Aprilia RS660 MotoAmerica
Categoria: News Sport

Manca davvero poco all’inizio della prima stagione Sportbike inserito nel mondiale Superbike, un campionato che nasce con molte perplessità, ma anche tante aspettative.

La Supersport300, pur giovane, va già in pensione. La serie di ingrasso al mondiale Superbike, come la Moto3 per il mondiale MotoGP, non ha dato i risultati sperati. Pur non mancando gli iscritti, l’impatto generato non è stato quello atteso, soprattutto nei confronti di quei mercati, quelli dell’estremo oriente, dove le piccole cilindrate sono la schiena principale delle vendite. 

Facile da comprendere l’insuccesso dal punto di vista pubblicitario della serie minore, il campionato Superbike di fatto manca da quei mercati, il calendario è ormai relegato per lo più al vecchio continente, la carestia di circuiti in altre parti del mondo sembra essere irreversibile.

La scelta delle Sportbike arriva da Gran Bretagna e Stati uniti, che hanno già adottato la nuova serie nei campionati nazionali, ma le perplessità sono davvero molte. Conciliare moto così diverse tra loro, rischia di creare più confusione di quella già presente in Superbike, o in voga quando Ducati correva con il bicilindrico. Le principali moto scelte per il nuovo campionato sono l’Aprilia RS660, Kawasaki Ninja 650, Yamaha R7, Suzuki GSX-8R e Kove 450RR. Tutte moto bicilindriche, ma a queste si aggiungono il tre cilindri Triumph Daytona 660 e il quattro della Honda CBR600RR. Difficile capire come armonizzare questa differenza di architettura e di potenza, toccherà come al solito agli ingegneri fabbricare dispositivi e limitazioni per mettere artificiosamente in pari le prestazioni, sistemi che hanno come risultato finale per lo più molte polemiche.

Non è una pratica anomala, anche l'attuale campionao Supersport raccoglie moto di tipologia e cilindrata diversa, un tentativo di adattare il campionato al mercato delle moto sportive.

Intanto il nuovo campionato ha raccolto 33 iscritti, segno che l’interesse non manca. Il successo, a differenza da quello che dicono molti del settore, non dipende però dal numero di iscritti, ma dal riscontro del pubblico. Il tempo ci darà il verdetto.

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