuti", ed è quello che nel 2020 auspicano non si ripeta, entrambe vogliono essere sempre sul podio, ma come osserva Petrucci a Sepang c'erano tanti piloti in 8 decimi, quindi sarà un'annata difficilissima, e un pilota da temere è sicuramente Fabio Quartararo, ormai cresciuto e rispettato da tutti, pilota, dicono Alex e Danilo, veloce, pulito nello stile e molto corretto, difficile da seguire in pista anche solo per capirne lo stile dice Petrucci.

Resta il tempo per scherzare su quanti caschi Nolan deve produrre per i piloti, l’impegno nel tenere la loro testa al sicuro anche quando si stacca in fondo al rettilineo a 350km/h, pensando poi a quanto lavoro c’è dietro ognuno di questi caschi, opere d’arte secondo Enzo Panacci, in quanto ogni grafica è realizzata a mano.

Forza Danilo, forza Alex, forza Nolan!

Wolf

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